Mese: Settembre 2020

Maddalena e le altre

La prostituzione nel medioevo

“La donna pubblica è, nella società, ciò che la sentina è sulla nave, e la cloaca nel palazzo. Togli la cloaca e tutto il palazzo diventerà fetido e marcio”. (Tommaso D’Aquino, De regimine principum)

Maddalena da Narni querelata dalla cortigiana e modella di Caravaggio

In “Caravaggio assassino. La carriera di un Valenthuomo fazioso nella Roma della Controriforma”, Donzelli, 1994, gli autori, Riccardo Bassani e Fiora Bellini, riportano la seguente notizia: nel 1599, Fillide Melandroni, famosa cortigiana e modella del Caravaggio, querelò Maddalena di Narni, prostituta a Roma, a causa di una lite degenerata. Tra le accuse, Fillide pose l’accento sul linguaggio volgare di Maddalena, la quale faceva parte di quella cerchia di ternani e narnesi che gravitavano nell’ambiente di Michelangelo Merisi.

Si trattava dei fratelli Tomassoni, uomini d’arme di piccola nobiltà, originari di Terni, che gestivano nel Rione Campo Marzio l’organizzazione e il controllo di un giro di cortigiane destinate ad una clientela scelta di gentiluomini, cardinali e nobili e di Girolomano Crocicchia, un sarto originario di Narni, che contribuì, insieme ad altri amici a trarre il pittore dal carcere di Tor di Nona, prestando la propria garanzia personale e pagando la cauzione fissata in 10 scudi.

La narnese Maddalena

La narnese Maddalena, cortigiana nella Roma rinascimentale è, al pari di altre delle quali si è perduto il nome, una testimonianza della tendenza alla migrazione dalla propria città di origine di donne che esercitavano l’arte del “meretricare”. La povertà di nascita oppure acquisita a seguito di una vedovanza, o ancora le violenze sessuali subite da serve e da donne di umili origini che non avevano una famiglia che le sostenesse, veicolavano le donne verso il mondo della prostituzione. Nella maggior parte dei casi era la fame dunque o l’impossibilità di maritarsi perché sprovviste di dote o non più vergini, a spingerle al meretricio.

“Donne cortesi” a Pistoia, “putas” in Castiglia, “mammole” a Ferrara, “bagasse” e “filles perdue” nel Sud della Francia, le meretrici, termine di chiara derivazione latina, si distinguevano il pubbliche e segrete, laddove le seconde, seppure vivevano nel costante timore di essere denunciate da “boni cives et honeste mulieres”, non erano costrette a sottostare alle leggi vigenti. Mantenevano perciò una sorta di autonomia e potevano anche scegliere, nel tempo, di abbandonare la professione per rifarsi una vita, possibilità assolutamente preclusa alle prostitute pubbliche.

Legislazione medievale e prostituzione

I legislatori medievali utilizzavano una precisa formula per definirle: “corpus suum libidini praebet pro prestio, lucro et questu”, laddove la parola “questu” indicava la specifica ricerca del guadagno attraverso il commercio sessuale, allo stesso modo con il quale si indicava, allora come oggi, il gesto di elemosinare: andare questuando.

Le disposizioni contenute negli Statuti narnesi sono poche e non offrono la possibilità di comprendere appieno le reali condizioni di vita delle meretrici pubbliche a Narni. Purtroppo, la dispersione e distruzione degli archivi storici conseguente al sacco dei Lanzichenecchi, ha generato un vuoto incolmabile per i lavori di ricerca. Sappiamo tuttavia che le pene previste per i reati di stupro e tentato stupro variavano a seconda dello status sociale della vittima. Si trattava in ogni caso di reati perseguibili solo in caso di querela, presentata, beninteso, non dalla donna violata ma dal marito, o padre o fratello carnale o da un altro consanguineo o parente uomo fino al secondo grado.

La pena capitale era comminata solo a coloro che avevano stuprato una vedova, una vergine o una donna sposata, mentre il tentato stupro era punito con una semplice pena pecuniaria di 200 libbre cortonesi. Nel caso in cui la vittima fosse stata una donna di cattiva reputazione, la somma era ridotta alla metà e, qualora si fosse trattato di una pubblica meretrice, non si comminava alcuna pena.

Nei secoli XIII e XIV, le donne pubbliche furono sottoposte a restrizioni ed obblighi sia per quanto riguardava i luoghi che potevano frequentare, sia in materia di abbigliamento. La situazione mutò parzialmente alla fine del XIV secolo e nel XV, quando le municipalità iniziarono a progettare e a realizzare spazi riservati e veri e propri postriboli, ma segni e distinzioni non scomparvero del tutto.

A Narni era fatto divieto alle meretrici di dimorare presso i monasteri e altri luoghi religiosi a meno di 10 case, alla pena di 100 soldi cortonesi e qualora qualcuna non fosse stata in grado di pagare la somma, veniva sottoposta alla fustigazione pubblica. Il meretricio non poteva essere praticato dal mercoledì santo fino a Pasqua e nel giorno di San Marco e, in ogni caso, le prostitute potevano andare per la città soltanto il sabato e fino all’angolo del Palazzo del Vicario e per il Palazzo Comunale (lontano dunque dai luoghi pubblici). Al di fuori del giorno stabilito ed oltre i confini fissati, erano punite con una pena di 20 soldi cortonesi.

Le disposizioni statutarie di Narni si conformavano a quelle stabilite anche nel resto d’Italia, dove si tendeva a proibire l’accesso delle prostitute nei centri cittadini e nelle vie che conducevano alle porte della città, e ciò nell’intento di non mostrare, a quanti venivano da fuori, lo spettacolo indecente di donne che mettevano in vendita il proprio corpo.

Una questione di look

L’abbigliamento imposto alle prostitute pubbliche (inteso come vero e proprio segno distintivo), variava a seconda dei luoghi. Rispetto a Narni purtroppo non si hanno notizie, ma sappiamo ad esempio che a Perugia si trattava di una striscia di panno rosso cucita sulla spalla destra, lunga tre dita e larga uno. A Venezia era prescritto un fazzoletto giallo legato al collo, mentre a Padova un cappuccio rosso. Alcune città aggiungevano ai segni distintivi particolari di natura infamante, come l’altissimo copricapo dotato di due corna lunghe almeno mezzo piede, inventato dal duca Amedeo VIII di Savoia, oppure il sonaglio da falcone applicato su una spalla a Siena. A Firenze il sonaglio andava invece applicato su un particolare cappuccio che copriva la testa. Queste due ultime prescrizioni rimandano al segno distintivo imposto ai lebbrosi: una campanella che serviva ad annunciare il loro passaggio.

Per quanto sottoposte a forme di controllo e di restrizione, le meretrici, sia pubbliche che segrete, facevano comunque parte della comunità ed in alcuni casi partecipavano anche a particolari celebrazioni, soprattutto quelle concernenti le feste in onore dei Santi Patroni. Seppure non si hanno notizie della eventuale presenza di prostitute narnesi alla corsa del palio per San Giovenale, sappiamo che in altre città italiane la loro partecipazione non era desueta: nel salone d’onore di Palazzo Schifanoia a Ferrara, nel ciclo degli affreschi dei mesi, fu rappresentato anche il palio annuale che comprendeva, oltre alla nobile gara di corse dei cavalli, anche quella degli asini, degli ebrei e delle prostitute. Per restare nei confini della nostra Regione, a Foligno, durante la metà del Quattrocento, le donne pubbliche correvano in occasione del palio di San Feliciano dalla porta del Governatore fino al palazzo dei Priori. La prostituta che arrivava per prima, doveva afferrare e riportare indietro gli oggetti lì depositati: un mannello di canapa, una libbra di pepe e due fasci di porri. E’ evidente che, in ogni caso, si trattava di tradizioni imposte alle meretrici al solo scopo di umiliarle pubblicamente ancora una volta.

Ciò nonostante, l’atteggiamento della  società e della Chiesa nei loro confronti rimaneva decisamente ambiguo, la prostituzione era condannata ma anche tollerata perché considerata necessaria: a veicolare “l’insopprimibile urgenza della lussuria maschile”, a contrastare gli stupri perpetrati ai danni di donne oneste e a combattere “comportamenti contro natura”. “Sodomita del diavolo”, dice San Bernardino quando si scaglia contro gli omosessuali. Fu per tale motivo che i legislatori di molti Paesi europei, fra Tre e Quattrocento, si convinsero di poter trovare un rimedio opportuno attraverso il consolidamento o la creazione di postriboli pubblici. Con il tempo fu però evidente che la soluzione posta in essere non aveva portato alcuna utilità: il commercio di donne, la corruzione di giovani serve e schiave e gli stupri ai danni di donne “onorate” continuavano, mentre i bordelli avevano iniziato a palesare il loro vero volto di luoghi inquieti, nei quali circolava gente di infima condizione, impegnata spesso in traffici illeciti e risse.

Mariella Agri

Corsa, successo per il Festival delle Arti del Medioevo

NARNI 9 settembre 2020 – Il bilancio è senza dubbio positivo. Il Festival delle Arti del Medioevo, che si è svolto dal 3 al 6 settembre ha fatto centro, mescolando la storia e la tradizione della Corsa all’Anello con un attento sguardo al futuro, in attesa dell’edizione 2021. Il centro storico di Narni e le sue meravigliose location hanno fatto da sfondo a mostre, installazioni, workshop ed ancora spettacoli, conferenze ed eventi gastronomici che hanno calamitato in città centinaia di visitatori che hanno potuto partecipare ad una manifestazione curata nei minimi dettagli sia sotto l’aspetto del programma, che sul fronte sicurezza, nel complicato momento di emergenza covid.

 “La Corsa all’Anello – ha spiegato il presidente dell’Associazione Corsa all’Anello Federico Montesi – ha saputo mettersi ancora una volta in gioco. Il festival è stato un evento di livello, un format nuovo che ha avuto successo e che rappresenta solo il primo passo di un percorso che si svilupperà nel tempo. Parlo dei seminari, con docenti di alto livello, ma anche delle mostre e delle installazioni, che continueranno durante l’anno, andando a valorizzare lo splendido contenitore di Palazzo dei Priori, come da progetto. Così come le collaborazioni avviate, in primis quella con l’Associazione Celiachia Italia Umbria. La nostra squadra è stata coerente con il percorso tracciato e continuerà a cercare di perseguire gli obiettivi da raggiungere, cercando sempre di migliorarsi e dando nuovo vigore alla Corsa all’Anello. Per questo voglio ringraziare tutti, l’associazione Corsa all’Anello, anche ovviamente il settore amministrativo e quello tecnico ed i terzieri che hanno collaborato, in un momento di grande difficoltà, alla riuscita del festival. Il mio ringraziamento va anche alle scuderie che hanno lavorato, come sempre, tutto l’anno, con grande professionalità. Ora non resta che pensare all’edizione 2021, ma anche a tante novità legate proprio al percorso iniziato con il festival”. 

“Il bilancio del festival – hanno affermato i responsabili della segreteria coreografica Sandro Angelucci e Patrizia Nannini – è senza dubbio positivo. Il programma è stato messo in piedi in poco tempo, ma abbiamo vinto la scommessa, raggiungendo due obiettivi: la buona riuscita delle manifestazioni e la possibilità data ai terzieri di crescere e formarsi attraverso gli workshop ed agli “esterni” di partecipare a laboratori con docenti di alto livello che in futuro potranno diventare il fulcro del cosiddetto ‘medioevo ricostruito’. Questo è stato solo il primo passo. C’è ovviamente ancora tanto da fare, ma il nostro obiettivo è quello di far vivere la Corsa all’Anello tutto l’anno proprio attraverso laboratori, mostre ed installazioni che hanno dimostrato grazie al festival, di funzionare e che potranno diventare produttive anche economicamente. L’evento, tra l’altro, è stato un mezzo importante per la collaborazione di tutti i terzieri, soddisfatti di ciò che hanno saputo creare insieme. Se si fanno cose intelligenti, si riescono a coinvolgere tante persone ed il successo del festival ne è la prova”.

“Sono molto soddisfatto – ha aggiunto il responsabile della segreteria pubbliche relazioni Emiliano Luciani – di come è andata la comunicazione del festival. Abbiamo avuto oltre 53mila visite sulla pagina facebook solo per l’evento ed anche gli accessi al sito web ufficiale sono stati alti. Stessa cosa per instagram che sta crescendo in maniera visibile. I media ci hanno dato molta attenzione e durante il festival abbiamo potuto contare su fotografi di livello, come Fabio Oddi, Moreno Faina, Alessandro Montanari e Marco Menciotti. Non dimenticando ovviamente la nostra squadra. Si tratta di un percorso iniziato con l’edizione virtuale della Corsa all’Anello di aprile, on line durante il lockdown, che è stata in qualche modo precursore del festival, attraverso appuntamenti che da virtuali sono diventati fisici proprio durante il festival. Parliamo ad esempio dei ‘Racconti delle Pergamene’ (racconti che riguardano la storia di Narni e della Corsa all’Anello) che hanno trovato spazio in un interessante caffè letterario o degli incontri virtuali che hanno animato il sito e la pagina facebook con la presenza di importanti studiosi: Elena Percivaldi, Antonio Musarra e Maria Grazia Nico Ottaviani”.

Anche sotto il punto di vista della sicurezza – ha spiegato il responsabile organizzazione e sicurezza Umberto Di Loreto – tutto è andato per il meglio. L’organizzazione ha funzionato bene grazie alla nostra squadra ed ai volontari della Prociv, che ringrazio per la preziosa collaborazione. Le difficoltà, legate alle norme imposte dall’emergenza covid, sono state molte, ma siamo soddisfatti per come abbiamo gestito gli eventi. Gli spettatori sono stati ligi al dovere e siamo riusciti a mettere in campo un evento in assoluta sicurezza in un momento senza dubbio complicato a causa dell’emergenza sanitaria. Sono stati rispettati numeri e tutele e gli obiettivi sono stati pienamente raggiunti”.    

Rivivi i momenti più interessanti del Festival delle Arti del Medioevo

Corsa all’Anello, firmato il protocollo d’intesa con Aic

NARNI 7 settembre 2020 – L’associazione Corsa all’Anello e l’associazione Celiachia Italia Umbria hanno firmato un protocollo d’intesa finalizzato alla promozione all’interno della Corsa all’Anello della cultura dell’alimentazione senza glutine. Il documento è stato firmato nell’ambito di un evento in programma per il Festival delle Arti del Medioevo che si è concluso domenica scorsa, dal presidente dell’associazione Corsa all’Anello Federico Montesi e dal segretario dell’Aic Umbria Marta Sargeni.

L’intento è quello di promuovere eventi culturali sull’alimentazione senza glutine all’interno della cucina medievale e del territorio umbro e di svolgere eventi di formazione e informazione destinati ai volontari della Corsa all’Anello sulle procedure da attuare per poter preparare e somministrare alimenti senza glutine. L’obiettivo è inoltre quello di promuovere mediante i canali di comunicazione e tramite i mass media le attività congiunte che verranno svolte dalle associazioni e realizzare nell’ambito della Corsa all’Anello un punto di somministrazione, denominato “taverna medievale” che possa preparare e somministrare alimenti senza glutine e che possa essere aperto nelle date di svolgimento della manifestazione. Infine, uno degli intenti sarà quello di creare un comitato comune alle due associazioni con delegati di ciascuna, con sede presso il Palazzo dei Priori di Narni, che possa organizzare e promuovere le attività che sono state definite.

“Sono doppiamente orgogliosa della firma di un così importante documento – ha spiegato Marta Sargeni –  come celiaca e come narnese. Il protocollo è un primo passo sostanziale verso la costruzione di una collaborazione che porterà Narni a poter essere un punto di riferimento per i celiaci umbri e non solo nell’ambito delle rievocazioni storiche della nostra regione. In passato,  alcune altre manifestazioni avevano offerto proposte senza glutine nei menù di qualche taverna, ma  la firma del protocollo di intesa con l’associazione Corsa all’Anello va ben oltre, sia garantendo la possibilità di avere un’offerta strutturata, sicura e monitorata nella taverna medievale, sia per l’impegno a collaborare ad eventi culturali che ci consentono di diffondere la cultura sulla celiachia, sulla cucina naturalmente senza glutine in un percorso innovativo ed inclusivo che speriamo possa essere uno stimolo per la regione intera. Ed ora al lavoro –ha aggiunto –  verso l’edizione 2021 della Corsa all’Anello, cercando di avere sempre un approccio positivo anche in un anno così complesso per il nostro paese. Penso che questa collaborazione sia la dimostrazione di saper sfruttare la crisi e guardare avanti”.

“La collaborazione con Aic – ha affermato Federico Montesi – rientra perfettamente nel percorso di studio sulla cucina medievale che l’associazione Corsa all’Anello sta portando avanti da tempo con i terzieri. La cucina medievale nasce predisposta a non avere contaminazioni e ad essere adatta ai celiaci. Con l’adeguata formazione al personale addetto e facendo questo percorso insieme ad Aic, creeremo importanti momenti di fusione tra la cucina medievale ed il cibo senza glutine. Si tratterà di un percorso inclusivo che avrà come uno degli obiettivi quello di dare vita ad una taverna medievale che preparerà cibi senza glutine. Verrà condotta – ha concluso –  una ricerca proprio sulle ricette della cucina medievale prive di glutine, per preparare piatti autentici della tradizione, adatti ai celiaci. Proprio per questo motivo verrà istituito anche un comitato per la promozione di tutte le attività che verranno organizzate nel percorso fatto in sinergia tra Aic e associazione Corsa all’Anello”.

Corsa, su il sipario sul Festival delle Arti del Medioevo

NARNI 2 settembre 2020 – Mostre, installazioni e workshop saranno l’anima del Festival delle Arti del Medioevo che inizierà domani, giovedì 3 settembre e terminerà domenica 6 settembre. Non dimenticando una ricca offerta gastronomica che conterà anche un’importante collaborazione con l’Associazione Italiana Celiachia Umbria. Una quattro giorni di eventi che catapulteranno il centro storico nel Trecento attraverso una serie di manifestazioni che conservando la storia e la tradizione, guarderanno al futuro, in attesa dell’edizione 2021 della Corsa all’Anello.

WORKSHOP – I sette laboratori avranno sede in tutte le strutture già predisposte in tema di sicurezza covid. I laboratori di teatro saranno tre e si svolgeranno alla Rocca Albornoz. Il primo, di lettura drammatica, si intitola “Testimonianze dal contagio” e sarà tenuto da Paolo Gazzara con la partecipazione di Francesca Michelini. Il secondo, di mimica e gestualità da teatro di piazza, si chiama “Il giullare dall’insipiens all’arlecchino” e sarà tenuto da Andrea Mengaroni. Il terzo, di regia teatrale, si intitola “Regia e copione, coesistenza di un problema” e sarà tenuto da Germano Rubbi. I laboratori di musica saranno due e si svolgeranno nella sala consiliare del palazzo comunale. Il primo, di percussioni, sarà tenuto da Simone Sorini. Il secondo, di fiati, sarà tenuto da Fabrizio Antonelli. Il laboratorio di danza, chiamato “Di atti ben composti e di dolci gesti” sarà tenuto da Maria Cristina Esposito e si svolgerà al teatro comunale. Il laboratorio di costume antico, intitolato “Tessuti e colori: il loro utilizzo nel Trecento” sarà tenuto da Sara Piccolo Paci e si svolgerà alla Sala Digipass di Palazzo dei Priori.

PROGRAMMA DEGLI EVENTI – Il programma completo degli eventi è consultabile sul sito ufficiale della Corsa all’Anello www.corsallanello.it.  Si inizierà domani alle 17 alla Rocca Albornoz con l’inaugurazione della mostra “De festivitatibus custodiendis: La consegna dei ceri” ed alle 17,30 alla torre campanaria della Cattedrale di San Giovenale verrà inaugurato “I Suoni della Corsa all’Anello”, momenti di ritmo e musicalità dai gruppi musici del terziere Mezule e dei Milites Gattamelata. Alle 18 al teatro comunale si terrà “La meraviglia del Teatro tra Devozione e Rappresentazione”, note sulle rappresentazioni teatrali tra medioevo e rinascimento, una conferenza a cura del Centro Studi Teatro Medievale e Rinascimentale. Alle 18,30 in centro storico (partenza e prenotazioni in loco dalla Loggia dei Priori) ci sarà l’inaugurazione di “De festivitatibus custodiendis: Il popolo delle Arti e dei Mestieri”, percorso fra le ricostruzioni degli ambienti medievali. A partire dalle 19 all’Orto di poca considerazione del Palazzo dei Priori ci sarà “Le pergamene raccontano…”  “Ante-Caffè letterario”, lettura degli inediti articoli della rubrica della Corsa all’Anello, che verrà ripetuta anche i giorni seguenti alla stessa ora. Alle 19,30 alla Sala Digipass di Palazzo dei Priori sarà la volta di “Recitar cantando”, proiezioni degli spettacoli teatrali “Centro Studi Teatro Medievale e Rinascimentale”. Alle 21 al Palazzo del Podestà di Palazzo dei Priori si terrà la proiezione inaugurale del Festival delle Arti del Medioevo ed alle 21,30, sempre in Piazza dei Priori ci sarà l’overture “Dante e Petrarca a Narni. La Musica della Poesia e la Poesia della Musica”, concerto a cura del Centro Studi sull’Ars Nova Marcello Masini di Certaldo e l’associazione culturale la Terzina. Venerdì 4 settembre alle 17.30  alla torre campanaria della Cattedrale di San Giovenale ci sarà “I Suoni della Corsa all’Anello”, momenti di ritmo e musicalità dal gruppo musici del terziere Fraporta. Alle 18 in centro storico (partenza e prenotazioni in loco dalla Loggia dei Priori) si terrà l’naugurazione di “De festivitatibus custodiendis: i nobili della vita cortese”, percorso fra le riproposizioni dei momenti della Corsa all’Anello. Alle 18 al teatro comunale si terrà “Di Atti ben composti e di dolci gesti”, conferenza su nuovi studi sulla danza medievale a cura di Maria Cristina Esposito, mentre dalle 18 alla sala Digipass di Palazzo dei Priori ci sarà “Recitar cantando”, proiezioni degli spettacoli teatrali del “Centro Studi Teatro Medievale e Rinascimentale”. Alle 21 alla Loggia dei Priori al  Palazzo dei Priori si terrà “Giullarate dal 1214”, animazione a cura del Paggio dei Clerici Vagantes. Sabato 5 settembre, a partire dalle 16 in piazza dei Priori verrà allestito il mercato medievale delle Arti e dei Mestieri con animazione. Alle 16 alla Sala Digipass del Palazzo dei Priori ci sarà “Recitar cantando”, proiezioni degli spettacoli teatrali del “Centro Studi Teatro Medievale e Rinascimentale”. Alle 17,30 alla torre campanaria della Cattedrale di San Giovenale, nuovo appuntamento con “I Suoni della Corsa all’Anello”, momenti di ritmo e musicalità dal gruppo musici del Terziere Santa Maria. Alle 21 in piazza Marconi ci sarà “Alchimie di fuoco”, spettacolo della Compagnia de lo Grifone. Domenica 6 settembrea partire dalle 10 verrà allestito in piazza dei Priori il mercato medievale delle Arti e dei Mestieri con animazione. Alle 10.30 alla torre campanaria della Cattedrale di San Giovenale si terrà “I Suoni della Corsa all’Anello”, momenti di ritmo e musicalità dal Gruppo Musici Comunale. Alle 11 all’Auditorium Bortolotti si terrà “Evoluzione del Tamburo, dalla Corsa all’ Anello prima edizione in poi”, laboratorio tecnico a cura di Claudio Capitoli sul miglioramento armonico dello strumento e presentazione del suo nuovo modello. Alle 21 in Piazza dei Priori, Palazzo del Podestà ci sarà la proiezione chiusura Festival delle Arti del Medioevo.

OFFERTA GASTRONOMICA – Il terziere Mezule proporrà tutti i giorni insieme al Ristorante il Gattamelata a piazza Pozzo della Comunità il menù tipico della tradizione locale e delle osterie mezulane e la tipica focaccia bianca al forno medievale in vicolo I Aspromonte. Il terziere Fraporta, venerdì 4 settembre alle 20,30 proporrà “Banchetto a Palazzo”, fedele riproposizione di banchetto medievale con pietanze dai ricettari originali e intrattenimenti fra i vari servizi. Sabato 5 settembre alle 20 in Piazza XIII Giugno ci sarà “Sodales convivium”, cena dei soci del terziere Santa Maria.

CILIEGIOLO FOR ART – Venerdì 4 settembre alle 19.30 al Chiostro di Sant’Agostino si terrà “Ciliegiolo 4 Art”. La cantina Leonardo Bussoletti inaugurerà il restauro della seconda lunetta al chiostro della Chiesa di Sant’Agostino. Seguirà degustazione dei vini dell’azienda curata da Antonio Boco di Gambero Rosso, ospite Andrea Amadei di Decanter Rai Radio 2.

DEGUSTAZIONI – Venerdì 4 settembre alle 21,30 all’ Orto di poca considerazione del Palazzo dei Priori ci sarà “Al contadino non far sapere… Quando i piatti della tradizione diventano per tutti”, cooking show con degustazione gratuita su prenotazione dei piatti tipici delle taverne in versione senza glutine. In collaborazione con l’Associazione Italiana Celiachia, su prenotazione. Sabato 5 settembre alle 18 alla Sala Digipass di Palazzo dei Priori si terrà “Riso, miglio, castagne e cannella. Viaggio nella cucina medioevale senza glutine”, conferenza a cura della Associazione Italiana Celiachia Umbria. Degustazione gratuita su prenotazione.

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