Le Chiese di Narni

La Chiesa di San Francesco

Nel punto più alto del centro storico di Narni si erge la Chiesa di San Francesco.

👉🏻 Tradizione vuole che fu costruita a partire dal 1226, dopo la morte del Santo, nel luogo in cui Francesco dimorò nel 1213 chiamato dal vescovo Ugolino e dove compì i miracoli della guarigione di un paralitico, la restituzione della vista ad una non vedente, la liberazione di una indemoniata.

Varcata la porta della chiesa di Narni, ci si trova in un ambiente che proietta nelle forme del medioevo e la particolarità dei pilastri affrescati che sostengono le arcate a tutto sesto che dividono gli ambienti in tre navate sono una particolarità unica e suggestiva.


Tra le cappelle:
la cappella quattrocentesca, quella della Famiglia Eroli è decorata con affreschi di Pier Antonio Mezzastris che riproducono la vita di San Francesco e di San Bernardino da Siena; quella cinquecentesca di San Giuseppe, fu affrescata da Alessandro Torresani con scende dal Nuovo Testamento.


Santa Maria Impensole

Percorrendo via Mazzini, all’interno del nucleo urbano di Narni, si giunge alla Chiesa romanica di Santa Maria Impensole.

👉🏻  Costruita nel 1175 come luogo di culto benedettino, come riportato un’incisione sull’architrave sopra la porta centrale, deve il suo nome dal terreno ove sorge: “su di un pendio”.

Riedificata sopra i resti di una struttura molto più antica identificata tradizionalmente come Tempio di Bacco di cui mantiene la struttura portante: di certo è fondata sulle strutture che compongono un complesso impianto idrico romano.

La facciata è preceduta da uno splendido portico su colonne costituite dall’assemblaggio di vecchi rocchi che inquadrano in maniera monumentale l’ingresso.

Varcata la soglia si possono ammirare le tre navate: le due laterali più basse separate dalla centrale con e capitelli raffiguranti figure allegoriche e copertura a capriate in legno.
In fondo alla navata l’abside e l’altare in pietra su cui si trova la statua di Maria Assunta del XVII sec.

Il portale è ornato con fregi con piante e animali: un leone, un’aquila, un agnello e un pavone.
Sopra l’arco vi è una scultura che riporta la figura del Cristo redentore.
Il campanile è costruito con struttura a vela, e posto sulla parte posteriore dell’edificio.


L’Abbazia di San Cassiano

Umbria: terra di Santi, terra di Eremi e Abbazie come quella di San Cassiano, arroccata sulle pendici del Monte Santa Croce domina le Gole del Nera.

👉🏻  I documenti la citano come attiva nell’anno 1081, ma la sua fondazione si suppone anteriore. Un sarcofago di epoca romana, fatto dono come da iscrizione al Beato Orso, primo abate dell’abbazia, da parte di Crescenzio di Teodorada, ci riporta indietro almeno di un secolo.

Si hanno poche notizie certe, se non quella dell’anno 1334 relativa alla modifica dell’impianto dell’edificio dalla forma a croce greca a quello del modello basilicale a tre navate. In un periodo compreso fra gli anni 1538 e 1546 fu abate Gian Rinaldo Montoro; dopo questa indicazione, mancano notizie certe e probabilmente fu intorno a quella data, a partire dal tardo XVI secolo, che iniziò la decadenza dell’abbazia con il progressivo abbandono dei monaci. Seguì un periodo di abbandono e progressivo impoverimento dell’edificio, con le consuete asportazioni di tutto il materiale ritenuto di utilità, fino ai lavori di recupero effettuati a spese dello stato negli anni ’70.

Oggi l’abbazia è una perla tra il verde, un piacere per gli occhi, un luogo di silenzio, riflessione e preghiera per chi entra tra le sue mura o all’interno della basilica.


Santa Margherita

Ristrutturata da Angelo Cesi nel XVII secolo insieme all’omonimo monastero benedettino, la Chiesa di Santa Margherita sorge nella parte alta della città di Narni, sopra Porta Ternana.

👉🏻 Caratteristica è la facciata bipartita, ma è l’aula unica in cui è realizzata la chiesa a custodire opere di assoluto valore artistico con stucchi e pitture che coprono l’intera superficie delle murature.

Interessanti sono le tele databili XVII-XVIII sec. della Madonna col Bambino tra Santa Margherita e papa Eugenio III e le due più piccole che rappresentano Santa Caterina d’Alessandria e Santa Caterina da Siena.

Ma l’opera più di riguardo è il ciclo pittorico dedicato proprio a Santa Margherita d’Antiochia che alcuni autorevoli critici attribuiscono ad Antonio Circignani, detto il Pomarancio, importante pittore a cavallo tra il Rinascimento e il Barocco a cui sono attribuite anche le opere quali la tela nella chiesa di Sant’Agostino e quella dell’altare maggiore della Chiesa di San Nicola a Itieli.