27 marzo 1309: La bolla In Omnem

A seguito della cosiddetta Guerra di Ferrara e la conquista della città da parte della Repubblica di Venezia, papa Clemente V promulgò nell’inverno del 1309 la bolla di scomunicaIn Omnemcon cui, non solo scomunicava tutti i Veneziani, ma li dichiarava schiavi di chiunque li catturasse!

27 marzo 1309 QUANDO I VENEZIANI FURONO SCOMUNICATI CON LA BOLLA IN OMNEN


Le battaglie tra le Repubbliche Marinare videro i più grandi scontri sia in Italia che nel Medio-Oriente, uno dei capitoli più particolari che resero discordi la Serenissima e lo Stato Pontificio fu il controllo di Ferrara, ricca cittadina dell’entroterra emiliano e, ai tempi, in mano della casata estense.

Agli inizi del XIV sec. il Marchese Azzo VIII d’Este, estromesso da Modena e Regio, rischiava di perdere lo stesso possesso di Ferrara, per questo chiese l’aiuto di Venezia che, una volta spazzate le truppe bolognesi, mantovane e veronesi, volle insediare un vicedominus per tutelare gli interessi dei propri sudditi in territorio estense.

Olio su tela del Marchese Azzo VIII d'Este
Marchese Azzo VIII d’Este

LA MORTE DI AZZO VIII E IL PASSAGGIO ALLO STATO PONTIFICIO

Alla morte del Marchese d’Este il 31 gennaio del 1308,  i nodi vennero al pettine: mentre il doge Pietro Gradenigo inviava ambasciate per portare sostegno a Folco erede diretto ma minacciato dai suoi cugini esclusi dalla successione, il conte Francesco d’Este offriva il feudo di Ferrara al papa in cambio di un soccorso militare e il riconoscimento della sua signoria sulla città.

E mentre Folco, inviso alla popolazione, scappò a Venezia: le truppe pontificie giunsero in città e il 3 settembre del 1308 iniziò il conflitto.

Ritratto del Doge Pietro Gradenigo
Il Doge Pietro Gradenigo

LA GUERRA DI FERRARA

Il primo passo fu quello della richiesta, da parte di papa Clemente V,  della restituzione di Castel Tedaldoin mano ai veneziani: a inizio ottobre iniziarono le battaglie: da un parte il doge e il partito aristocratico che lo sosteneva, dall’altra il partito popolare e il papato.

Sul finir della battaglia, il 27 marzo del 1309 il papa, da Avignone,  emise la famosa bolla In Omnen, che estendeva la scomunica – in un primo momento data al doge – all’intera città di Venezia e a tutti i veneziani: questo voleva dire minare alle basi la forza stessa di Venezia, ovvero i commerci che avvenivano i tutt’Italia.

L’arrivo a Ferrara della peste fiaccò le forze veneziane tanto che il 28 agosto del 1309 i ferraresi riuscirono a vincere le forze veneziane e riprendersi il controllo sul Po e il Castello di Tedaldo.

La sconfitta aprì una profonda ferita in seno a Venezia che sfociò con la fallita congiura del Tiepolo, mentre Ferrara continuò a vivere anni convulsi: nel 1310 fu ghibellina salvo tornare nel 1317 in mano di nuovo agli estensi con Obizzo III d’Este.

Olio su tela, ritratto di papa Clemente V
Papa Clemente V

NARNI TRA LA FINE DEL XIII sec. e l’inizio del XIV

Numerosi sono le chiese, i palazzi e i monumenti della città, quelli  più importanti vennero costruiti proprio in quest’epoca: la Cattedrale romanica, con opere del Rossellino e altri artisti, la Chiesa di San Francesco, il Palazzo dei Priori – edificato nel 1275 probabilmente dal Gattapone e posto proprio sulla Platea Major.

La stessa piazza che ospita il Palazzo Comunale, costruito nel 1273 dall’unione di tre torri, un fondo alla piazza la fontana del 1303.

Olio su tela del 1800 che rappresenta Piazza Garibaldi e la Fontana del 1300
La Platea Major, oggi Piazza Garibaldi e la Fontana