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Il
Palazzo Comunale
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Il
Palazzo Comunale, detto anche Palazzo del Podestà o del Vicario, si
presenta nella sua mole imponente e severo.
E' la sede delle più importanti autorità.
Risulta dall’adattamento di tre torri con case acquistate dal Comune nel
1282. Al piano nobile si aprono sei finestre del XV sec., mentre sulla
facciata sono inserite sculture di animali o statue mutilate. Le
lapidi ricordano cittadini narnesi o governatori illustri.
L'ingresso rinascimentale del Palazzo, in bugnato, introduce nel
bellissimo atrio, qui sono conservate una tomba romana, il pozzo
quattrocentesco e una serie di misure. Tutt'intorno si possono ammirare
una serie di reperti archeologici importantissimi scoperti nei dintorni di
Narni.
Nella Sala Consigliare è conservata la Pala del Ghirlandaio che raffigura
l’incoronazione della Vergine.
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Il
Palazzo dei Priori
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Il
Palazzo dei Priori fu costruito nel 1275, attribuito al Gattapone da
Gubbio, si affaccia sull'omonima Piazza anticamente chiamata Platea
Maior, e vero gioiello dell'architettura medievale. Interessanti sono
il Portale con la loggetta del banditore, dal quale si proclamavano i
bandi, e la maestosa loggia. Le pareti presentano tracce di
iscrizioni, affreschi, finestroni e stemmi. Sopra il pilastro centrale
della facciata si nota lo stemma degli
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Orsini.
Ad una certa altezza, degli anelli di ferro, sono la traccia della
gogna. La parte superiore del Palazzo è costruzione rinascimentale.
Attraverso i secoli ha subito molte trasformazioni fino a diventare,
nel 1618, sede della Casa dei Padri Scolopi, che vi fondarono lo
Studentato e la Scuola cittadina, fino alla metà dell' 800.
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Il
Ponte d'Augusto
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Posto
poco prima dell'ingresso del fiume Nera nelle strette gole tra lo
sperone su cui sorge la città di Narni e il Monte Santa Croce, è un'importante
testimonianza dell'età aurea romana. Il ponte fu costruito nel 27 a.C. in
relazione agli interventi di risistemazione e potenziamento della via
Flamina intrapresi dall'imperatore Augusto. Un grave terremoto nell'847
danneggiò il ponte e, successivamente una grande alluvione, nel 1053, ne
provocò la caduta, da quel momento nelle fonti è ricordato come ruptum o
dirutus. Del ponte, che doveva essere a tre o quattro arcate, si possono
ammirare la prima arcata, forse la più grande, e i ruderi di due
pilastri. Il ponte aveva una lunghezza di 160 m, mentre l'altezza
dell'arcata rimasta in piedi è di 30 m. Il rapporto tra le due dimensioni
evidenzia
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immediatamente
un forte sviluppo verticale che genera l'effetto di grande imponenza che
ancora oggi caratterizza le rovine. Il ponte è costruito con grandi
blocchi di travertino squadrati e bugnati posti di testa e di taglio
secondo le tecniche edilizie romane.
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La
Rocca
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Quella di Narni è
l'unico esempio ancora "in piedi" di quelle fortezze edificate o
fatte ristrutturare dall'Albornoz nel nostro territorio.
La Rocca di Narni, per i caratteri e per la posizione è la classica
fortezza militare di controllo e dominio della città: espressione genuina
della politica di restaurazione papale operata così attivamente dall'Albornoz. |
E' errato accostare la
Rocca alla potenza della città: al contrario ne segna il declino di autonomia,
libertà e forza del libero comune, della «civitas». Con la Rocca non si
volevano certo accrescer le opere di difesa comunali, essa è un elemento di
quel «sistema» di fortezze che il papato, dopo Avignone, pone a presidio dello
Stato.
In quel tempo
(1371) si ha anche la «riforma» degli Statuti Comunali: si accentua il potere
centrale, dal podestà si passa al Vicario.
I Narnesi ben compresero questi significati: la Rocca fu a lungo estranea
alla loro vita, ignorata, spesso detestata.
Dobbiamo arrivare al 1539 perché le chiavi della Rocca siano in mano ad un Narnese, Girolamo Arca: anch'egli funzionario del potere papalino.
Il castello, a quota 322 s.l.m., domina la città e conclude a sud il
sistema delle fortificazioni. Massiccia nelle fattezze la Rocca venne edificata
sul luogo ove prima era un monastero di clarisse e prima ancora una torre.
Iniziano nel 1367 i lavori preparatori per la costruzione di una fortezza
su Narni e sulla Via Flaminia. Nel 1371 si può già insediare il primo
castellano: Pietro di Novico. Tra gli architetti che lavorarono al progetto si
fanno i nomi di Ugolino di Montemarte e di Matteo Gattapone.
Nel 1378 sono ultimati i lavori: la fortezza è completa e imponente: sulla
porta è l'unione di quattro stemmi, probabilmente sono quelli dei papi Gregorio
XI e Urbano V e dei cardinali Angelico Grimonard e Filippo d'Alençon.
Nel 1405 si trova la prima citazione del Bastione (bastiglia, bastigia): una
ulteriore fortificazione della quale oggi rimane la base di una cisterna
incorporata ma che aveva certamente anche una torre di avvistamento: la Rocca
ebbe bisogno di un elemento aggiuntivo di sicurezza. Bastione e Rocca erano in
comunicazione attraverso una via diretta sotterranea.
pur non essendo un castello di residenza ma più propriamente militare la Rocca
ebbe ospiti Papi, Imperatori, Cardinali, dignitari... Finì per essere carcere.
La fortezza è un quadrilatero con quattro torri agli angoli, chiamate: di San Bernardo (nord-est), San Filippo (sud-est), San Giacomo (sud-ovest) e (a
nord-ovest) il "Mastio" più alto e possente che risulta dall'unione
di due torri.
Anticamente circondata da fossato e da doppia cinta di mura ha all'interno un
bel cortile con una cisterna in travertino e una cappella.
Assolta la sua funzione originaria la Rocca serve indubbiamente più tardi anche
per difendere la città da noie esterne.
Nel 1484 Sisto IV ordina un nuovo intervento di fortificazione ultimato da
Innocenzo VIII. Il castello viene collegato con un avamposto costruito nel borgo
delle Arvolte presso l'ospedale e costituito da 5 torrioni rotondi. Questo
elemento era collegato direttamente per via sotterranea con la Rocca la quale si
dice fosse pure unita, con lo stesso sistema, con la Piazza dei Priori.
Narni sotterranea
Per
gli amanti dell'arte e della storia, Narni offre l'intressante
possibilità di visitare un gran numero di ambienti
sotterranei nell'ambito di una visita giudata molto
ben strutturata.
Nell'ambito
di questa visita si possono ammirare locali
sotterranei dell'antico complesso conventuale di San
Domenico, con annessa chiesa protoromanica
affrescata nel XIII e nel XV secolo, i resti di un
impianto romano con cisterna con una cella ricca di
graffiti fatti dai reclusi dal Tribunale
dell'Inquisizione.
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Si
passa poi nei sotterranei di Santa Maria Impensole: originaria chiesa
dell' VIII secolo, a tre navate, costruita sui resti di un tempio
romano. Trasformata in cripta nel XII secolo conserva ancor oggi due
cisterne di età romana. Seguono i sotterranei dell'acquedotto romano
della "Formina": è possibile effettuare un percorso interno dei Trafori
di San Biagio, San Silvestro e del Monte Ippolito. Sotto Piazza
Garibaldi è situata infine una grande cisterna altomedievale detta Lacus,
con volte in pietra concia e resti del pavimento in opus spicatum.
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