|
| La prima edizione della Corsa moderna: A.D. 1969.
Domenica 4 Maggio 1969 è il giorno della prima Corsa all’Anello moderna, preceduta però da altri tre giorni di festeggiamenti, tra cui la prima uscita pubblica del banditore dal palazzo comunale, il giorno Primo Maggio, debitamente a cavallo, con accompagnamento di alcuni tamburini locali, il quale legge - tra lo stupore e l’interesse degli spettatori in piazza - il primo (ed unico finora, immutato nel tempo) Bando della Corsa: le ormai famose parole “Madonne, cavalieri et lo populo tucto..” echeggiano per la prima volta in piazza. Il primo banditore a leggere il testo scritto dal giovane Piero Piersanti è Francesco Bussetti, a lungo compreso in questa parte anche negli anni a venire, poi seguito dal Prof. Umberto Corradi e da altri ancora. I giorni 2 e 3 Maggio prevedono altri appuntamenti rievocativi che, lentamente ma con decisione, iniziano a catalizzare l’attenzione dei narnesi: la sera del 2 Maggio è dedicata alla celebrazione del “Te Deum” in Cattedrale, mentre il giorno di S.Giovenale (Sabato 3 Maggio) si divide in due parti: la rituale messa con processione in onore del Patrono ed appunto la prevista inaugurazione dei locali di S.Domenico, con consegna delle onorificenze al prefetto ed al Prof. Castellani. La seconda parte della giornata prevede invece il primo corteo storico notturno, a cui partecipano i nove cavalieri e rispettive dame, armigeri e valletti, accompagnati dal curioso e catalizzante suono dei tamburi. Domenica 4 Maggio vede il clou della prima edizione della Corsa moderna, con un pranzo ufficiale presso l’albergo dell’Angelo e la partenza del corteo in direzione del campo di gara, lo stadio S.Girolamo, con l’apporto degli spettacolari sbandieratori di Ascoli Piceno. L’ingresso al campo è ad offerta libera, ogni spettatore da’ quel che può, ma i soliti problemi dei “portoghesi” di turno si affacciano subito alla ribalta: proprio Mons. Maurizi è costretto a redarguire alcuni frati presenti a S.Girolamo per aver concesso ad altri spettatori non paganti di entrare indebitamente al campo di gara, mentre il resto della popolazione paga... Ben cinque cavalieri folignati aderiscono alla prima edizione della manifestazione, e cioè: Ciancaleoni, Giusti, Formica, Cruciani, Laureti e Villa. Il buon nome dell’equitazione locale viene invece affidato ai narnesi Lanciotto Boccali (unico reduce dell’esperienza del 1948) per il terziere S.Maria, Angelo Valle per Mezule e Giulio Valli per Fraporta. La giuria al campo è presieduta dal Dott. Elvio Daniele, mentre il vice sindaco di Foligno Stefano Ponti si impegna ad informare debitamente il pubblico circa le origini, l’evoluzione e lo svolgimento della gara che, al termine della giornata, risulta ad appannaggio del terziere Mezule, tra l’entusiasmo dei primi contradaioli della parte di sopra, giustamente orgogliosi dei propri colori, e la soddisfazione di Mons. Maurizi e dell’intera organizzazione. La giornata memorabile ha termine in piazza dei Priori, dove la buona riuscita della manifestazione viene festeggiata con un generale banchetto a base di porchetta e vino, gentilmente offerti dal conte Mancinelli, atto precursore e profetico della nascita delle taverne, o meglio “Hostarie” dei tre terzieri. |