Mese: Aprile 2020

Corsa all’Anello, successo per l’edizione virtuale

NARNI 30 aprile 2020 – Successo per l’edizione virtuale della Corsa all’Anello che nella prima settimana di programmazione ha contato diversi eventi molto seguiti e che nei prossimi giorni entrerà nel clou con il fine settimana del patrono San Giovenale e con la presenza di ospiti speciali, tra cui spicca il famoso storico Franco Cardini che aveva partecipato alla Corsa all’Anello del 2017, con un convegno sul Medioevo che ebbe un grande consenso e che avrebbe dovuto essere presente alla conferenza del 2 maggio sul Gattamelata. Cardini, che ha voluto essere comunque presente all’edizione virtuale, parteciperà con un video che parlerà della festa di Narni e del Medioevo in Umbria. Si tratta di un contributo straordinario da parte della Commissione Cultura dell’Associazione Corsa all’Anello che ha collaborato attivamente anche alla realizzazione dei talk.

 “Sono molto soddisfatto – ha commentato il responsabile delle pubbliche relazioni dell’associazione Corsa all’Anello Emiliano Luciani – della partecipazione che ho potuto riscontrare da parte di tutti i contradaioli agli eventi che abbiamo proposto sui canali social e sul sito. Devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla risposta che abbiamo avuto, a testimonianza di quanto i narnesi tengano alla nostra festa. Sono andati bene sia i videoparty di facebook, ai quali hanno partecipato molti utenti, sia i talk che allo stesso modo hanno interessato molte persone”.

Successo anche il video emozionale di apertura, un omaggio a tutto il popolo della Corsa all’Anello e quello della lettura del bando da parte di Don Sergio Rossini, che ha fatto risuonare la sua voce in un centro storico deserto. “Grande seguito – ha aggiunto Luciani – ha avuto anche la ‘catena di brindisi’ dedicata alla festa, lanciata dai contradaioli dei terzieri. Un gesto nato spontaneamente, che non era nel nostro programma, ma che si è rivelato un prezioso valore aggiunto”. Un’emozione in più, un ulteriore atto d’amore e di passione verso la festa al quale hanno partecipato grande e piccoli. E il programma dell’edizione virtuale continuerà nei prossimi giorni con molti eventi.

TALK – Dopo il successo dei talk della scorsa settimana, il programma continuerà con altri interessanti appuntamenti. Oggi alle 19 ci sarà “Le prix du bonheur, il prezzo della felicità”, anteprima di Ars Palliorum e della mostra personale di Xavier Vantaggi, con Lorenzo Barbaresi e Xavier Vantaggi. Venerdì 1 maggio alle 17 ci sarà “Eroi di carta. Il fumetto storico”, con Filippo Cenni e Mauro Laurenti, seguito alle 19 da “La danza nel Medioevo”. Sabato 2 maggio alle 16 sarà la volta di “Narnia me genuit” con Giovanna Baldissin Molli, Sara Piccolo Paci, Luigi Nicoli, Paolo Gazzara, Fabio Ronci, Carlo Capotosti e Stefano Gattamelata, discendente di Erasmo. Lunedì 4 maggio alle 17 ci sarà “Repertori e usanze musicali nella Narni del Medioevo” con Simone Sorini e Claudia Viviani. Giovedì 7 maggio alle 17 ci sarà “Narni parla con… Il museo della Canapa di Sant’Anatolia di Narco”, mentre alle 21 sarà la volta di “Erasmo Gattamelata: figlio di Narnia”, visita multimediale a cura del Museo Eroli. Venerdì 8 maggio alle 18 spazio per “Un’avventura da capitano: Gattamelata a Narnia”, per bambini. Alle 18,30 sarà la volta della presentazione del libro “Virtù della Vanità. Il Trecento” con Sara Piccolo Paci e Francesca Baldassarri. Sabato 9 maggio alle 21,30, dopo il videoparty del corteo storico, ci sarà “Il costume medievale a Narni”. Al programma potrebbero essere aggiunti altri talk che verranno comunicati nei prossimi giorni.

MERCATO MULTIMEDIEVALE E SPETTACOLI – A partire da oggi alle 18, sarà on line, sul sito ufficiale della Corsa all’Anello, il mercato multimedievale. Alcuni dei mercanti che avrebbero dovuto partecipare al mercato medievale di piazza dei Priori, presenteranno una serie di prodotti artigianali. Ci sarà un link che rimanderà ai loro siti, dove si potrà acquistare la merce. Domani, venerdì 1 maggio, alle 18, su facebook ci sarà il primo video spettacolo della Compagnia de lo Grifone “Il risveglio del grifone”. Il secondo video spettacolo intitolato “Racconti di draghi, dame e cavalieri” ci sarà giovedì 7 maggio alle 18.

FINE SETTIMANA DEL PATRONO – Sabato 2 maggio, giornata in cui si sarebbe dovuta svolgere la suggestiva offerta dei ceri in Cattedrale, l’associazione Corsa all’Anello invita tutti i narnesi, alle 21, a mettere una candela sulla finestra, proprio per ricordare l’emozionante evento, prologo della giornata dedicata al patrono. Sempre il 2 maggio , alle 23,55, verrà trasmesso in videoparty su facebook il brindisi a San Giovenale e l’inno goliardico dell’edizione 2019. Alla stessa ora ci sarà il brindisi in diretta su instagram. Domenica 3 maggio, giornata del patrono, alle 11 verrà trasmessa in diretta su facebook la santa Messa in onore di San Giovenale ed alle 16,25 ci sarà, sempre su facebook, un videoparty della corsa storica. Alle 16,30 sarà la volta di un nuovo appuntamento di “Le domeniche dell’anello” con la Sfida 2019.  Sempre in videoparty alle 18 avrà luogo l’omaggio dei contradaioli al patrono. Il programma relativo al 3 maggio potrebbe riservare sorprese che verranno comunicate a breve.

GIORNATE MEDIEVALI, BENEDIZIONI CAVALIERI E CORTEO – Alle giornate medievali dei terzieri saranno dedicati tre videoparty in tre giornate differenti in cui verranno trasmesse le repliche di manifestazioni degli ultimi anni. Lunedì 4 maggio alle 18 si inizierà con Mezule, seguita il 5 maggio da Fraporta ed il 6 da Santa Maria. Spazio anche alle benedizioni dei cavalieri che nelle giornate in cui si sarebbero dovute svolgere da programma, troveranno spazio con tre suggestive fotogallery su facebook e su instagram. Mercoledì 6 maggio toccherà a Fraporta, giovedì 7 a Santa Maria, venerdì 8 a Mezule. Sabato 9 maggio alle 21 ci sarà un videoparty su facebook dedicato al grande corteo storico. Il programma si concluderà domenica 10 maggio alle 16,30 con l’ultima puntata di “Le domeniche dell’anello”, in videoparty verrà riproposta la Rivincita 2019.

RUBRICHE – Su instagram continueranno le due rubriche in programma. Il 2 ed il 9 maggio alle 12 ci sarà “Le donne del Medioevo”, mentre il 3 ed il 10 maggio alle 12 sarà la volta della rubrica di cucina medievale. Venerdì 8 maggio verrà pubblicato sul sito e su facebook anche il terzo appuntamento con “I racconti delle pergamene” (approfondimenti sulla storia di Narni) che continueranno nelle prossime settimane.

Bestiario narnese

Spunti e riflessioni sul rapporto tra Narni e mondo animale nel Medioevo.

Partiamo da un dato di fatto: per l’uomo medievale l’unicorno ha lo stesso valore e la stessa credibilità del cane di casa. A noi, uomini e donne della modernità, sembrerà strano, ma per un lungo periodo (diciamo dall’antichità classica all’Illuminismo, a grandi linee..) il confine tra reale ed irreale nel mondo animale è piuttosto labile.

La possibilità che nelle favolose terre di “Prete Gianni” esistano unicorni, sirene, grifoni è ritenuta plausibile da chi vive la propria vita all’interno delle mura civiche, e che – al massimo – ascolta le storie narrate da viaggiatori e dai pellegrini che tornano con le loro ”mirabilia” dalla Terra Santa.

Non a caso “Il Milione” di Marco Polo viene spesso letto alla stregua di una enciclopedia veritiera  dai cittadini stanziali all’avida ricerca di novità provenienti da quei mondi lontani. Il viaggiatore Veneziano non li delude: a Giava vede alcuni rinoceronti. Si tratta di animali che lui non ha mai visto, salvo che, per analogia con altri animali noti, ne distingue il corpo, le quattro zampe, e il corno.

Siccome la sua cultura gli mette a disposizione la nozione di unicorno, come appunto di quadrupede con un corno sul muso, egli designa quegli animali come unicorni. Poi però, siccome è cronista onesto e puntiglioso, si affretta a dirci che questi unicorni sono abbastanza strani, dato che non sono bianchi e snelli ma hanno “pelo di bufali e piedi come leonfanti”, il corno è nero e sgraziato, la lingua spinosa, la testa simile a quella di un cinghiale: Ella è molto laida bestia a vedere: Non è, come si dice di qua, ch’ella si lasci prendere alla pulcella, ma è il contrario.” (Milione 143 – cit. da Umberto Eco).

Il mondo animale medievale si muove insomma tra questi poli opposti: quello della vicinanza, della quotidianità, per cui l’animale è parte integrante del sistema domestico e familiare, della stessa economia cittadina (per cui le strade in terra battuta delle città sono popolate di asini, galline, cavalli, mucche e maiali) e quello ideale, dove l’unicorno ed il grifone (non caso simbolo di Narni) viaggiano a braccetto appena fuori la  porta principale della città, oltre le mura, verso quei campi arati in cui si muovono i contadini rappresentati nell’allegoria del Buon Governo del Lorenzetti.

In città un posto speciale lo occupano i cosiddetti “porcelli di S. Antonio”, maiali legati al culto del Santo da Padova che sono liberi di scorrazzare tra vicoli e piazze senza timore di essere trafitti e trasformati in porchetta, uno status sociale che li pone quasi al livello delle vacche sacre in India!

La loro “intangibilità” è legata alla tradizione del Santo e dei suoi discepoli (i frati Antonini) che proteggono il popolo dal temutissimo herpes zoster, o fuoco di S. Antonio, creando ospedali a ridosso delle mura civiche, al fine di prendersi cura dei malati di questa – e successivamente anche di altre malattie contagiose.

I maiali rappresentano  originariamente proprio il primo sostentamento dei frati, e devono portare al collo una campanella per distinguerli dagli altri porci di città, che ovviamente non godranno della stessa protezione.

La loro fortuna passa ben presto anche nell’iconografia del Santo, il quale  verrà sempre  più spesso rappresentato con il maialino ai suoi piedi, come dimostrano molti affreschi medievali anche in Umbria, fino a far assurgere il Santo a protettore degli animali “tout-court”.

Nella Narni medievale gli Statuti riservano un capitolo speciale proprio a questi maiali: nel libro III° al capitolo 150 si legge infatti: “…considerando che la natura dei porci è di scavare, affinché essi non devastino vie e piazze, stabiliamo che il responsabile dei maiali di S. Antonio sia tenuto a mettere a questi un anello alle narici, e se qualche maiale sarà trovato senza anello, il responsabile sia punito con 20 soldi cortonesi. E di sopra quanto predetto, che il sig. Vicario trovi i colpevoli e li facia punire, e prenda i suddetti porci, e se entro due giorni non trovasse di chi fosse il porco lo faccia vendere..

Il maiale è sicuramente l’animale più utile e completo per l’economia della civitas medievale: quelli di S.Antonio fungono da “spazzini” delle strade, mangiando gli scarti e l’immondizia dei mercati, ma rappresentano – qui come un po’ in tutta l’Umbria – anche l’alimento principale delle famiglie allargate, per cui l’uccisione e la macellazione del maiale a Dicembre diventa un happening che coinvolge tutta la “vicinanza”, il Terziere, o la Parrocchia, ognuno con i suoi compiti e mansioni.

La presenza di una corporazione di macellai d’altronde è ben documentata anche nella toponomastica, per cui la stessa Via Marcellina richiama alla mente proprio il marcellus, ovvero il nome tardo latino del maiale, a testimonianza di botteghe di macelleria in zona.

Ancora gli Statuti comunali del 1371 regolano il mercato e la vendita delle carni di ogni tipo (dai maiali ai bovini, a varie tipologie di volatili che oggi noi escluderemmo da una dieta ideale..) ordinando la pulizia costante dei banchi e delle botteghe, per cui il Vicario doveva mandare i suoi notai a verificare tali condizioni igieniche due volte a settimana.

Le carni di bassa macellazione potevano essere vendute ma solo fuori porta; in città i banchi dove si vendevano le carni animali erano sempre sotto osservazione, anche per evitare che i macellai gonfiassero le carcasse appese ai ganci al fine di aumentarne il peso, mentre d’estate la vendita all’aperto di tale carne veniva limitata per evitare il fetore, e concessa solo di domenica e nei giorni festivi.

Fin qui il rapporto tra narnesi ed animali da mercato (per lo più morti quindi, sotto forma di carne) ma cosa sappiamo del rapporto tra uomo ed animale vivo? Le cronache – e la letteratura – ci testimoniano dello stretto rapporto tra uomo e cavallo ad esempio, per cui la caccia  (alta, nobile, come la falconeria di cui fu maestro Federico II, o bassa, spesso di frodo esercitata per pura sopravvivenza…) vede il connubio cacciatore – cavallo al centro dell’azione. Una sinergia utilitaristica che spesso si trasforma in vero affetto.

Se è vero che tutti gli animali sono sottoposti all’uomo per volere divino, è altrettanto vero che nemmeno gli animali possono essere considerati tutti sullo stesso piano. Secondo Giordano Ruffo, nobile addetto alle scuderie di Federico II e autore del “De Medicina Equorum”, un vero e proprio trattato di veterinaria, il cavallo rappresenta il più nobile tra tutti gli animali, perché “attraverso quello i principi, i magnati e i cavalieri possono essere distinti dai minores”. Non stupisce, perciò, che i trattati relativi alla cura degli animali riguardino principalmente questo vero e proprio status symbol del tempo.

Altra coppia indissolubile è quella rappresentata tra uomo e cane, che vanta già una lunga tradizione: basti pensare all’affetto del cane Argo verso Ulisse, ed alle tante fabulae che sorgono dalla cultura classica, laddove il cane è exemplum di fedeltà ed amore incondizionato. Un rapporto che sopravvive anche nel medioevo, e che si trasforma, se vogliamo, anche grazie all’azione del santo più ambientalista: il nostro conterraneo  San Francesco, che ammansendo il lupo lo  riporta ad una dimensione domestica, affiancandolo ad altri cani che già popolano le case dell’Umbria.

Gli Statuti narnesi dedicano particolare attenzione al rapporto tra  uomo ed animale, un’attenzione molto “moderna” che non ci attenderemmo da un mondo così violento, in cui la tortura e la pena capitale era spesso la regola e non l’eccezione. Eppure i legislatori sono consapevoli del fatto che gli animali domestici rappresentano una ricchezza per la stessa comunità, e chiunque li avesse  colpiti solo per collera veniva punito duramente.

Il capitolo 4 del III° libro recita infatti: “…se qualcuno abbia percosso qualche animale con armi da offesa, cioè coltello, spada e simili, e ne sia uscito sangue con conseguente morte, se bove, vacca, asino o somaro, paghi 15 soldi alla Camera e risarcisca il danneggiato. Se invero sia capra, becco, castro, cane o scrofa paghi 100 soldi e risarcisca  il danno.(…) Se abbia percosso un cavallo, un mulo o bestia da soma paghi 24 libbre e risarcisca il  danno. Se la morte non ne sia conseguita, ma non fossero più buoni a nulla, risarcisca comunque come detto..”.

Tali pene non i applicavano invece ai cani nel contado in quanto  – si suppone – questi erano molto numerosi fuori delle mura civiche.

Come si vede anche dai nostri Statuti quindi, l’utilità dell’animale è in primis la misura del suo valore puramente economico. All’interno di un’economia domestica  che vive anche di piccoli allevamenti privati, magari negli orti di vicinanza, la presenza degli animali è una costante, ed il valore è direttamente proporzionale alla loro utilità per costruire ricchezza familiare.

Un discorso a parte merita il gatto: l’animale più enigmatico e polisemico del medioevo, attributo immancabile delle streghe e del mondo demoniaco, ma invocato e ricercato per la sua abilità di cacciare i topi, che all’epoca erano untori portatori di peste, e quindi proprio per questo motivo una necessità nelle città sporche ed a rischio epidemico; i felini non hanno però goduto di buona fama nemmeno grazie a questa loro peculiarità.

Una delle ragioni forse è da ricercarsi nell’amore che invece lega il mondo islamico ed orientale in generale (basti pensare alla loro sacralità in Egitto) al gatto: secondo una leggenda popolare il profeta Maometto aveva costantemente al suo fianco una gatta chiamata Muezza, a cui voleva molto bene.

Muezza un giorno si addormentò sulla veste di Maometto e, giunta l’ora della preghiera, Maometto indeciso sul da farsi, per non svegliare la gatta, tagliò il pezzo di veste dove essa dormiva. Al ritorno di Maometto la gatta gli andò incontro e per ringraziarlo gli fece tante fusa.

Egli, lieto e contento di tale accoglienza, elargì doni per Muezza e i gatti a venire.

Ecco quindi che in un’Europa medievale, dove le Crociate alla riconquista della Terra Santa sono l’humus dell’epos cavalleresco, l’uomo tende a dimenticare l’eredità culturale che l’Islam ha invece lasciato in Italia (dai califfati in Sicilia all’attenzione di Federico II, dalla scoperta dei numeri primi alla scienza della navigazione) e rifiuta ogni ideale religioso che possa vagamente ricordare il mondo arabo, ormai relegato a minaccia “saracena” da rifiutare in toto.

Eppure una leggenda vuole che la Madonna stessa avesse un gatto, forse un soriano, perché nel manto di quest’ultimo vi sono striature a forma di M, come Maria. Il gatto, del resto, compare in molte opere d’arte a soggetto religioso e con diversi significati. Nel Medioevo il gatto fu spesso cacciato e ucciso perché associato alla malignità e al demoniaco, ma dal XIV secolo, dopo la peste nera diffusa in Europa attraverso le pulci dei topi, il gatto iniziò essere rivalutato.

Anche in questo caso quindi, il rapporto tra uomo ed animale domestico supera le ideologie e le superstizioni per sostanziarsi nella pura utilità, una costante della vita quotidiana nel medioevo.

Fabio Ronci

Corsa all’Anello, al via l’edizione virtuale

NARNI – La Corsa all’Anello non si ferma e diventa virtuale. L’associazione Corsa all’Anello lancia infatti il programma che da oggi, 23 aprile, si snoderà in una serie di eventi on line. La 52esima edizione della Corsa all’Anello, sarebbe dovuta iniziare domani per terminare il 10 maggio con la gara equestre, ma è stata rinviata a causa dell’emergenza covid-19. L’associazione però, ha deciso però di organizzare comunque un’edizione virtuale che tra i canali social ufficiali (facebook ed instagram) e il sito, farà vivere tutte le emozioni della festa. Un gesto dedicato alla città, ai contradaioli della Corsa all’Anello e a tutti coloro che avranno il “gusto di vivere la storia”, anche se da dietro uno schermo. Ma ecco gli eventi principali del programma che senza dubbio sarà incrementato con altre manifestazioni che verranno organizzate in corso d’opera.

GLI EVENTI PRINCIPALI – Si inizierà oggi, 23 aprile, sui social ufficiali della Corsa, con la tradizionale lettura del bando che verrà effettuata dal parroco della Cattedrale Don Sergio Rossini, dal campanile del Duomo. Ci sarà anche un contributo dei musici dell’associazione Corsa all’Anello che hanno registrato un video inedito da trasmettere in onore della città e della festa. Sempre domani, tutti i contradaioli, seguendo l’evento “La superba Narnia” esporranno come da tradizione dalle loro finestre le bandiere dei terzieri.

 Il 29 aprile verrà trasmesso, sempre sulla pagina facebook, un video che racconterà tutte le ricostruzioni degli ambienti medievali dei terzieri di Mezule, Fraporta e Santa Maria. Il 2 maggio, giornata dell’offerta dei ceri, l’associazione Corsa all’Anello inviterà tutti i cittadini ad accendere una candela da mettere dietro ai vetri delle finestre delle proprie abitazioni, gesto simbolico che ricorderà l’importante evento della tradizione. A mezzanotte ci sarà un videoparty sulla pagina facebook che riguarderà l’”acali a San Giovenale” (brindisi dedicato al patrono che ogni anno viene fatto sulle scale della Cattedrale dai contradaioli) dell’edizione 2019. Su instagram ci sarà un evento in diretta, proprio sul brindisi.

Il 3 maggio, giorno del patrono San Giovenale, il vescovo Giuseppe Piemontese celebrerà la messa e sul campanile del Duomo verrà intonato l’inno del santo, con successiva benedizione con le reliquie di San Giovenale. Potrebbero esserci anche altre sorprese che verranno svelate a breve. Il 4, 5 e 6 maggio, verranno pubblicati sulla pagina facebook i video integrali di tre giornate medievali rispettivamente di Mezule, Fraporta e Santa Maria degli anni passati. Il 9 maggio, sempre in videoparty sulla pagina facebook, si potrà vedere il video del corteo storico 2019, con delle immagini inedite. Il 10 maggio, giornata in cui si sarebbe dovuta disputare la gara equestre al Campo de li Giochi, si potrà assistere in videoparty all’edizione 2019 della Rivincita, grazie all’evento “Le Domeniche dell’Anello”, iniziato lo scorso 7 aprile. A questo proposito, il 26 aprile verrà trasmessa la Rivincita 2018 ed il 3 maggio la Sfida 2019.

Durante l’edizione virtuale della Corsa all’Anello, verranno organizzati una serie di incontri divulgativi e talk show di carattere culturale e scientifico con ospiti speciali, che saranno comunicati a brevi e che verranno trasmessi sui social e sul sito. Nelle giornate della festa verranno pubblicate molte foto di archivio che ricorderanno eventi tradizionali, come le benedizioni dei cavalieri e la corsa storica, insieme a momenti emozionanti della Corsa vissuti dai contradaioli.

Ci sarà spazio anche per delle rubriche fisse. Oltre a “I racconti delle pergamene”, approfondimenti tematici e divulgativi sulla storia di Narni, sui personaggi, e gli eventi in onore di San Giovenale e più in generale, sugli usi e costumi del Basso Medioevo che, iniziati la scorsa settimana, verranno pubblicati ogni quattordici giorni di venerdì sul sito ufficiale della Corsa all’Anello e sui social, ci saranno altri due appuntamenti fissi su instagram, uno sul cibo medievale, con ricette inedite e uno sulle donne più importanti del Medioevo. L’associazione Corsa all’Anello sta organizzando anche altre rubriche che verranno comunicate a breve.  

Gli statuti medievali narnesi

I Racconti delle Pergamene dedica il primo contributo al documento più noto della Narnia medievale: gli Statuta Illustrissimae Civitatis Narniae del 1371, gli statuti medievali di Narni.

GLI STATUTI NEI COMUNI DEL MEDIOEVO

Gli statuti furono tra le principali fonti del diritto dei Comuni sin dal Duecento. Andarono a razionalizzare, in una forma scritta, una serie di norme, consuetudini, azioni amministrative e giudiziarie, che regolavano la vita dei cittadini e dei forestieri. Fu proprio grazie a questo strumento che i comuni si rafforzarono come istituzione,  rivendicando autonomia e autorevolezza politica.

É interessante notare come in questo processo, il ceto dei giuristi, che in precedenza si era dimostrato diffidente verso un sistema normativo non esclusivamente legato alla tradizione del diritto, dal Duecento in avanti, si renda protagonista del rafforzamento di potere del Comune stesso, contribuendo ad armonizzare la nuova e più libera produzione statutaria, con i principi giuridici già esistenti.   

GLI STATUTI MEDIEVALI NARNESI

Il testo in latino degli statuti medievali narnesi, è stato  analizzato da valenti studiosi e docenti universitari per fornire i contenuti ai rievocatori narnesi. E successivamente, partecipando in qualità di giurati, nel valutare le ricostruzioni di ambienti, di rievocazioni e cortei storici dei tre Terzieri.

IL CONTESTO STORICO

Il 1371, data di redazione degli statuti, coincide con la costruzione della Rocca dell’Albornoz nell’ambito di quell’azione politica di affermazione del papato. L’obiettivo era quello di frenare la spinta autonomista comunale del secolo precedente, determinando di fatto una condizione di ritrovata stabilità.

LA SUDDIVISIONE IN TRE LIBRI

Gli statuti narnesi sono divisi in tre libri:

  • Il primo tratta diversi argomenti quali l’amministrazione pubblica, le competenze delle magistrature cittadine, le festività, le attività commerciali ed artigianali, la manutenzione delle vie e l’edilizia, il comportamento dei forestieri, le questioni economiche e le gabelle, i rapporti con i castelli;
  • il secondo tratta di giustizia civile;
  • il terzo di quella penale.

COSA CI DICONO GLI STATUTI DI NARNI

Per quanto riguarda la traduzione in italiano di seguito riportata, ci si basa principalmente sul lavoro del compianto concittadino Raffaello Bartolucci, che ci piace omaggiare anche in quest’occasione e sulla consulenza storica di Bruno Marone.

Libro I Cap.V De anulo argenteo currendo in festo beati Iuvenalis de mense maij

Stabiliamo che ad onore e reverenza del gloriosissimo Giovenale martire, patrono, governatore e difensore del popolo e del Comune della città, nel giorno della sua festività, che si celebra il terzo giorno del mese di maggio, si debba correre l’anello d’argento. Che sia del valore e stima di cento soldi cortonesi, e il palio, di cui è fatta menzione nel capitolo precedente, sia del valore di tre libbre d’oro, in questo modo:

il Vicario della città faccia annunciare pubblicamente per la città tre giorni prima della festa, una volta al giorno, che chiunque possieda un cavallo si debba preparare, come e dove riterrà opportuno, per correre l’anello e il palio in quel giorno, e che quelli che vogliono correre si debbano presentare nella piazza maggiore della città, e che a coloro che stanno lì si debba mandare a dire, che tutti quelli che vogliono correre all’anello, debbano stare dall’angolo della chiesa di San Salvato, all’interno verso la fontana, e, dopo che l’anello sia stato posto nel solito luogo, debbano correre uno dopo l’altro con l’asta o bordone, uno per volta, secondo la volontà del Vicario o dell’ufficiale presente, e al cavaliere, che correndo avrà lanciato la sua asta nell’anello, secondo il giudizio dello stesso Miles, si debba dare e assegnare l’anello in segno di vittoria e onore.

Tuttavia  ronzini da soma o giumente non possano correre ne conquistare l’anello.

Aggiunto questo che per primo a correre sia uno delle potestà delle brigate di Mezule, secondo a correre sia uno delle potestà di Fraporta, il terzo sia uno delle potestà del terziere di Santa Maria.

Alcune importanti considerazioni

In questo brano, tradotto dal capitolo originale degli statuti medievali narnesi, troviamo varie informazioni, alcune note, altre meno:

  • Il 3 maggio è la ricorrenza del patrono Giovenale ed intorno a quella data si svolgevano i festeggiamenti a lui dedicati. A Narni negli anni del basso medioevo, si utilizzava il denaro cortonese, che si ritrova nominato in numerevoli capitoli degli statuti stessi.
  • Due figure con alti compiti istituzionali citate nel testo sono il vicario ed il miles. Il primo era una sorta di governatore pro tempore della città, di nomina pontificia. Il secondo un uomo d’arme, ufficiale del vicario stesso, incaricato dell’ordine pubblico.
  • Sappiamo inoltre che tali competizioni, nelle quali, come accade oggi, occorreva molta destrezza, erano anche occasione per alcuni giovani cavalieri, di mantenere una solida preparazione militare, sempre utile alle milizie comunali.
  • Chi poteva disputare la gara, doveva quindi recarsi nella piazza maggiore della città e i binomi cavallo e cavaliere, partivano al galoppo dalla chiesa di San Salvato, oggi non più esistente,  nei pressi della fontana di piazza dei Priori. Viene specificato che giumente e cavalli da soma non potevano essere utilizzati, a ribadire il buon livello richiesto alla competizione.
  • Altra nota è che l’acquisto dell’anello d’argento che andava in premio al vincitore, era a carico della comunità ebraica narnese. È testimoniata in città la presenza di alcune famiglie di religione ebraica, che risiedevano nella zona tra Santa Maria Impensole e San Domenico e svolgevano attività di commercianti ed artigiani, vantando anche medici ed intellettuali. Gli ebrei erano obbligati a finanziare l’iniziativa. Si ritiene che fosse anche un modo per essere partecipi di un importante evento cittadino e vedersi più benevolmente consentita la legittimità delle loro attività economiche.

Marco Matticari

I racconti delle pergamene: rubrica di approfondimento sulla storia di Narni

Si chiama I racconti delle pergamene, approfondimenti tematici e divulgativi sulla storia di Narni e non solo. Una rubrica che da venerdì 10 aprile ci terrà compagnia sul sito e sui social della Corsa all’Anello, ogni due settimane.

Un modo per riscoprire il patrimonio storico culturale del nostro territorio.

“La Corsa all’Anello rappresenta uno dei patrimoni storico culturali più importanti di Narni e del nostro territorio. La sua forza è quella di far da collante del tessuto sociale attraverso lo stimolo di passioni, creatività e una rigorosa ricerca storica.

È proprio la curiosità, l’esigenza di indagare, di scoprire la storia che ci circonda ad aver stimolato la nascita de I racconti delle pergamene. Un appuntamento con approfondimenti sulla storia di Narni, sui personaggi, e gli eventi in onore di San Giovenale. E più in generale, sugli usi e costumi del Basso Medioevo.”

A spiegare il progetto è il Responsabile della Comunicazione dell’Associazione Corsa all’Anello Emiliano Luciani:

“Grazie alla preziosa collaborazione della Commissione Cultura, saremo in grado non solo di esaltare l’impegno di tanti studiosi locali e non disperdere la loro ricerca, ma anche di consentirne la divulgazione alla cittadinanza e a tutti coloro che a vario titolo ne saranno interessati.

Mi sembra doveroso avviare questo percorso con un articolo alla ricerca delle nostre origini a cura di Marco Matticari che colgo l’occasione di ringraziare (insieme a tutta la commissione )”


Gli appuntamenti:

Ogni due settimane un tema che approfondisce la storia della nostra città, e non solo:

  1. Gli Statuti Medievali Narnesi – a cura di Marco Matticari

La Corsa non si ferma, ogni domenica su facebook le edizioni passate

NARNI – L’ associazione Corsa all’Anello ha deciso di “trasmettere” su facebook le ultime tre edizioni della Sfida e della Rivincita, con un evento chiamato “Le domeniche dell’anello” che, iniziato domenica 5 aprile con grande successo di “spettatori”, andrà avanti fino al 10 maggio, giorno in cui si sarebbe dovuta disputare la 52esima edizione della gara equestre. “Il covid-19 – spiegano dall’associazione – ha cambiato la nostra vita, ci costringe a casa e ci impedirà di vivere a maggio l’evento che aspettiamo tutto l’anno. E’ da qui che nasce la nostra idea: non fermare la Corsa, non mortificare la nostra passione e cercare,  anche in maniera virtuale, di accompagnare tutti i cuori dei nostri terzieri fino a maggio, rivivendo gli ultimi tre anni, in video party, tutti insieme. Vi aspettiamo tutte le domeniche, alle 16.30, sulla pagina ufficiale della Corsa all’Anello, ognuno idealmente colorato delle effigi del proprio terziere, per dire una volta in più che la Corsa non si ferma e, finita questa tragedia, ripartirà più veloce di prima”.

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