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Autore: Ente Corsa Narni

Proponi il tuo format streaming per l’edizione digitale 2021

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Partecipa attivamente con il tuo Terziere

Se sei un contradaiolo, un nostro fan o hai semplicemente un’idea per un progetto che ritieni valido, non esitare ed inviaci la tua proposta, proponi un format streaming per l’edizione digitale 2021.
Puoi sbizzarrirti come vuoi e inventare da solo o con gli amici un “programma tv” registrato o in diretta streaming e partecipare attivamente con il tuo Terziere alla Corsa all’Anello edizione digitale 2021.

Scriviamo insieme l’edizione streaming 2021
Perché la Corsa all’Anello sei anche tu!

Non vediamo l’ora scoprire le vostre idee!!!!
Esamineremo il tuo progetto con cura e attenzione, e se troveremo interessante la tua proposta verrai contattato dalla nostra redazione per questo evento streaming 2021.

Non resta altre che rimboccarsi le maniche e mettersi all’opera!


Buon lavoro popolo della Corsa all’Anello!

Un calendario perpetuo per individuare la data della Pasqua

Un calendario perpetuo per individuare la data della Pasqua

Scoperto a Santa Pudenziana, era di pietra

Come si fa a calcolare la data della Pasqua?

Quando cade la Pasqua quest’anno? Come si fa per calcolare Pasqua? Proviamo a fare chiarezza sul calcolo data mobile più celebre di tutte le festività Cristiane.
Per farlo utilizzeremo un’antica tecnologia medievale… un calendario di pietra, riscoperto in una chiesa in Umbria.

L’unicum di Narni

Non ci tratteniamo sull’antica e suggestiva chiesa ( X secolo), che si trova in località Visciano nelle campagne a sud di Narni, se non perché reca una lapide che costituisce un unicum nel mondo cristiano.

E’ nel piedritto della finestrella, a destra di chi osserva dall’esterno, a sinistra di chi allora, quando cioè la chiesa fu eretta, celebrava la messa. Questa cosa ha un’importanza enorme. Che vedremo!

La lapide reca sette righe di segni numerici.
E una scritta conclusiva: PESAC.
“Pesac” significa, in ebraico, Pasqua.
Vanno spiegati i numeri soprastanti. Come si vede vanno da uno a sette. Ma non in sequenza. Nel senso che essa si interrompe, tranne in un caso, ogni quattro cadenze.
Semplice la spiegazione: nell’anno bisestile quella sequenza ha un salto.
Infatti riprende non col numero successivo ma con quello che segue questo. Passa, per esempio, da 4 a 6 e non a 5. Perché? Perché ogni 4 anni c’è il bisestile e la sequenza si interrompe. Vediamo di capire perché.

Un compromesso fra calendario solare e lunare, ecco perché la data della Pasqua è mobile!

Come tutti sanno le festività cristiane sono di due tipi: quelle di derivazioni ebraica, come la Pasqua e le festività a questa collegate, e quelle di derivazione romana come per esempio il Natale e festività collegate.
Il problema è che mentre le festività romane seguono il calendario solare, quelle di derivazione ebraica seguono il calendario lunare.
Ecco perché la Pasqua rimane festa mobile!
Perchè la luna e il sole hanno tempi molto diversi. Il sole ha il percorso annuale di 365/366 giorni, la luna invece, ha una durata di 354 giorni, 8 ore, 48 minuti e 36 secondi. Conciliare questi due percorsi è difficile. Molto.
Il calendario pasquale di santa Pudenziana (meglio, S.Maria) è un tentativo assolutamente geniale.

Senza perdersi in questioni troppo dettagliate funziona cosi.
Il riferimento è il plenilunio seguente l’equinozio di primavera; 20, 21 marzo (data oscillante) se si osserva il primo plenilunio che segue; che, essendo il mese solare di 28 giorni oscilla, ovviamente, dal 21 marzo a 28 giorni dopo. Cioè dal 21 marzo al 18 aprile. Pasqua cade esattamente la prima domenica susseguente al plenilunio che cade immediatamente dopo uno di quei giorni. Ecco perché quella festività oscilla fra il 22 marzo e il 25 aprile.


Che significano quei numeri? Leggendo il calendario di pietra scoprirai la data di Pasqua

Che significano qui numeri?
Che se
in un anno qualunque la
Pasqua cade il giorno dopo un plenilunio, l’anno successivo accadrà il secondo giorno
e l’anno dopo ancora, il terzo giorno dopo la luna piena di primavera e così via.
Salvo il salto del bisestile indicato con la lettera B.
Per un ciclo di 28 anni cui va intercalato, a cadenza, un tre giorni. Proprio per aggiustare i tempi del calendario lunare e solare.
Tutto ciò secondo la cadenza numerica chiaramente esplicita nell’antica iscrizione.

Una curiosità è anche nella scritta PESAC , che significa Pasqua; se si nota ha una cediglia, PE’SAC. E’ Petrus Sacerdos, colui che commissiona l’opera, lo stesso che la firma anche nell’abside, ma in questo caso non con un particolare carattere onciale (che allude al candelabro ebraico) come nell’iscrizione esterna, ma con lettere capitali.


Perché quella lapide è a sinistra di chi celebra?

Perchè è il cornuepistolae, cioè il tempo.
A destra, sempre della finestrella, c’è una lapide liscia. Cornuevangelii, che è l’eternità.
Chi era il committente abate Pietro? L’abate di S. Angelo e s. Benedetto in Massa.
Ma questo è altro racconto.

Chiesa di Santa Pudenziana – Calendario Pasquale perpetuo
Foto: Jacopo Matticari


Bruno Marone

Narni’s Cathedral of San Giovenale: a Setting of Splendor

Anne Robichaud talk about Narni’s Cathedral in Umbria, and San Giovenale

In Umbria medieval gem, the Narnesi unite in a joyous month-long celebration of San Giovenale

In Italy, the patron saints of cities, towns and villages are feted with joy, emotion, grande passione – and splendid celebratory events rooted in local traditions and history.

In Umbria medieval gem, Narni, the narnesi unite in a joyous month-long celebration of their patron saint, San Giovenale, with events including the re-enactment of medieval markets, banquets, pageants in elegant costumes, concerts and a jousting match.

A young doctor from Carthage will become the saint of Narni

A young doctor from Carthage (Tunis today), Giovenale headed to Rome – possibly to escape persecution (although little is know about his life) – and after his ordination, was sent to evangelize in the area of Roman Narnia and then was ordained Bishop of Narni.

Tradition tells us that he was a prolific miracle worker, and his thaumaturgy even resulted in the conversion of 2,000 in a single day. He died in 376 A.D. and was buried outside Roman wall of Narnia on the Via Flaminia, Roman consular road of 220 B.C.

His successor, Bishop Maximus built a chapel near his grave, using money donated by 40 sailors who had been saved in a storm by the intercession of the saint.

This chapel was probably the Sacello di San Cassio, which was built against the Roman city wall and is englobed into Narni’s Cathedral di San Giovenale.

The Offering of the Candles to San Giovenale in Narni’s

Since the 5th century, his feast has been celebrated on May 3rd, with events starting the night before in Narni’s San Giovenale Cathedral.

Flags of Narni’s three terzieri – competing in the jousting match mid-May – dangle from the arches of the Cathedral portico.

Many locals will gather in anticipation for the evening Offerta dei Ceri (“the Offering of the Candles”) celebration in which candles are offered in homage to San Giovenale by the medieval confraternita, the lay brotherhoods, and Narni dignitaries and nobility inside the Cathedral.

The flags of the three terzieri – Mezule (black and white), Fraporta (blue and red), and Santa Maria (purple and orange) – jut out from the 12th-century capitals flanking the main nave.

As day gives up to night, the procession of noblemen and confratelli of medieval Narni, parade solemnly into the San Giovenale Cathedral bearing lighted candles (ceri)….their veiled dame (noblewomen) waiting decorously to one side.

Backdropping the bishop as he leads prayers to the beloved Saint, the canopied baldacchino over the altar adds a Baroque touch to this medieval church – as does the 18th-century silver reliquary to the right of the bishop.

This bust of San Giovenale will be blessed and carried solemnly in the procession the next morning following a celebratory Mass in his cathedral.

The relics of San Giovenale was stolen!


San Giovenale’s successor, Bishop Massimo (died 416 A.D.) mandated construction of an oratory on his sepulcher, just outside the Narni Roman wall, which rapidly became a most venerated site.

San Giovenale’s body, as well as those of Saints Cassia and Fausta (6th-century Narni bishop – and his wife), were spirited off to Lucca by a Lombard duke in the 9th century.

The body of San Giovenale was later returned to Narni when Pope John VIII (born in Narni) threatened him with excommunication in the late 9th-century – although not Cassio and Fausta.

On their return to Narni, the relics of San Giovenale were apparently buried in the rock below a new shrine (now known as the Sacello di Santi Giovanale e Cassio) that was built close to the site of his original grave.

The Sacello di Santi Giovenale e Cassio was incorporated into the 12th-century cathedral in the 15th-century with the addition of a fourth nave (on the right as one enters the cathedral).

Later this small votive chapel is called simply Sacello di Cassio (“Chapel of Cassio”) in celebration of return of the relics of Cassio and Fausta in the late 17th-century (and at that time, the relics of San Giovenale were moved to the crypt beneath the main altar).

The wall serving as entrance to the sacello was constructed in the early 16th century, adopting architectural fragments from an earlier structure.

The inscription on the architrave above the entrance – just above the cosmatesque mosaic motif – records that Bishop Pietro Gormaz (1499-1515) commissioned the structure. Above this inscription, a 6th marble relief depicting two lambs facing a cross is dedicated to San Cassio and his wife Fausta.

Discovering the San Giovenale Cathedral with Anne

An early 14th-century polychrome wooden statue of San Giovenale is to the left of the relief….and to the right, a 16th-century Pieta’.

If you enter the door below the relief of the lambs, you’ll step into the 17th-century chapel, two 15th-century images of the saints, Giovenale and Cassio, reigning over the altar.

To the left of the altar, a small doorway leads you to the original sacello carved into the Roman walls of the town sheltering the sandstone sarcophagus once holding the body of San Giovenale, 7th-century reliefs sculpted on the front of the tomb.

As you leave the sacello, passing once again through the small chapel, look up as you re-enter the cathedral’s fourth nave. You’ll see a recent (1955) discovery: a 9th-century mosaic of Cristo benedicente (Christ blessing), flanked by 12th-c. frescoes depicting miracles of San Giovenale:

You’ll want to visit San Giovenale’s tomb below the main altar before leaving.

As you head to the main altar, you’ll pass San Giovenale blessing you in the 15th-c tempera on wood panel painting by Lorenzo di Pietro, known as “Vecchietta.”

Vecchietta’s wooden statue of Sant’Anthony Abbot is across the nave on the left side of the cathedral, his name and date (1475), inscribed on the base.

San Giovenale’s tomb is in the crypt, just below the altar and his relics were transferred here in the mid- 17th-century, although work on the presbytery and crypt was finished only in the 18th-century.

The narnesi make frequent visits to his tomb…..and not just on his feast day.

About Anne

Anne Robichaud received her degrees in both English Literature and Italian Language and Literature from the University of Santa Clara (California) in 1970, after also having completed studies in Italian literature and culture, as well as art history at the University for Foreigners in Perugia, Italy in 1969. She furthered her studies at the University of California, Berkeley in l972 and since 1973 has lived in Italy.

After teaching for two years in Rome, she and her Italian husband moved to a mountain area outside of Assisi (Umbria) where they worked the land, raised three children, and began restoring their farmhouse.

Narni e la Valnerina protagoniste di Stop and Go

Narni e la Valnerina protagoniste di Stop and Go

Il programma di Rai 2 – in onda sabato ore 16:30

Oggi 6 Febbraio 2021 su Rai2 alle 16:30 Narni, la Valnerina e i territori dell’Umbria Meridionale sono protagonisti su Rai2 del programma condotto da Marco Mazzocchi e Laura Forgia

La tredicesima puntata di Stop and Go, ci accompagnerà fra moderni centauri e antichi cavalieri attraverso i territori dell’Umbria Meridionale.

“Un’altra occasione per mettere in vetrina Narni e le sue bellezze, unendo storia, ambiente e natura”

Lorenzo Lucarelli, Assessore turismo e cultura del Comune di Narni


Marco Mazzocchi e Laura Forgia percorreranno la Valnerina riscoprendo le bellezze della nostra Narni, le Gole del fiume Nera, verso le cascate delle Marmore, e oltre. Marco Mazzocchi incontrerà il campione ternano di motoGP Danilo Petrucci, e il noto alpinista, Andrea Di Bari presso la falesia rocciosa di Ferentillo.
Laura Forgia entrerà all’interno della Rocca Albornoz di Narni alla scoperta di una collezione di moto d’epoca realizzata dal grande appassionato di motori Goliardo Filippetti. Quindi percorrerà la ciclabile lungo le Gole del Nera alla ricerca di storie e paesaggi mostrando anche qualche immagine della Corsa all’Anello.

Il Natale, i doni e i giochi…sembra una storia semplice

Dagli antichi festeggiamenti in onore di Saturno ai rituali moderni del Natale

Molti sono i retaggi dei festeggiamenti dedicati a Saturno dai Romani, che possiamo ritrovare nei nostro Natale moderno: doni, frutta secca, giochi d’azzardo e molto altro.

La data del Natale è inesatta

«I Romani stabilirono la festa del Natale del Sole non nel giorno esatto della conversione solare, ma nel giorno in cui il ritorno del sole, dal sud al nord, appare agli occhi di tutti. Nell’ignoranza in cui si trovavano ancora delle leggi scoperte dai Caldei e dagli Egizi, e condotte alla loro perfezione da Ipparco e Tolomeo, si fondarono sulle testimonianze sensibili e sulle semplici apparenze, imitati poi dai loro successori che, come ho già detto, hanno adottato questo punto di vista».

Dalla festa del dio-Sole a Natale in un decreto

Così l’imperatore Giuliano (331-363), l’ultimo dichiaratamente pagano, spiegava la festa del 25 dicembre, il Natalis Solis, una delle più sentite e partecipate celebrazioni del mondo romano che il suocero Costantino, dopo la sua conversione, attraverso un decreto, trasformò nella festa della nascita di Gesù. A Roma al Sol Invictus era stato consacrato un tempio da Aureliano in una data non tramandata precisamente dalle fonti ma attestata alla  fine dicembre del 274, facendo del dio-Sole la principale divinità del suo impero e, come altri prima di lui, fu raffigurato con una corona a raggi. Si presume che a lui risalga la festa solstiziale del Dies Natalis Solis Invicti, “Giorno di nascita del Sole Invitto”. La scelta di questa data poteva rendere più importante la festa, in quanto la inseriva, concludendola, sulla festa romana più antica, i Saturnali.

Saturno, l’origine misteriosa di un dio

Questi festeggiamenti in onore di Saturno sono noti per gli eccessi, per lo scambio dei ruoli sociali, per i doni soprattutto ai bambini, per le abbuffate a tavola, il gioco d’azzardo e una pronunciata licenziosità dei costumi…ma cosa significava esattamente tutto questo? E cosa rappresentava Saturno per i romani? Ma soprattutto, chi era?

Per gli stessi antichi l’origine del dio era difficile da stabilire; Varrone faceva derivare il nome Saturnus da sero/ satum (seminare) e della stesso opinione erano Festo, Lattanzio, Sant’Agostino e Macrobio. Cicerone da satura o saturare ma a livello linguistico bisogna piuttosto accogliere una derivazione dall’etrusco Satre che per effetto della latinizzazione restituisce l’onomastica in –arnus,-urnus, –erna (Volturnus, Mastarna, Saserna). Conferma di ciò si ha da un famoso reperto archeologico noto con il nome di Fegato di Piacenza, dove un dio Satre compare nella 14°regione, tra due regioni ctonie, la 13° dedicata agli dei Mani e la 15°a Veiove, un dio appartenente al mondo infero.

Saturno quindi apparteneva al mondo dei morti e per questo quando gli si rendeva omaggio bisognava farlo in modo adeguato: lui pretendeva vittime in dono!

I romani non si erano sottratti del tutto ai desideri divini ma quando potevano, con il giusto escamotage, cercavano di eludere l’obbligo di uccidere, soprattutto i più piccoli.

Ciò dipendeva dal mito collegato all’arrivo del culto di Saturno in area laziale e dai rituali che ne erano derivati e, secondo Macrobio, solo Ercole, passando per l’Italia, insegnò il modo di aggirare il volere del dio: offrire degli oscilla di terracotta a imitazione della figura umana e dei ceri; da qui si sviluppò la festa dei Saturnalia e l’usanza di offrire in dono statuine e ceri/torce .

Saturno e gli eccessi a lui dedicati

Sappiamo che il ciclo dei festeggiamenti comprendeva almeno sette giorni, dal 17 al 23 dicembre. Vi risultavano quindi compresi, oltre agli stessi Saturnalia del 17, gli Opalia del 19, i Sigillaria del 20, i Divalia in onore di Angerona del 21 e i Larentalia, in onore di Acca Larenzia madre dei Lari,del 23. C’erano poi i Compitalia, una festa mobile ma fortemente legata ai Larentalia che cadeva tra gli ultimi giorni di dicembre ed i primi di gennaio. E’ chiaro che è tutto un ciclo strettamente legato al solstizio d’inverno.

Proprio durante i Compitalia avveniva lo scambio delle Maniae, piccole bambole che si appendevano alle porte delle case per onorare i morti e Macrobio ce ne svela il significato vero: «anticamente si immolavano dei bambini a Mania, madre dei Lari, usanza che fu interrotta da Bruto, primo console, il quale ordinò di sostituire le teste di bambini con teste di papavero». Sappiamo anche che durante i Compitalia si appendevano sulle porte tante statuine quanti erano gli abitanti di una casa: si offriva quindi una bambola per riscattare una vita umana; più tardi essi divennero dei semplici giocattoli, delle frivolezze che ci si scambiava in dono. Il commercio di queste bambole era assai attivo, e pare addirittura che il prolungamento dei Saturnalia con i Sigillaria, della durata di 7 giorni, si spiegasse in una certa misura con la volontà di favorirlo. A Roma ci furono dei negozi specializzati, dei veri e propri mercatini, prima nel Portico di Agrippa, nel Campo Marzio, e quindi nelle terme di Traiano sul Celio. Col tempo ci si donarono non solo bambole, ma un’infinità di oggettini di modico prezzo. Leggi speciali addirittura indicavano il prezzo massimo che era lecito spendere per fare i doni più importanti.

Le divinità a cui si rendeva omaggio nel periodo dei Saturnalia erano tutte poste idealmente e fisicamente (almeno come sede del culto), nei luoghi critici di confine di due mondi, tra la morte e la rinascita del sole e tra il mondo dei morti e quello dei vivi.

La fine dell’anno e il disordine cosmico

Tutti i passaggi implicano una crisi e la fine dell’anno è un periodo di disordine cosmico che deve essere esorcizzato. L’uomo vive nel timore di vedere esaurite le forze che lo circondano, nel timore per esempio che il sole si spenga definitivamente nel solstizio invernale, che il grano non rinasca. La vegetazione ha dei momenti di estinzione apparente che lo turbano. La forza sacra operante nei raccolti va accresciuta, rigenerata. E allora si devono pregare i morti, perché i morti hanno sotto la loro giurisdizione il seme seppellito e anche i raccolti ammassati nei granai, alimento dei vivi per tutto l’inverno. Ma i morti, come i semi, potenzialmente aspettano di rinascere. Per questo si accostano ai vivi specie nei momenti in cui la tensione vitale della collettività raggiunge il massimo.

A questa si aggiunge il vigore della fiamma delle torce e delle candele che va in soccorso al sole nel momento in cui questo è più debole proprio nel periodo del solstizio d’inverno.

L’importanza del gioco d’azzardo

Durante i festeggiamenti una parte importante la svolgeva il gioco d’azzardo, soprattutto quello legato ai dadi ed ha un carattere fortemente ctonio (funerario) e legato al ciclo della natura.
Erodoto racconta la storia di un re egizio che, sceso nel regno dei morti, gioca a dadi con Demetra, la dea del grano. Interessante è un altro racconto dello stesso relativo alla invenzione stessa dei dadi. Sarebbero stati i Lidii a inventare questo gioco allorché, colpiti da una carestia, un giorno mangiavano e il successivo giocavano a dadi per distrarsi e scordare la fame. E probabile che Erodoto abbia qui banalizzato un contenuto simbolico molto più complesso. Il dado è espressione del gioco intrapreso dai mortali con le potenze della profondità. La semenza viene considerata come la posta, e si gioca nella speranza di vincere un buon raccolto. Il contadino che ha finito di seminare non ha più da lavorare. Costretto all’inerzia, al lavoro non può che subentrare l’azzardo, l’alea di una scommessa ingaggiata con la natura.

In definitiva è questa l’essenza dei Saturnalia, da un lato è la celebrazione del lavoro della semina e del riposo che la succede ma dall’altra è necessaria per sistemare il rapporto tra i vivi e i morti perché in quella società e in quei tempi questo rapporto doveva giocarsi come una delicata “crisi sacrale” che doveva assolutamente risolversi a favore dei vivi.

I saturnalia quasi un carnevale

Quindi, in definitiva, i Saturnalia, spesso accostati per vari aspetti al carnevale, altro non sono una grandiosa “festa dei morti”, ma allora perché sono più famosi per lo scambio dei ruoli tra servi e padroni e per i doni ai bambini? Perché queste due categorie non essendo pienamente integrate nella società dei vivi, da un punto di vista dei rapporti sociali, rappresentano “gli altri”, cioè i morti e conviene festeggiarli.

Nella nostra società sono ancora molti i retaggi di questo antichissimo e complesso sistema di festeggiamenti anche se sono mutati i significati e gli intenti ma…quante candele accenderemo a Natale? Quanti doni scambieremo, quanta frutta secca, quindi idealmente morta, mangeremo? Quante volte lanceremo i dadi sperando che il futuro sia migliore? Buon Natale e “Io Saturnalia”, come dicevano i nostri antenati.

Eleonora Mancini 

Convocazione Assemblea

Convocazione dell’Assemblea dell’Associazione Corsa all’Anello

Narni, 05/10/2020

Il Presidente Federico Montesi convoca per domenica 25 ottobre 2020, alle  ore 9,00 in prima convocazione e alle ore 10,00 in seconda convocazione, presso  l’Auditorium Bortolotti, l’Assemblea dell’Associazione Corsa all’Anello invitando i componenti l’Assemblea dell’Associazione Corsa all’Anello: 
Terziere Mezule (20 componenti consiglio direttivo)
Terziere Fraporta (20 componenti consiglio direttivo)
Terziere Santa Maria (20 componenti consiglio direttivo) 
I membri del consiglio direttivo 
I membri del collegio dei Probiviri 

Argomenti all’ordine del giorno: 
Comunicazioni del Presidente;
Approvazione bilancio consuntivo 2019 e preventivo 2020;
Varie ed eventuali. 

N.B.: in caso di restrizioni per emergenza Covid-19 l’Assemblea si svolgerà tramite collegamento  on–line. In presenza è obbligatorio indossare la mascherina.

Intervista al nostro presidente, Federico Montesi ai microfoni di Narninews

Intervista presidente Montesi corsa anello 2020

Mauro Pacelli intervista il Presidente dell’Associazione Corsa all’Anello Federico Montesi ai microfoni di Narninews, durante il periodo del lockdown generale.

“Stiamo lavorando per allestire l’edizione 2020 della Corsa all’Anello” queste le parole del Presidente, che anticipa ipotesi, scenari e possibili soluzioni.

DISPOSIZIONI DPCM COVID-19

Prot.n. 08/20 del 06/03/2020

IL PRESIDENTE E IL CONSIGLIO DIRETTIVO dell’ASSOCIAZIONE

VISTO il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 04/03/2020 recante misure urgenti in materia di
contenimento
e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio
nazionale. (pubblicato in G.U. Serie Generale n.55 del 04-03-2020);
DATO ATTO delle disposizioni contenute nel provvedimento e ritenuto urgente provvedere
all’ottemperanza delle misure in esso contenute specie per quanto attiene le attività connesse al
funzionamento della vita associativa in tutte le sue forme;
RICHIAMATO il vigente Statuto dell’Associazione;

D I S P O N G O N O

  1. Di informare tutti i soggetti facenti parte dell’associazione che le attività ricadenti nelle
    fattispecie previste quali riunioni, incontri, allenamenti, prove o occasioni di qualunque tipo che
    determino assembramento di persone
    e nelle quali non siano garantite le distanze di cui alla
    lettera d) dell’Allegato 1) del D.P.C.M. 04/03/2020 non possono essere svolte fino al giorno
    03/04/2020 salvo diverse indicazioni delle Autorità competenti;
  2. Il differimento di giorni 30 (trenta) dei termini di cui all’Art. 29 dello Statuto dell’Associazione per
    quanto attiene l’approvazione dei bilanci economici (consuntivo 2019 e preventivo 2020 che
    vengono comunque predisposti entro i termini) in quanto la relativa Assemblea Generale, per le
    motivate cause di cui in premessa, non può essere ne convocata ne svolta, (tale differimento è
    ulteriormente prorogabile qualora permangano le disposizioni sanitarie in essere anche oltre il
    termine ad oggi fissato);
  3. Il divieto di utilizzo degli immobili nelle disponibilità dell’Associazione (Sede e Campo dei Giochi)
    per attività di qualsiasi genere che non consentano il rispetto delle distanze di cui alla lettera d)
    dell’Allegato 1) del D.P.C.M. 04/03/2020;

Le presenti disposizioni sono immediatamente efficaci e potranno essere oggetto di modifica,
integrazione o revoca in funzione delle conseguenti ulteriori future disposizioni emanate dalle
Autorità competenti.

L’Associazione quale realtà fondante della vita cittadina intende promuovere ogni sforzo per il superamento di questa emergenza di rilievo nazionale al fine di poter tornare alla normalità quanto prima.

Il Presidente
Federico Montesi

Candidatura a Responsabile coreografia, ambiente, rievocazioni e cortei

Attivazione della procedura per la Nomina del Responsabile coreografia, ambiente, rievocazioni e cortei.

Si attivano le procedure, previste dallo Statuto, per nomina del Responsabile coreografia, ambiente, rievocazioni e cortei.
Ai sensi dell’art. 23 dello Statuto dell’Associazione, la nomina deve essere effettuata dallo stesso Presidente. Le candidature per la carica di componente del Consiglio Direttivo dell’Associazione Corsa all’Anello di Narni, nella posizione di Responsabile coreografia ambiente, rievocazioni e cortei andranno depositate presso l’ufficio protocollo del Comune di Narni o trasmesse a mezzo PEC all’indirizzo comune.narni@postacert.umbria.it, entro e non oltre il 06/02/2020.

Modulo di candidatura

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