Ci risiamo. Dopo i continui “mal di pancia” accusati tempo addietro dai comitati direttivi dei terzieri di Santa Maria e di Mezule, ora tocca a Fraporta infilarsi in una crisi che non promette nulla di buono. Le recenti dimissioni del priore capo Sandro Angelucci hanno creato uno scombussolamento notevole nell’apparato strutturale della più importante festa narnese. Per molti, quelli più vicini alle cose del terziere, la decisione di Angelucci di mollare irrevocabilmente tutto, non è stata una novità, perché il priore si lamentava da tempo di come funzionavano le cose all’interno del comitato; semmai a rimanere sorpresi del gesto del Priore sono stati i cittadini i quali sostanzialmente ignoravano che nel terziere rossoblù ci fossero dei malumori così pesanti. A dire il vero Angelucci aveva già deciso di dimettersi all’indomani dei trionfi che il suo terziere aveva ottenuto nell’ultima edizione della corsa all’anello, i motivi sempre gli stessi: divergenze interne con lo zoccolo duro del terziere. In altre parole, incomprensione totale con i “vecchi” del direttivo che non hanno mai accettato la linea di rinnovamento tracciata dal Priore, il quale considerava la gestione del terziere come un qualcosa che andasse al di la del mese di lavoro che precede l’inizio della festa. “Ho sempre condiviso al 100% i programmi di Sandro-spiega il vice priore Umberto Di Loreto-e quindi questa sua decisione di abbandonare tutto la capisco e la giustifico. Alcuni personaggi si sono messi di traverso e non hanno apprezzato nemmeno i grandi successi ottenuti su tutto il fronte in occasione dell’ultima corsa. Angelucci ha tentato di far capire che il terziere, per andare avanti e non rimanere stritolato dai costi di gestione, ha bisogno di autonomia e di un opportuno e costante ricambio generazionale. La scuderia ed il forno dell’hostaria hanno dimostrato la bontà di certe strategie e di quanto l’avvento di forze nuove e di giovani del terziere, abbiano contribuito a produrre risultati eccellenti che sono sotto agli occhi di tutti”. C’è amarezza nelle parole di Di Loreto il quale si augura “che stasera-ieri n.d.r.-quando ci riuniremo con gli altri componenti del consiglio direttivo, vengano fuori decisioni serie e ragionevoli. Non so quello che accadrà ma voglio dire che solo in presenza di precise garanzie potrò accettare di continuare a svolgere un ruolo di primo piano nel terziere. Le dimissioni di Sandro sono irrevocabili, ma dovranno servire a qualcosa; se chi fino ad oggi ha remato contro non si fa da parte o cambia atteggiamento, sono pronto anch’io a togliere il disturbo”.Fonte Narninews