| |
Gabriele D'Annunzio
dal secondo libro delle "Laudi" (1904)
Le cittą del silenzio.
NARNI
NARNI, qual dorme in Santo
Giovenale
su l'arca il senatore Pietro Cesi,
al dormi tu su' massi tuoi scoscesi
intorno al tuo Palagio comunale.
Sogni il buon Nerva in ostro imperiale?
o Giovanni tra gli odii in Roma accesi?
Io di secoli, d'acque e d'elci intesi
murmure che dal Nar fino a te sale.
E vidi su la tua Piazza Priora,
ove muto anco dura il cittadino
orgoglio, alzarsi una grand'ombra armata:
grande a cavallo il tuo Gattamelata,
sempiterno in quel bronzo fiorentino
che gli invidian lo Sforza ed il Caldora.

|
|