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La leggenda di Melusina

Miti e leggende del Medioevo: Melusina

Elinas, re di Albania (Scozia, nell’antico gaelico), durante una battuta di caccia, si innamora della bellissima Presine.
I due si sposano ma alla condizione che l’uomo non assista al parto degli eventuali figli. Alla rottura del patto, Presine fugge in Avalon con le tre figlie: Melusina, Melior e Palestina, le quali, scoperto il tradimento paterno dopo anni, decidono di punirlo. Presine però ama ancora Elinas, quindi rinchiude Melior e Palestina e condanna Melusina a trasformarsi in serpente alato ogni sabato.
Melusina incontra Raimondino, figlio del conte di Forez e nipote del conte di Poitiers.

Nella storia ciclica che si ripete, i due si sposano scambiandosi una duplice promessa: lei porterà in dote ricchezza e una lunga e potente dinastia, lui non dovrà mai vederla di sabato. Entrambi onorano la parola, e solo dopo anni, spinto dalle maldicenze, Raimondino spia la donna scoprendo il suo segreto…  “Ah, très fausse serpente!“, le dice, e lei vola via disperata. Melusina tornerà segretamente a Lusignano solo di notte, per accudire i suoi figli più piccoli.

La tradizione orale

I miti e le leggende nascono entrambi dalla tradizione orale, acquistando forza e contemporaneamente perdendo configurazioni storiche e geografiche nel tempo, prima di assumere una forma scritta.

Il mito trae la sua ragion d’essere nelle figure divine che vi compiono azioni sovrannaturali, mantenendo pur sempre elementi di verità e religiosità, astraendosi dal contesto temporale.

La leggenda, invece, pur assumendo contorni sacrali e misteriosi rimane più legata al contesto spazio-temporale, nonché umano; parte da un fatto reale, poi passa di bocca in bocca, di paese in paese, assumendo via via connotazioni sempre più fantastiche, ma nelle quali ciascuno si può riconoscere.

Melusina è mito e leggenda insieme, “invenzione” squisitamente medievale.

Come mito, affonda le sue radici all’origine del tempo, associata al pesce, all’acqua fecondatrice inizio di vita ed al serpente, simbolo di fertilità, astuzia e conoscenza.

Da Babilonia alla Bibbia, dai rituali dionisiaci alle tribù indiane, il serpente, nelle società patriarcali, ha sempre accompagnato la donna sul sentiero del male, donandole la conoscenza.

Come leggenda, prende vita nell’alto medioevo, quando al mito si cominciano ad associare personaggi e luoghi, in Francia prima e specificamente poi, nel Poitou, legata ad una donna che è essa stessa leggenda, Aliénor d’Aquitaine.

La tradizione orale sulle fate, diviene in Francia prima che altrove, letteratura, raccogliendo caratteri sia dal miracoloso cristiano, che dal sovrannaturale magico demoniaco, dipingendo creature ora buone ora demoniache a seconda del messaggio che l’autore vuole comunicare.
Walter Map nel De nugis curialium e Gervasio di Tilbury, negli Otia Imperialia, dotti chierici alla corte aglo-normana del XII secolo, ne restituiscono l’accezione demoniaca, negativa, che con il crescere del cristianesimo accompagnerà queste figure fino all’associazione sistematica alla parola “strix”, strega.

Da Riccardo Cuor di Leone a Aliènor

Henri II d’Inghilterra, (secondo marito di Aliénor d’Aquitaine, che in lei ha sempre visto un altro capo di stato di altre vedute, quindi una nemica), come riferito dal chierico gallese Giraud de Berri, amava raccontare la leggenda della contessa d’Anjou, ulteriore versione della storia, sostenendo che i suoi stessi antenati venivano quindi dal demonio.
Non solo, nel romanzo in versi su Riccardo Cuor di Leone, in Inghilterra, si arriva ad identificare Aliènor con la contessa, demonizzandola.

Nel Poitou, invece, terra colta, patria di Aliénor, di cui ella è stata mecenate e grande duchessa, (non ha mai ceduto i suoi diritti sull’Aquitaine a nessuno), l’accezione è benevola e legata alla parola “fata”… Aliénor, la donna due volte regina, finisce per incarnare la leggenda, per la similitudine fra i racconti sulla fata e la sua stessa vita… entrambe bellissime, ammalianti, portano allo sposo una immensa dote, il potere e una progenie numerosa, ma entrambe finiscono per rivelarsi agli occhi dello sposo diverse da quello che sembravano.
I Lusignano, vassalli dei duchi di Aquitania, legano il proprio nome a questa leggenda, nella tradizione orale.

Jean d’Arras nel 1392 fa ancor di più, narra per Jean de Berry, discendente degli estinti Lusignano, la nascita della sua dinastia nel Roman de Melusine.

La fata ora ha un nome, e la leggenda di Melusina ormai consegnata alla storia.

Correrà veloce, di bocca in bocca, di paese in paese, arrivando anche a Narni, dove la suggestione è tale da chiamare col suo nome una località.

Le origini del toponimo “Caste Melusine”

Il toponimo “Caste Melusine” compare in un documento datato 19 febbraio 1532, redatto presso la residenza magnificorum dominorum priorum, attestante che, tali Hieronimus Philippi, Lucas alias Lucaresse Antonii del castello di Sant’Urbano, chiesero ai priori della città di Narni Gabrielus quondam Loduvici Fieschi, Marinangelus quondam Bernardini e Cardulus de Cardulis, la lettera patente scritta in carta bambacina con la quale i vecchi priori avevano concesso una bandita al castello di Sant’Urbano. La lettera si trovava presso i suddetti priori in carica nel 1532 e nell’ordinare al cancelliere comunale di produrne una copia dell’originale redatta nel 1520 apportarono delle aggiunte.

Il testo della lettera patente copiata e consegnata agli uomini di Sant’Urbano è riportata di seguito.

1520, Narni

I priori della città di Narni Iacubus Piermartini, Iohannes Baptista Francisci Iuliani, Virgilius Mascus, Felix Olivieri e il sindaco Robertus Pacis, concedono agli uomini di Sant’Urbano che ne avevano fatto richiesta, il permesso di fare una bandita nelle loro pertinenze per la conservazione degli animali dentro i seguenti confini: usque ad confinia et confines castri Vasciani comitatus eiusdem et Morrones seu monte a capite et via a pedem et castellum usque at collem Agliole e i aggiunta se intenda dicta bandita ultra dicti confini fino alli cataoni et le cose de Lario et fino alla valle Pergula et fino allo Morrone Pezuto et fino alla via che va a San Pancratio et fino allo piano delle Caste Melusine, rispettando i vecchi capitoli cioè : i buoi possono entrare nella bandita il giorno di San Francesco del mese di ottobre; le altre bestie vaccine e cavalline possono entrarvi il giorno di tutti i Santi, e in aggiunta, che un mese dopo la detta festa possano entrarvi le bestie pecorine e si paghino 6 quattrini per la capra e 5 per la percora; per il pascolo nella bandita si paghino 2 baiocchi per i buoi aratori, 4 per le vacche e 7 per le bestie cavalline; se le bestie verranno trovate a pascolare in tempo diverso da quello stabilito si paghino 8 baiocchi di giorno e il doppio di notte; i soldi ricavati dalle pene dovranno essere utilizzati per le riparazioni delle mura di Sant’Urbano; nessuno può tagliare la legna nella bandita e per e per tutte le denunce delle trasgressioni si deve dare piena fede al guardiano deputato.

Actum Narnie in Palatio solite residentie magnificorum dominorum priorum, de voluntate sopradictorum dominorum priorum.

Ego Michelangelus Ascani de Arronibus de Narnia publicus et imperiali auctoritate notarius et nunc cancellarius reformationum dicte magnifice communitatis Narnie, dictas supra patentas litteras quasi in toto laceratas cum suis predictis capitulis et additionibus premissis, iussu dictorum magnificorum dominorum priorum esidentiam ac etiam numeri cernite civium commune et consensu dicto die XIX mensis februarii et millesimo quingentesimo et trigesimo secundo currente et hic transcripti, copiavi et fideliter de originalibus ipsis exemplavi.

Testimoni: Antonius e Petrus Antonius di Collescipoli.

Non è facile sintetizzare secoli e secoli di tradizioni orali, di consuetudini trasformate in leggende, di antropologismi che han creato i miti, di paesi che han creato leggende, di uomini che han creato storia, di donne divenute leggenda… Tutti sono stati e sono tutt’ora oggetto di studio. Innumerevoli libri son stati scritti. Innumerevoli storie da raccontare…

Patrizia Nannini

Gli statuti medievali narnesi

I Racconti delle Pergamene dedica il primo contributo al documento più noto della Narnia medievale: gli Statuta Illustrissimae Civitatis Narniae del 1371, gli statuti medievali di Narni.

GLI STATUTI NEI COMUNI DEL MEDIOEVO

Gli statuti furono tra le principali fonti del diritto dei Comuni sin dal Duecento. Andarono a razionalizzare, in una forma scritta, una serie di norme, consuetudini, azioni amministrative e giudiziarie, che regolavano la vita dei cittadini e dei forestieri. Fu proprio grazie a questo strumento che i comuni si rafforzarono come istituzione,  rivendicando autonomia e autorevolezza politica.

É interessante notare come in questo processo, il ceto dei giuristi, che in precedenza si era dimostrato diffidente verso un sistema normativo non esclusivamente legato alla tradizione del diritto, dal Duecento in avanti, si renda protagonista del rafforzamento di potere del Comune stesso, contribuendo ad armonizzare la nuova e più libera produzione statutaria, con i principi giuridici già esistenti.   

GLI STATUTI MEDIEVALI NARNESI

Il testo in latino degli statuti medievali narnesi, è stato  analizzato da valenti studiosi e docenti universitari per fornire i contenuti ai rievocatori narnesi. E successivamente, partecipando in qualità di giurati, nel valutare le ricostruzioni di ambienti, di rievocazioni e cortei storici dei tre Terzieri.

IL CONTESTO STORICO

Il 1371, data di redazione degli statuti, coincide con la costruzione della Rocca dell’Albornoz nell’ambito di quell’azione politica di affermazione del papato. L’obiettivo era quello di frenare la spinta autonomista comunale del secolo precedente, determinando di fatto una condizione di ritrovata stabilità.

LA SUDDIVISIONE IN TRE LIBRI

Gli statuti narnesi sono divisi in tre libri:

  • Il primo tratta diversi argomenti quali l’amministrazione pubblica, le competenze delle magistrature cittadine, le festività, le attività commerciali ed artigianali, la manutenzione delle vie e l’edilizia, il comportamento dei forestieri, le questioni economiche e le gabelle, i rapporti con i castelli;
  • il secondo tratta di giustizia civile;
  • il terzo di quella penale.

COSA CI DICONO GLI STATUTI DI NARNI

Per quanto riguarda la traduzione in italiano di seguito riportata, ci si basa principalmente sul lavoro del compianto concittadino Raffaello Bartolucci, che ci piace omaggiare anche in quest’occasione e sulla consulenza storica di Bruno Marone.

Libro I Cap.V De anulo argenteo currendo in festo beati Iuvenalis de mense maij

Stabiliamo che ad onore e reverenza del gloriosissimo Giovenale martire, patrono, governatore e difensore del popolo e del Comune della città, nel giorno della sua festività, che si celebra il terzo giorno del mese di maggio, si debba correre l’anello d’argento. Che sia del valore e stima di cento soldi cortonesi, e il palio, di cui è fatta menzione nel capitolo precedente, sia del valore di tre libbre d’oro, in questo modo:

il Vicario della città faccia annunciare pubblicamente per la città tre giorni prima della festa, una volta al giorno, che chiunque possieda un cavallo si debba preparare, come e dove riterrà opportuno, per correre l’anello e il palio in quel giorno, e che quelli che vogliono correre si debbano presentare nella piazza maggiore della città, e che a coloro che stanno lì si debba mandare a dire, che tutti quelli che vogliono correre all’anello, debbano stare dall’angolo della chiesa di San Salvato, all’interno verso la fontana, e, dopo che l’anello sia stato posto nel solito luogo, debbano correre uno dopo l’altro con l’asta o bordone, uno per volta, secondo la volontà del Vicario o dell’ufficiale presente, e al cavaliere, che correndo avrà lanciato la sua asta nell’anello, secondo il giudizio dello stesso Miles, si debba dare e assegnare l’anello in segno di vittoria e onore.

Tuttavia  ronzini da soma o giumente non possano correre ne conquistare l’anello.

Aggiunto questo che per primo a correre sia uno delle potestà delle brigate di Mezule, secondo a correre sia uno delle potestà di Fraporta, il terzo sia uno delle potestà del terziere di Santa Maria.

Alcune importanti considerazioni

In questo brano, tradotto dal capitolo originale degli statuti medievali narnesi, troviamo varie informazioni, alcune note, altre meno:

  • Il 3 maggio è la ricorrenza del patrono Giovenale ed intorno a quella data si svolgevano i festeggiamenti a lui dedicati. A Narni negli anni del basso medioevo, si utilizzava il denaro cortonese, che si ritrova nominato in numerevoli capitoli degli statuti stessi.
  • Due figure con alti compiti istituzionali citate nel testo sono il vicario ed il miles. Il primo era una sorta di governatore pro tempore della città, di nomina pontificia. Il secondo un uomo d’arme, ufficiale del vicario stesso, incaricato dell’ordine pubblico.
  • Sappiamo inoltre che tali competizioni, nelle quali, come accade oggi, occorreva molta destrezza, erano anche occasione per alcuni giovani cavalieri, di mantenere una solida preparazione militare, sempre utile alle milizie comunali.
  • Chi poteva disputare la gara, doveva quindi recarsi nella piazza maggiore della città e i binomi cavallo e cavaliere, partivano al galoppo dalla chiesa di San Salvato, oggi non più esistente,  nei pressi della fontana di piazza dei Priori. Viene specificato che giumente e cavalli da soma non potevano essere utilizzati, a ribadire il buon livello richiesto alla competizione.
  • Altra nota è che l’acquisto dell’anello d’argento che andava in premio al vincitore, era a carico della comunità ebraica narnese. È testimoniata in città la presenza di alcune famiglie di religione ebraica, che risiedevano nella zona tra Santa Maria Impensole e San Domenico e svolgevano attività di commercianti ed artigiani, vantando anche medici ed intellettuali. Gli ebrei erano obbligati a finanziare l’iniziativa. Si ritiene che fosse anche un modo per essere partecipi di un importante evento cittadino e vedersi più benevolmente consentita la legittimità delle loro attività economiche.

Marco Matticari

I racconti delle pergamene: rubrica di approfondimento sulla storia di Narni

Si chiama I racconti delle pergamene, approfondimenti tematici e divulgativi sulla storia di Narni e non solo. Una rubrica che da venerdì 10 aprile ci terrà compagnia sul sito e sui social della Corsa all’Anello, ogni due settimane.

Un modo per riscoprire il patrimonio storico culturale del nostro territorio.

“La Corsa all’Anello rappresenta uno dei patrimoni storico culturali più importanti di Narni e del nostro territorio. La sua forza è quella di far da collante del tessuto sociale attraverso lo stimolo di passioni, creatività e una rigorosa ricerca storica.

È proprio la curiosità, l’esigenza di indagare, di scoprire la storia che ci circonda ad aver stimolato la nascita de I racconti delle pergamene. Un appuntamento con approfondimenti sulla storia di Narni, sui personaggi, e gli eventi in onore di San Giovenale. E più in generale, sugli usi e costumi del Basso Medioevo.”

A spiegare il progetto è il Responsabile della Comunicazione dell’Associazione Corsa all’Anello Emiliano Luciani:

“Grazie alla preziosa collaborazione della Commissione Cultura, saremo in grado non solo di esaltare l’impegno di tanti studiosi locali e non disperdere la loro ricerca, ma anche di consentirne la divulgazione alla cittadinanza e a tutti coloro che a vario titolo ne saranno interessati.

Mi sembra doveroso avviare questo percorso con un articolo alla ricerca delle nostre origini a cura di Marco Matticari che colgo l’occasione di ringraziare (insieme a tutta la commissione )”


Gli appuntamenti:

Ogni due settimane un tema che approfondisce la storia della nostra città, e non solo:

  1. Gli Statuti Medievali Narnesi – a cura di Marco Matticari

Rivincita, domani si alza il sipario

12 settembre 2019 – Si alzerà domani, venerdì 13 settembre, il sipario su La Rivincita della Corsa all’Anello. Le manifestazioni prenderanno il via alle 18 con il passaggio del banditore in centro storico, seguito dall’apertura delle tipiche osterie e terminerà domenica 22 settembre con l’attesa gara equestre al Campo de li Giochi (alle 16:00) preceduta dal corteo storico che partirà dal centro storico alle 14:00.

Molti gli eventi in programma tra manifestazioni della tradizione, concerti, spettacoli, mostre, conferenze e banchetti.

EVENTI DELLA TRADIZIONE – Sabato 14 settembre alle 21.30 si terrà la benedizione dei cavalieri che parteciperanno alla gara equestre del 22 settembre. A differenza della Sfida, dove ogni terziere in giorni differenti benedice i propri cavalieri nella chiesa rionale, stavolta la benedizione sarà congiunta ed avverrà nella Cattedrale con una suggestiva cerimonia officiata dal parroco Don Sergio Rossini.  In occasione dell’evento religioso verranno fatte anche delle letture da Donna de Paradiso, sulle note dello Stabat Mater, di Jacopone da Todi.

La sera antecedente alla gara equestre, il 21 settembre, ci sarà invece una suggestiva offerta dei ceri in Cattedrale che avverrà in onore della Vergine Maria, alla quale La Rivincita è dedicata. Tutte le magistrature comunali e quelle di nomina pontificia, gli anteposti delle arti e tutto il popolo narnese si recavano in processione ad offrire ceri e palii alla Madonna, nella vigilia della sua festività. E la rievocazione sarà la rappresentazione di questo suggestivo momento. L’immagine della Vergine Maria, sfavillante nei ceri accesi in suo onore, percorrerà alla fine della cerimonia le vie della città per ricevere in piazza dei Priori l’omaggio, stavolta laico.

BANCHETTO MEDIEVALE – Mercoledì 18 settembre La Notte delle Tabernae presenterà “A tavola con i priori”, banchetto medievale che si terrà nella magnifica cornice trecentesca della Loggia dei Priori. Il banchetto sarà accompagnato da una spiegazione della cucina medievale, musica, danza ed animazione, per trascorrere un’intera serata vivendo il Medioevo in tutte le sue sfaccettature. Il menù prevede frutta fresca di stagione, zuppa di cicerchie e porcini, agnello in salsa dorata, carote al miele ed uvetta, mangiare degli angeli e vino alla lavanda. I posti sono limitati (massimo 50 persone).
La prenotazione è obbligatoria (340.1580325).

MOSTRE, CONCERTI E CONFERENZE – Saranno molti gli eventi culturali in programma per La Rivincita, iniziando dal grande concerto di apertura “Cuncti Simus Concanentes”, danze cortesi e devozionali al tempo della Corsa all’Anello, che avrà luogo domani sera, 13 settembre, alle 21.30 nella chiesa di San Francesco. Si esibiranno i Narnia Cantores diretti dal Maestro Simone Sorini. Passiamo alle mostre, che rimarranno aperte per tutta la durata della festa. Nei sotterranei di Palazzo dei Priori ci sarà “Ostium Augusti #1” – Riccardo Murelli, mostra a cura di Franco Profili, con il contributo critico di Paolo Cicchini. Sempre a Palazzo dei Priori, nella Sala Digipass, i visitatori troveranno “L’andar per vie con gli occhi degli artisti…” – Vedute d’Artista, collettiva di pittori locali avente per tema scorci, monumenti e paesaggi di Narni e del territorio. Nella Sala della Vergine di Palazzo dei Priori verrà allestita “Ordine Imperfetto Reloaded”, mostra personale dell’artista Caterina Ciuffetelli che ha anche realizzato il palio che verrà consegnato al terziere vincitore de La Rivincita. Nelle sale del Comune in via Garibaldi ci sarà “Come una volta”, mostra mercato: l’artigianato vive e si rinnova. Domenica 15 settembre alle 16 alla Sala del Camino di Palazzo Eroli sarà la volta della conferenza “L’andar per vie, a Narni”, tavola rotonda sulle vie più transitate a Narni nel Medioevo. Interverranno Claudio Magnosi, Fabio Ronci e Renato Stopani. A seguire verrà presentato il libro di Stopani “Vie romee. Dall’altomedievale via Francigena alla pluralità di percorsi romipeti del basso Medioevo”.

EVENTI A PALAZZO –  Durante la festa ci saranno anche una serie di appuntamenti denominati “Eventi a Palazzo” che si terranno a Palazzo dei Priori, un nuovo modo di far vivere la storica struttura di piazza dei Priori fra degustazioni, arte e cultura, all’insegna delle eccellenze territoriali. Si inizierà domani sera, 13 settembre, alle 18.30 con l’inaugurazione, seguita alle 19 da “Musica in calice. Il sapore dell’eccellenza di prodotti unici”, aperitivo e degustazione con calice di vino accompagnati da musica. Sabato 14 alle 17 ed alle 18 ci saranno attività per bambini, mentre domenica 15 alle 18.30 si terrà la presentazione del libro “Eran solo canzonette” di Fabio Rosati. Sabato 21 settembre  alle 17,30 ed alle 18 torneranno due eventi per bambini, mentre domenica 22 settembre alle 12,30 ci sarà un “Incontro conviviale con la città di Visso”, degustazione di prodotti umbri e marchigiani al Giardino dei Semplici.

TREKKING URBANO –  In programma, infine, anche il trekking urbano storico sulle vie di Narni Sconosciuta, tre percorsi interessanti e misteriosi che si terranno domenica 15 settembre e sabato 21 settembre alle 9.30 ed alle 11.30 (a cura di Associazione Narni 360 e Commissione Cultura Corsa all’Anello).

OSPITI SPECIALI –  Saranno quattro gli ospiti di punta che parteciperanno alla Rivincita: l’attore Edoardo Siravo, il cuoco Giorgio Barchiesi, meglio conosciuto come Giorgione, la ballerina Samanta Togni ed il percussionista Tullio De Piscopo.

Sabato 14 settembre alle 18,30 alla Loggia dei Priori, Edoardo Siravo parteciperà all’evento “Va l’aspro odor dei vini l’animo a rallegrar” (con Gabriella Casali e Germano Rubbi), degustazione in rima in collaborazione con l’Associazione Produttori Ciliegiolo.

Domenica 15 settembre il celebre cuoco Giorgione alle 20 al Giardino dei Semplici di Palazzo dei Priori parteciperà al “certamen gastronomico” con il Mastro Martino da Como. Lo chef moderno reinterpreterà le ricette del cuoco medievale in chiave contemporanea. Se ne illustrerà la preparazione, sia a parole che con qualche spunto pratico, in una sorta di avvincente cooking show. Il pubblico sarà chiamato a votare, degustando le varie pietanze, incoronando il vincitore (prenotazione obbligatoria 340.1580325).

Giovedì 19 settembre arriverà la celebre ballerina del seguito programma di Raiuno “Ballando con le Stelle” Samanta Togni. La danzatrice presenzierà l’evento che si terrà alle 21 in piazza dei Priori “Choreutike”, spettacolo congiunto dei gruppi danza dei terzieri della Corsa all’Anello. La Togni si esibirà con le ballerine interpretando la Madonna, alla quale la Rivincita è dedicata.

Venerdì 20 settembre l’ospite speciale sarà il percussionista e cantautore Tullio De Piscopo che alle 21.30 parteciperà allo stadio San Girolamo all’evento “Cor unum, unum sonum”, grande spettacolo coreografico a cura dei gruppi musici della Corsa all’Anello, degli sbandieratori Città di Narni e della Compagnia Milites Gattamelata del terziere Mezule. De Piscopo che parteciperà allo spettacolo, suonando con i musici, al termine si esibirà in un’attesa jam session.

Si lavora al programma della Rivincita

L’Associazione Corsa all’Anello sta lavorando al programma della Rivincita che si terrà dal 13 al 22 settembre. Tanti gli eventi che si snoderanno nei dieci giorni di festa che culminerà con la gara equestre al Campo de li Giochi, preceduta dal grande corteo storico, dove i terzieri di Mezule e Santa Maria proveranno appunto a prendersi la rivincita sul terziere di Fraporta che ha vinto la Sfida del 12 maggio.

Molte saranno le novità. In attesa della presentazione del programma, ecco qualche anticipazione. La Rivincita che avrà comunque come tema lo stesso della Sfida, ossia “L’andar per vie”, sarà dedicata alla Madonna Assunta, la cui ricorrenza a Narni era, secondo ciò che si legge negli statuti, la più sentita dopo la festa del patrono San Giovenale.

Proprio per questo motivo la sera antecedente alla gara equestre, il 21 settembre, ci sarà una suggestiva offerta dei ceri in Cattedrale che avverrà proprio in onore della Madonna. Oltre al corteo formato dalle autorità comunali e pontificie, dalle corporazioni e dai castelli, ci sarà una processione, sempre ovviamente in rigoroso abito medievale, dei nobili e del popolo che seguiranno la sentita cerimonia religiosa.

Sempre alla Madonna Assunta, sarà dedicato un palio che verrà consegnato al terziere vincitore della Rivincita che verrà realizzato da un artista ancora top secret che come era successo per il Bravio per il miglior terziere della Sfida, presenterà anche una mostra personale a Palazzo dei Priori.

Un’altra novità riguarda la benedizione dei cavalieri. A differenza della Sfida, dove ogni terziere in giorni differenti benediva i propri cavalieri nella chiesa rionale, stavolta la benedizione sarà congiunta ed avverrà nella Cattedrale con una suggestiva cerimonia officiata dal parroco Don Sergio Rossini. In occasione dell’evento religioso verrà messa in scena anche la sacra rappresentazione di “Donna de Paradiso” di Jacopone da Todi.

Come di consueto si inizierà il 13 settembre con il passaggio del banditore, che sarà unico, ed apriranno forni ed osterie. Gli altri eventi si snoderanno nei giorni seguenti, con tante sorprese.

La Rivincita conterà anche mostre, concerti, spettacoli, esibizioni dei gruppi dei terzieri con tante novità tutte da scoprire. Ci saranno anche attesi ospiti e nell’ambito gastronomico ci sarà un appuntamento che senza dubbio attirerà molti partecipanti e che verrà comunicato a breve.

L’immagine ufficiale scelta per la Rivincita, che raffigura la dama del terziere Fraporta Annalisa Mariotti è del talentuoso fotografo romano Alessandro Montanari con cui è in cantiere un ampio ed interessante progetto.

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Manuela Vitulli: Dama per un giorno

MANUELA VITULLI:
Negli ultimi anni col mio lavoro mi è capitato un po’ di tutto, ma mai – e ribadisco MAI – avrei immaginato di fare un salto nel passato per trasformarmi in una dama medievale. Ma si sa, la vita riesce sempre a sorprenderci.E così quest’anno l’ente Corsa all’Anello di Narni mi ha scelto come madrina della 51° edizione dell’evento, trasformando me – una digital content creator – in una dama del 1371.O meglio, una dama 3.0.

Dal digital al Medioevo in men che non si dica. 

La Corsa All’Anello
La festa è una ricostruzione degli eventi che si svolgevano in onore di San Giovenale nell’anno 1371 ed è caratterizzata da due settimane di manifestazioni.Due settimane di festeggiamenti che culminano la seconda domenica di maggio.
Immaginate di venire improvvisamente risucchiati da una macchina del tempo e di ritrovarvi così nel 1371. Immaginate costumi d’epoca dai tessuti meravigliosi. Immaginate dame dallo sguardo intenso e l’espressione fiera. Fiera di rappresentare il proprio terziere. Immaginate dei cavalieri abili di ogni età incitati dall’intera popolazione narnese. Immaginate, infine, le osterie dove il perenne caos è sinonimo di festa, di giubilo. Ecco, questa è la Corsa all’Anello. Così coinvolgente che anche per un forestiero è inevitabile lasciarsi trasportare.
E io mi sono lasciata trasportare eccome.Passando dal vecchio forno del terziere Mezule, chiacchierando con i ragazzi di un’osteria del terziere Santa Maria, guardando sfilare dame e cavalieri a Fraporta (e cantando con gli altri spettatori). E sapete qual è la cosa più clamorosa? Non mi sono sentita estranea ai festeggiamenti, nemmeno per un attimo. Tutti i narnesi mi hanno subito accolto, mi hanno spiegato ogni particolare della festa, mi hanno fatto sentire una di loro. 

I Terzieri
Come nella Narni medievale, oggi nella Corsa all’Anello la città ha suddiviso il suo territorio tra le mura in tre Terzieri: Mezule (la zona a monte verso la Rocca), Fraporta (la città compresa tra la piazza dei Priori ed il Duomo) e Santa Maria (dall’antica chiesa di S.Maria Impensole fino alla porta Polella).
Passeggiando per la città ho notato quanto i terzieri oggi siano veri e propri centri di aggregazione, punti di riferimento per gli abitanti che offrono il loro impegno e la loro professionalità non per un tornaconto personale, bensì per il successo della festa.
Ogni terziere ha una propria scuderia e una sartoria.
Ho avuto la possibilità di entrare nella sartoria di Fraporta e ne sono rimasta estasiata.
Mi sono resa conto di quanto lavoro ci sia dietro la produzione di ogni abito.
Ogni abito è frutto sia di accurate ricerche – tramite l’iconografia ed i documenti del tempo – sui tessuti, sui tagli, sul personaggio, sia di un minuzioso lavoro artigianale.
Ogni abito viene lavorato a mano e il risultato è un corteo storico che offre uno spettacolo molto vicino a quello di una società umbra del XIV secolo.
A me ha lasciato a bocca aperta.

Dama per un giorno
Sono rimasta ancor più sbalordita quando mi sono calata nei panni di una dama (anzi, una madrina 3.0).
Ho potuto appurare come nulla sia lasciato al caso durante la preparazione di una dama. Partendo dall’abito, aderentissimo nella parte superiore e morbido dalla vita in giù (nel mio caso così aderente su che ci son volute due persone per infilarlo e per toglierlo) passando per l’acconciatura e per il make up. Un make up sì naturale, ma che allo stesso tempo deve evidenziare la fierezza della dama.
Ci sono volute quasi due ore per arrivare al risultato che vedete nell’immagine in copertina, ma ne è valsa la pena.
Ne è valsa la pena perché ho avuto l’onore di ricoprire un ruolo così importante per i narnesi (e non solo), davanti a ben cinquecento persone.

La Corsa all’Anello: un collante tra la gente
La Corsa all’Anello coinvolge tutti: dai bambini più piccoli ai signori più anziani.
Tutti fanno il tifo per il proprio terziere, tutti ci mettono passione, tutti ci credono.
Ho visto il sindaco di Narni far festa con noi durante il flashmob a mezzanotte per poi ritornare nelle sue vesti ufficiali l’indomani mattina, ho visto giovani di un terziere e l’altro prendersi in giro a suon di cori per poi abbracciarsi con affetto.
Ho visto tanta passione e partecipazione, come se questi festeggiamenti fossero un collante tra la gente. E lo sono davvero.

Tra l’altro Narni è un gioiellino e in queste giornate – come me – potrete approfittare per esplorarla. E per prendere qualche chilo  perché, tra un’osteria e l’altra, vi accorgerete che si mangia anche divinamente.

Se anche voi volete vivere l’atmosfera medievale che si respira in questi giorni a Narni, vi segnalo i prossimi appuntamenti:

– Corteo storico: la sera dell’ 11 maggio 2019
– Corsa all’Anello: 12 maggio 2019

– la rivincita della Corsa all’Anello: 13-22 settembre 2019

L’articolo mi Manuela Vitulli sul suo blog Pensieri in Viaggio

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