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Mese: Giugno 2022

Le formule magiche nel Medioevo e le donne curiose

Le formule magiche nel Medioevo e le donne curiose

La voce, uno strumento potente

Le donne curiose hanno anche voce ed è questo lo strumento più potente a loro disposizione, anche più delle mani: con queste infatti si possono tagliare e cogliere le erbe medicamentose solo dopo che con la voce si è pronunciato il cantus necessario per in – cantare dove “in” è una particella che esprime “volontà” e “intensità” e “cantare”, derivante da “canere”, cantare, indica l’esprimere un’intenzione, un vaticinio, una magia.
“Formule magiche”, sussurri, litanie, invocazioni accompagnano movimenti e gesti antichi e per ‘funzionare’ devono ripetersi inalterati di nonna in madre in figlia, tutte anelli di una eterna catena.
La voce quindi è il medium attraverso il quale il potere dell’asserzione travalica le frontiere del mondo fantastico per invadere quello sensibile, modificando la realtà.

Nel Medioevo, è credenza comune che con le giuste formule magiche le erbe attivano il loro potenziale curativo e possono intervenire nei processi di guarigione delle malattie attraverso filtri, unguenti, sciroppi..
Il potere dunque è nella parola, il mezzo magico più antico di tutti perché connesso con la credenza che nel verbo risieda un potere misterioso e tremendo capace, per bocca dell’incantatrice, di modificare e plasmare la natura inesorabile delle cose.

Nel Medioevo la legge punisce chi utilizza “formule magiche” o ingiurie

Le parole hanno una forza che deve essere rispettata e temuta, per questo non vanno usate a sproposito. Non meravigli che leggi e norme sanzionavano il loro uso improprio come anche il cap. XXIV del III libro degli Statuti dell’illustrissima città di Narni ricordano:

Nel Medioevo Narnese, chi pronuncia “formule magiche” o parole ingiuriose contro qualcuno doveva pagare una sanzione
“Inoltre stabiliamo che chiunque abbia proferito parole ingiuriose o una parola ingiuriosa a qualcuno, se abbia detto a qualcuno traditore, omicida, ladro, falso, cornuto o parole equivalenti, incorra nella pena di 10 libbre cortonesi per ogni volta, per altre parole ingiuriose sia pena, per ogni volta 40 soldi cortonesi, e per parole
ingiuriose non si applichi la norma della duplicazione delle pene, se le predette parole ingiuriose non siano state rivolte a un cavaliere giudice oppure ad un medico.”

‘ciò che è stato detto’

Lo statuto non cerca solo di favorire la buona educazione quanto cercare di evitare ciò che potrebbe essere nefasto: è nella natura umana creare corrispondenze tra parole e azioni, tra miti e riti.
Fatum significa ‘destino’ e deriva dal verbo latino fari ( dire, parlare), letteralmente si traduce con ‘ciò che è stato detto’, dunque decretato/stabilito. Fas è la cosa lecita perché è stata sancita da una norma già detta.

Attenti a quel che dite…potrebbe succedere davvero!

Eleonora Mancini

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Progetto MiC rievocazioni storiche: in Umbria scelta la Corsa all’Anello

NARNI 17 giugno 2022 – La Corsa all’Anello di Narni è stata scelta per l’Umbria dall’Icpi (Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale), che opera in seno al Ministero dei Beni Culturali, come unica rievocazione storica da approfondire nell’ambito del progetto “Mappatura delle rievocazioni storiche”.

Quest’ultimo è stato ideato dal Servizio VI della Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio e dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del MiC a partire dall’idea della costituzione di un osservatorio nazionale sul fenomeno delle rievocazioni.

La mappatura del Patrimonio Immateriale

La mappatura, iniziata nel novembre 2021, ha come obiettivo la realizzazione di un’ampia ricognizione sul territorio nazionale a carattere demoetnoantropologico volta a conoscere la varietà delle rievocazioni storiche.

I ricercatori sono partiti da un primo elenco contenente più di mille manifestazioni a cura del Servizio VI e dell’Icpi che, oltre ai dati reperiti dalle autocandidature e da fonti web, ha incorporato anche le informazioni richieste agli istituti periferici del MiC e reperite dalle Pro Loco.

Dopo la prima fase di ricognizione, la ricerca antropologica vera a propria è entrata nel vivo con lo studio di un numero limitato di rievocazioni.
Nel corso di un anno, otto ricercatori scelti hanno infatti redatto schede catalografiche e inventariali, sperimentando, nella prima fase di lavoro, la “scheda descrittiva per eventi culturali” elaborata dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione.
I ricercatori hanno selezionato poi almeno cinquanta rievocazioni ciascuno per documentarle.

Rievocare in Umbria

A partire da ciò, le rievocazioni sono state selezionate ancora una volta e per l’Umbria la scelta è ricaduta sulla Corsa all’Anello, grazie alla segnalazione dell’antropologa Francesca Uccella, ricercatrice individuata dall’Icpi per la Toscana e l’Umbria che, durante la passata edizione della festa dedicata a San Giovenale, ha partecipato ad alcuni eventi della rievocazione, tra cui il corteo storico e la Corsa all’Anello.

Ora, partirà l’approfondimento sulla Corsa all’Anello che avrà quindi uno spazio per così dire particolare nel progetto di ricerca.
II progetto prevede la realizzazione di diversi canali di restituzione degli esiti della ricerca, tra cui la realizzazione di uno spazio specificamente dedicato alle rievocazioni storiche considerate di valore come patrimonio immateriale, sul nuovo sito Icpi all’interno del quale saranno resi fruibili la mappatura degli eventi e i relativi corredi documentari.
Ci saranno poi pubblicazioni e convegni a riguardo.

Per la Corsa all’Anello si tratta di un grande riconoscomento che testimonia ancora una volta la qualità della manifestazione e che contribuirà a farla conoscere ancora di più come eccellenza nel panorama delle rievocazioni storiche.

Approfondisci Il Progetto “Mappatura delle rievocazioni storiche”

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