Mese: Agosto 2020

Morgana e Feronia

Melusina è “dicotoma” prima e “trina” poi, la sua altra parte, il suo paredro, è Morgana, più famosa e temuta e più legata al ciclo bretone, ma suo complemento ed antitesi.

Melusina e Morgana, sono due dei tre volti della triplice Dea, colei dalla quale sono nati tutti gli altri dei.

Le tre fasi della Luna, le tre fasi della donna, la fanciulla (la Vergine), la madre (Dea Madre propriamente detta), la anziana (la Strega), le tre Marie del culto cristiano…

E il terzo volto? La fanciulla, la Vergine non madre?

La dea primigenia è ravvisabile in tutte quelle divinità legate strettamente alla natura. È l’energia nuova, libera, indipendente e spesso è personificata da una Dea degli animali selvatici come Feronia, la ninfa, la dea dei frutti nascenti, che a Narni vantava un culto del tutto particolare.

Antica dea italica, Feronia, Dea Vergine non soggetta a vincoli matrimoniali, accompagnata dal suo paredro Picus, il sacro picchio, (portatore del fuoco celeste connesso all’energia fecondante), è dea dell’abbondanza, discendente dall’antica dea etrusca Cavtha, “il sole che nasce”, trasfigurata a volte in Persefone, a volte in Giunone vergine. Figura femminile magica sorgente di vita, feconda di messi, legata alla natura, alla fertilità, ai boschi e alle fonti. La dea romana per definizione è una grande Madre, una triplice Dea, per la ciclicità con cui è legata all’uno o all’altro fenomeno della natura, come l’alternanza tra luce e tenebre e tra le stagioni.

Il suo culto privilegia luoghi lontani dai centri abitati, preferendo le zone selvagge ai centri urbani, il suo tempio più sacro è il bosco, ma “Feronia tutela ‘la natura’, le forze ancora selvagge del mondo dell’incolto, ma per metterle al servizio degli uomini, della loro alimentazione, della loro salute, della loro fecondità” (Dumézil), ponendosi nel punto di passaggio tra colto ed incolto come forza primigenia, ordinatrice del caos. Ad essa infatti si rivolgono gli schiavi che divengono cittadini liberi con la “manomissio”, perché anche qui Feronia segna il passaggio dallo stato selvatico a quello civile, poiché lo schiavo non era considerato un essere umano ma quasi un animale… così come il rituale di Diana Nemorense rende lo “schiavo” che riusciva ad uccidere il “Re dei boschi di Nemi” un uomo libero e a sua volta nuovo Re.

Feronia, donando allo schiavo una nuova vita, assume una dimensione sciamanica, acquistando anche il potere di muoversi tra il mondo dei vivi e quello dei morti, e del controllo sugli elementi naturali.

A questo punto il sillogismo fra Feronia, che è oltretutto anche dea del fuoco, Diana e Morgana, sacerdotessa nella ierogamia delle nozze sacre di Beltaine o nel velo tra i mondi che si assottigliano di Sahmain, entrambe feste del fuoco, è fin troppo facile.

Feronia è sciamana portatrice di nuova vita, come forza primigenia, Morgana è sciamana, traghettatrice di Artù morente nell’aldilà di Avalon, alla fine della vita, come   Anziana, terzo volto della Madre. La triplice Dea ha i suoi tre volti.

Feronia, Fortuna, Diana, Ana Hita, Dana, Anna Perenna, sino alla cristiana Befana e alla Vergine Maria… molte facce della stessa medaglia.

Passando per Morgana e Melusina.

Cambiano i nomi, cambiano i tempi e cambiano le genti, ma non il mito e le sue radici più profonde.

A Narni, un’altra delle festività da rispettare da Statuti (Libro I Capitolo XXVII – Statuta Illustrissimae Civitatis Narniae) era quella di San Martino, che cade, quasi esattamente con quella dell’antica dea, l’11 novembre il primo il 13 ed il 15 la seconda (comunque a cavallo delle Idi di Novembre). La differenza di due giorni non cambia il cristianizzare usanze pagane attraverso santi di importanza particolare.

La festa di San Martino era una sorta di capodanno (si avvicina anche al Samhain celtico – di nuovo un accostamento col mondo celtico, che avvalorerebbe le ipotesi che la gens narniensis, discenderebbe dalle tribù di derivazione celtica dei Naharci, etimo dal fiume Nahar, il Nera) contadino nel corso del quale si mangiava e beveva (oche e vino) in abbondanza e Feronia è la dea del “sole che nasce” e dell’abbondanza.

San Martino è generoso, divide il suo mantello con un povero, Feronia libera gli schiavi. A San Martino si celebra la festa dei cornuti, eco delle feste pagane. In molte città che lo festeggiano si accendono falò, Feronia è la dea del fuoco… Non può più essere adorata come divinità, ma le sue prerogative rimangono intatte.

Non solo, Feronia a Narni è ancora “presente” grazie alla sua splendida fonte, che per secoli ha rifornito di acqua i narnesi, anche dopo la distruzione del tempio e del bosco sacro di elci che la circondava, (non a caso cari alle “streghe”) noto poi infatti come “Macchia Morta” – il toponimo tuttavia potrebbe riferirsi ad un altro sito del comitato narnese –

Fra li altri tempii che esistevano in Narni, dalla superstizione dei gentili applicati alle false deità, eravi quello del luco e fonte di Feronia in oggi con nome alterato detto quel sito Ferogna. Ivi probabilmente, come in altri luoghi, eravi il tempio e la statua della dea Ferocia…. essendovi anche presentemente un marmo in quel fonte in cui è scolpita una grande fiamma, forse l’insegna di quella antica vanità”. E aggiunge: “La verità si è che quella fonte avendo transito per miniere stimate è di un’acqua molto salubre e grandemente tenuta in pregio si quanto alla sua rara limpidezza, che la prerogativa che ha di facile digestione”. I primi cristiani di Narni dovettero certo abbattere il tempio e distruggere il sacro bosco, perché questo d’allora in poi si chiamò macchia morta, cioè non esistente, come rilevasi da un documento di donazione fatta al Monastero di Farfa, da Berardo figlio del q. Rolando, nobil’uomo del contado narnese e da Maria sua consorte, riportato dall’ illustre storico G. Eroli”

Manoscritto Cotogni

Idest omnia quae ego habeo infra comitatum narniensem, intus civitatem, vel de foris excepto petiam unam terrae ubi dicitur macc1a mortua, quae vocatur Ferone…”

Gregorio di Catino, Regestum Farfense

Quod non fiat iniuria, vel offensa mulieribus euntibus ad fontes.

Item statuimus, quod nullus verbo, vel facto dicat, vel faciat iniuram, vel offensam mulieribus, quae ad fonts aquarum in civitate Narniae, Feroniae, et canali Forminae pro acqua portanda in eundo, stando, vel redeundo, et qui contrafecerit solvat pro banno duplum eius poenae, quae continentur in statuto de simili maleficio, et cum multitudo mulierum occurrit ad ipsos fontes, vel ad aliquem ipsorum pro aqua sumenda, viri inter ipsas non debeant se immescere, nisi starent ad ipsum fontem pro aqua sumenda pro eorum necessitate, vel dominorum suorum, vel alicuius, in cuius servitio essent, et qui contrafecerit puniatur vice qualibet in CL solidis cortonensibus.

Proviso, quod parentes teneant filias suos impuberes, qui ad dictos fontes aliquam laesionem, vel levem infestationem non faciant, et hoc dominus Vicarius faciat per civitate Narniae publice bandiri, et possit imponere poenam, et bannum XX solidorum cortoniensium, et de praedictis Vicarius omni mense inquirere teneantur.

Non sia fatto oltraggio od offesa alle donne, che vanno alle fontane.

Inoltre stabiliamo che, nessuno, con parole o fatti dica o faccia un’ingiuria o un’offesa alle donne, che [si recano] alle fontane delle acque nella città di Narni, di Feronia e del canale della Formina per prendere l’acqua, nell’andata, durante la sosta o al ritorno.

Chi non osserverà tale norma, paghi come condanna il doppio di quella pena che è contenuta nello statuto per un simile delitto, e quando un gran numero di donne si reca alle medesime fontane o a qualcuna delle medesime per raccogliere l’acqua, gli uomini non debbano perdersi tra le medesime, se non stessero alla medesima fontana, per raccogliere l’acqua, per la necessità loro o dei padroni di qualcuno, di cui sono al servizio. Chi non osserverà tale norma, sia punito per ogni volta di 40 soldi cortonesi.

Resta inteso che, i parenti controllino i loro figli impuberi, in modo che non facciano qualche guasto o lievi danni alle fontane, e che il Vicario provveda e questo sia annunciato pubblicamente dal banditore per la città di Narni, e possa imporre una pena e condanna di 20 soldi cortonesi, e il Vicario sia tenuto, ogni mese, ad indagare sui predetti.

Liber III, cap.CXLIII Statuta illustrissimae civitatis Narniae

Quod fiat quaendam via possessionem hospitalis Sancti Jacobi a strata romana uscque in viam Feroniae

Item statuimus, quod per possessionem hospitalis Sancti Jacobi, per quam est quaedam via, perquam non patest commodo iri a strata romana in viam Feroniae, quod a dicta strada romana usquie in dictam viam Feroniae per locum magis commudum fiat quaedam via, per quam iri commode, et rediri possit expensis adiacentium ipsi viae.

Et notarius viarum ipsam viam fieri faciat expensis dictorum adiacentium, et eligi faciat duos massarios, qui declarant adiacentes, et distrubuant inter eos pecuniam necessariam pro ipsa via, et adiacentes intelligantur omnes, qui per dictos massarios fuerint declarati.

Sia costruita una via attraverso la proprietà dell’ospedale di San Jacopo, dalla strada romana fino alla via di Feronia.

Parimenti, poiché attraverso la proprietà dell’ospedale di San Jacopo, in cui vi è una sola via, per la quale non si può comodamente andare dalla Strada romana alla via di Feronia, stabiliamo che dalla detta Strada romana fino alla detta via di Feronia per un luogo più comodo sia costruita una via, per la quale si possa andare e ritornare comodamente, a spese dei confinanti della medesima via.

E il notaio delle strade, faccia costruire quella via a spese dei detti confinanti, e faccia eleggere due massari, che stabiliscano chi siano i confinanti, e ripartiscano tra loro il costo necessario per la medesima via, e come confinanti siano intesi tutti quelli, che saranno dichiarati dai detti massari.

Libro I Cap. LXX Statuta illustrissimae civitatis Narniae

Colpisce l’attenzione la moltitudine di persone che si recassero alla fonte, tanto da far costruire una strada comoda per arrivarvi, dalla strada romana, quasi come se vi arrivassero anche da fuori, dal Lazio, terra dove il culto di Feronia era partito, arrivando addirittura in Austria (S. Peter) e dove era maggiormente sentito.

E tanto da tener separate le donne dagli uomini, quasi come se la memoria di antichi riti pagani, permeasse ancora la fonte, indulgendo troppo alla tentazione.

Suggestioni, ma tali da avvalorare ancor più l’origine matriarcale, legata alla terra, alla Madre Terra, della società narnese, dove Feronia, la vergine, Melusina, la madre, Morgana, l’anziana, si sovrappongono a creare la Dea Bianca di Graves. Da Dana a Ecate, da Diana alla Vergine Maria, in suggestioni senza tempo, legate ai cicli vitali dell’uomo e della natura. Talmente forti, in una Narni sempre ghibellina, sempre in rivolta contro la Chiesa, che appare impossibile quindi che nella medievale urbe non attecchissero fiorenti le molteplici leggende portate verosimilmente, oltre che da giullari e pellegrini, dalle truppe bretoni e francesi che nel tardo medioevo infestavano l’Italia e la bassa Umbria…

Feronia è stata e sarà legata per sempre a Narni alla sua sacra fonte, Melusina ad un luogo, una “silva” presso S’Urbano, Morgana, e il ciclo bretone, da Artù a Lancillotto, ad un “miraggio”, ed alla storia scritta dai narnesi, nei loro stessi nomi. Da Lancellotto, Cardoli e Lucantoni, a Ginevra Arca e Morgante Cardoli, inconsapevoli di portare nel nome un universo di storia, di conoscenze, di popoli e nazioni, contribuendo così ad espanderlo, in un continuo movimento e mutazioni di miti e leggende che invece di morire continuano a permanere ed evolversi nei secoli. Inconsapevoli di rimanere in primis esseri viventi legati direttamente alla natura che ne governa l’essere con i suoi cicli e le sue stagioni che tornano vichianamente a riproporsi nei corsi e i ricorsi, ma che finiscono per rimanere immutate a se stesse, fonte inesauribile di armonia e conoscenza.

Ma ancora una volta, anche questa è un’altra storia….

Patrizia Nannini

Corsa, il programma del Festival delle Arti del Medioevo

NARNI – L’associazione Corsa all’Anello ha reso noto il programma del Festival delle Arti del Medioevo che si terrà in centro storico dal 3 al 6 settembre. Oltre i workshop presentati nei giorni scorsi, le cui iscrizioni saranno aperte fino al 31 agosto (tutte le info su www.corsallanello.it), ci saranno installazioni, mostre (visitabili per tutto il mese di settembre), proiezioni, ricostruzioni di ambienti medievali, conferenze, mercati ed eventi gastronomici. Il festival sarà una rassegna della storia e della cultura medievale narnese, per testimoniare l’attaccamento della città alle proprie tradizioni ed alla Corsa all’Anello. L’edizione speciale vuole catturare attimi da immortalare e da consegnare alla storia perché non vadano mai persi, ma solo “fermati”, in attesa di poterli nuovamente vivere.

PROGRAMMA DEGLI EVENTI – Giovedì 3 settembre alle 17 alla Rocca Albornoz ci sarà l’inaugurazione della mostra “De festivitatibus custodiendis: La consegna dei ceri” ed alle 17,30 alla torre campanaria della Cattedrale di San Giovenale verrà inaugurato “I Suoni della Corsa all’Anello”, momenti di ritmo e musicalità dai gruppi musici del terziere Mezule e dei Milites Gattamelata. Alle 18 al teatro comunale si terrà “La meraviglia del Teatro tra Devozione e Rappresentazione”, note sulle rappresentazioni teatrali tra medioevo e rinascimento, una conferenza a cura del Centro Studi Teatro Medievale e Rinascimentale. I relatori saranno Tadeusz Lewicki, Università Pontificia Salesiana, Giuseppe Rocca, Accademia Nazionale d’Arte Drammatica ‘Silvio D’Amico’, Elisabetta Gnignera, ricercatrice indipendente di storia del costume. Alle 18,30 in centro storico (partenza e prenotazioni in loco dalla Loggia dei Priori) ci sarà l’inaugurazione di “De festivitatibus custodiendis: Il popolo delle Arti e dei Mestieri”, percorso fra le ricostruzioni degli ambienti medievali: armaiolo, ceraro, dipintore, falegname, giardino dei semplici, speziale, vasaio. A partire dalle 19 all’Orto di poca considerazione del Palazzo dei Priori ci sarà “Le pergamene raccontano…”  “Ante-Caffè letterario”, lettura degli inediti articoli della rubrica della Corsa all’Anello, che verrà ripetuta anche i giorni seguenti alla stessa ora. Alle 19,30 alla Sala Digipass di Palazzo dei Priori sarà la volta di “Recitar cantando”, proiezioni degli spettacoli teatrali “Centro Studi Teatro Medievale e Rinascimentale”. Alle 21 al Palazzo del Podestà di Palazzo dei Priori si terrà la proiezione inaugurale del Festival delle Arti del Medioevo ed alle 21,30, sempre in Piazza dei Priori ci sarà l’overture “Dante e Petrarca a Narni. La Musica della Poesia e la Poesia della Musica”, concerto a cura del Centro Studi sull’Ars Nova Marcello Masini di Certaldo e l’associazione culturale la Terzina.

Venerdì 4 settembre alle 17.30  alla torre campanaria della Cattedrale di San Giovenale ci sarà “I Suoni della Corsa all’Anello”, momenti di ritmo e musicalità dal gruppo musici del terziere Fraporta. Alle 18 in centro storico (partenza e prenotazioni in loco dalla Loggia dei Priori) si terrà l’naugurazione di “De festivitatibus custodiendis: i nobili della vita cortese”, percorso fra le riproposizioni dei momenti della Corsa all’Anello: corteo storico, gli anelli e i bravii, l’investitura dei cavalieri, la famiglia Marinata. Alle 18 al teatro comunale si terrà “Di Atti ben composti e di dolci gesti”, conferenza su nuovi studi sulla danza medievale a cura di Maria Cristina Esposito, mentre dalle 18 alla sala Digipass di Palazzo dei Priori ci sarà “Recitar cantando”, proiezioni degli spettacoli teatrali del “Centro Studi Teatro Medievale e Rinascimentale”. Alle 21 alla Loggia dei Priori al  Palazzo dei Priori si terrà “Giullarate dal 1214”, animazione a cura del Paggio dei Clerici Vagantes.

Sabato 5 settembre, a partire dalle 16 in piazza dei Priori verrà allestito il mercato medievale delle Arti e dei Mestieri con animazione a cura degli arcieri Milites Gattamelata Narni, di Le Lame di Albornoz, della Compagnia de lo Grifone, della Compagnia Nova Carmina dell’associazione culturale Concertino e degli sbandieratori di Narni. Alle 16 alla Sala Digipass del Palazzo dei Priori ci sarà “Recitar cantando”, proiezioni degli spettacoli teatrali del “Centro Studi Teatro Medievale e Rinascimentale”. Alle 17,30 alla torre campanaria della Cattedrale di San Giovenale, nuovo appuntamento con “I Suoni della Corsa all’Anello”, momenti di ritmo e musicalità dal gruppo musici del Terziere Santa Maria. Alle 21 in piazza Marconi ci sarà “Alchimie di fuoco”, spettacolo della Compagnia de lo Grifone.

Domenica 6 settembrea partire dalle 10 verrà allestito in piazza dei Priori il mercato medievale delle Arti e dei Mestieri con animazione. Alle 10.30 alla torre campanaria della Cattedrale di San Giovenale si terrà “I Suoni della Corsa all’Anello”, momenti di ritmo e musicalità dal Gruppo Musici Comunale. Alle 11 all’Auditorium Bortolotti si terrà “Evoluzione del Tamburo, dalla Corsa all’ Anello prima edizione in poi”, laboratorio tecnico a cura di Claudio Capitoli sul miglioramento armonico dello strumento e presentazione del suo nuovo modello. Alle 21 in Piazza dei Priori, Palazzo del Podestà ci sarà la proiezione chiusura Festival delle Arti del Medioevo.

OFFERTA GASTRONOMICA – Il terziere Mezule proporrà tutti i giorni insieme al Ristorante il Gattamelata a piazza Pozzo della Comunità il menù tipico della tradizione locale e delle osterie mezulane e la tipica focaccia bianca al forno medievale in vicolo I Aspromonte.

Venerdì 4 settembre alle 19.30 al Chiostro di Sant’Agostino si terrà “Ciliegiolo 4 Art”. La cantina Leonardo Bussoletti inaugurerà il restauro della seconda lunetta al chiostro della Chiesa di Sant’Agostino. Seguirà degustazione dei vini dell’azienda curata da Antonio Boco di Gambero Rosso, ospite Andrea Amadei di Decanter Rai Radio 2. Ingresso ad invito.

Alle 20,30 il terziere Fraporta proporrà “Banchetto a Palazzo”, fedele riproposizione di banchetto medievale con pietanze dai ricettari originali e intrattenimenti fra i vari servizi. Prenotazione obbligatoria, massimo 50 posti disponibili.

Alle 21,30 all’ Orto di poca considerazione del Palazzo dei Priori ci sarà “Al contadino non far sapere… Quando i piatti della tradizione diventano per tutti”, cooking show con degustazione gratuita su prenotazione dei piatti tipici delle taverne in versione senza glutine. In collaborazione con l’Associazione Italiana Celiachia, su prenotazione.

Sabato 5 settembre alle 18 alla Sala Digipass di Palazzo dei Priori si terrà “Riso, miglio, castagne e cannella. Viaggio nella cucina medioevale senza glutine”, conferenza a cura della Associazione Italiana Celiachia Umbria. Degustazione gratuita su prenotazione.

Alle 20 in Piazza XIII Giugno ci sarà “Sodales convivium”, cena dei soci del terziere Santa Maria, su prenotazione.

Tutti i numeri per info e prenotazioni sono consultabili sul sito ufficiale della Corsa all’Anello www.corsallanello.it.

Corsa, tutti i workshop dell’edizione di settembre

NARNI – I workshop organizzati nell’ambito del Festival delle Arti del Medioevo, che si terrà dal 3 al 6 settembre, rappresentano una parte importante dell’edizione straordinaria della Corsa all’Anello, il cui programma completo verrà svelato a breve. I laboratori, tenuti da docenti di alto livello, saranno sette: tre di teatro medievale, due di musica medievale, uno di danza medievale ed uno di costume storico. L’organizzazione dei workshop è il primo step di un’idea molto più ampia che vuole mettere Narni al centro del mondo delle ricostruzioni storiche, grazie all’Università del Medioevo Ricostruito che vede nei laboratori l’avvio di un importante progetto che proseguirà nel tempo.

“La proposta dei laboratori – spiegano dalla segreteria coreografica dell’Associazione Corsa all’Anello diretta da Patrizia Nannini e Sandro Angelucci – è un punto di partenza verso il progetto dell’Università del Medioevo Ricostruito. I workshop avranno una duplice valenza: serviranno ai componenti dei terzieri di Mezule, Fraporta e Santa Maria per crescere, formarsi, avere nozioni in più sulle ricostruzioni storiche che sono la parte centrale del loro lavoro, basti pensare agli ambienti, alle sartorie, ai gruppi danza, ai musici ed alle giornate medievali. Sarà un modo per non fermarsi, ma per guardare avanti, sfruttando un’occasione preziosa di arricchimento culturale che troverà spazio poi nelle attività della Corsa all’Anello. Dall’altra parte darà modo agli ‘esterni’ di partecipare a dei corsi diretti da docenti di alto livello che potranno in ugual modo arricchire le loro conoscenze. Il nostro obiettivo – concludono – è quello di far diventare Narni e la Corsa all’Anello il punto di riferimento del Medioevo ricostruito”.

I laboratori avranno sede in tutte le strutture già predisposte in tema di sicurezza covid e sarà possibile assistere ai corsi in modalità ridotta anche on line. Gli workshop prevedono un numero massimo di iscritti. Per info e prenotazioni si può accedere alla sezione workshop (canale dedicato) del sito ufficiale della Corsa all’Anello www.corsallanello.it.

WORKSHOP TEATRO – I laboratori saranno tre e si svolgeranno alla Rocca Albornoz. Il primo, di lettura drammatica, si intitola “Testimonianze dal contagio” e sarà tenuto da Paolo Gazzara con la partecipazione di Francesca Michelini. Consisterà in un’esercitazione di lettura drammatica di alcuni testi letterari, che hanno per oggetto le epidemie che hanno afflitto l’umanità dai tempi più antichi fino ai nostri giorni. Le diverse testimonianze letterarie confluiranno in una drammaturgia curata da Gazzara che costituirà il materiale primario dello stage. E’ prevista anche un’esercitazione finale, a conclusione delle tre giornate di lavoro comune, che intende sottolineare che ogni workshop teatrale dovrebbe trovare sulle tavole di un palcoscenico il suo esito naturale. Il secondo, di mimica e gestualità da teatro di piazza, si chiama “Il giullare dall’insipiens all’arlecchino” e sarà tenuto da Andrea Mengaroni. Il laboratorio sarà diviso in due parti. Una parte teorica in cui si affronterà la figura del giullare dalle sue origini, con cenni anche sul verso e la metrica ed una parte pratica nella quale ci si soffermerà in un lavoro sullo spazio, sul corpo, sulla fantasia, per arrivare alla recitazione più propriamente di piazza, all’importanza della contestualizzazione, per poi concludere con la recitazione tipica della Commedia dell’Arte. Il terzo, di regia teatrale, si intitola “Regia e copione, coesistenza di un problema” e sarà tenuto da Germano Rubbi. Il workshop intenderà fornire una serie di strumenti per capire le dinamiche della messa in scena teatrale attraverso una lettura delle diverse metodologie di regia utilizzate dalla comparsa del teatro greco fino ad arrivare alle regie contemporanee. Sarà dato ampio spazio alle esercitazioni pratiche attraverso l’ipotesi di una messa in scena “diretta” ricavata da un testo.

WORKSHOP MUSICA – I laboratori saranno due e si svolgeranno nella sala consiliare del palazzo comunale. Il primo, di percussioni, sarà tenuto da Simone Sorini e si baserà sui modi ritmici medievali, consistenti nella sperimentazione pratica d’insieme con e senza strumento, e nell’acquisizione teorica delle diverse nomenclature e corrispondenze. Verranno fornite nozioni basilari di storia della musica medioevale e primo approccio alla prassi esecutiva ed interpretative della musica antica, accenni teorici e pratici alla vocalità medievale, anche coordinata all’utilizzo ritmico dello strumento. Il secondo, di fiati, sarà tenuto da Fabrizio Antonelli. Il laboratorio intenderà proporre due giorni dedicati alla preparazione tecnica e storica degli strumenti a fiato utilizzati per i cortei. Le lezioni saranno adeguate e calibrate secondo le diverse caratteristiche e qualità di ogni gruppo.

WORKSHOP DANZA – Il laboratorio chiamato “Di atti ben composti e di dolci gesti” sarà tenuto da Maria Cristina Esposito e si svolgerà al teatro comunale. Al termine del workshop è prevista una performance a tema collegata agli eventi della Corsa all’Anello (ed eventualmente ad un progetto teatrale) con costumi d’epoca e strumenti musicali antichi.

WORKSHOP COSTUME ANTICO – Il laboratorio, intitolato “Tessuti e colori: il loro utilizzo nel Trecento” sarà tenuto da Sara Piccolo Paci e si svolgerà alla Sala Digipass di Palazzo dei Priori. Nella prima parte verrà espolorato il contesto in cui la conoscenza del tessuto, del suo valore, della qualità e dei colori è essenziale per iniziare un percorso di comprensione del mondo medievale e dell’abbigliamento del tempo. Nella seconda parte verranno visti e toccati campioni di stoffe adatte per essere utilizzate nella riproduzione di abiti ed accessori trecenteschi, iniziando la realizzazione di un piccolo campionario – “Giornale dei Tessuti” – tessile che ciascun partecipante potrà implementare con campioni di tessuti anche in seguito. Inoltre, verrà realizzato un piccolo oggetto in tessuto, di cui verranno provvisti i materiali e le spiegazioni, secondo le logiche sartoriali antiche e con rifiniture adeguate.

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