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Tag: medievale

Corsa, al via la benedizione dei cavalieri

NARNI 31 agosto 2021 – Al via domani le benedizioni dei cavalieri della Corsa all’Anello.
Le tradizionali cerimonie tornano dopo due anni di assenza ma con formule diverse dovute alle regole dettate dall’emergenza covid.
Innanzitutto non ci saranno i cortei ad accompagnare i cavalieri in chiesa. I costumanti in abito medievale si recheranno direttamente nelle chiese dei terzieri per le cerimonie. Allo stesso modo, in uscita, non ci sarà il corteo per il ritorno alle sedi e nemmeno la consegna delle rose al patrono San Giovenale che invece avverrà sabato sera (4 settembre) in una cerimonia congiunta in Cattedrale.

Per quanto riguarda gli spettatori, avranno la possibilità di entrare solo nella chiesa di San Francesco (in numero secondo la capienza) per la benedizione dei cavalieri di Fraporta, vista la maggiore superficie rispetto alle chiese di Santa Maria Impensole (Santa Maria) e Santa Margherita (Mezule) che potranno contenere solo i costumanti che parteciperanno alle cerimonie.
L’Associazione Corsa all’Anello ha comunque messo in programma un talk di approfondimento in onda sulla pagina facebook ufficiale durante tutte e tre le serate delle benedizioni, alle 21, in cui si potranno scoprire aneddoti, cerimoniale, curiosità e molto altro riguardo a questa magnifica e sentita manifestazione e durante il quale un ‘inviato speciale’ si collegherà in diretta streaming per regalare qualche immagine della cerimonia.

BENEDIZIONE FRAPORTA – Ad iniziare, quindi, domani, 1 settembre, sarà il terziere Fraporta. Il parroco, Don Sergio Rossini benedirà i fantini Leonardo Piciucchi, Luca Paterni e Jacopo Rossi nella chiesa di San Francesco alle 21,30. Saranno presenti il capo priore Giuseppe Ratini, il priore Andrea Massarelli, il portagonfalone del terziere, una rappresentanza dei musici, la dama degli anelli che per l’occasione sarà Noemi Passone, con le sue ancelle e le tre coppie delle famiglie Marinata, Montoro e Scotti rappresentate da giovani che militano nel terziere rossoblù. All’interno della chiesa anche i raganicchi che accompagneranno la cerimonia. I costumanti saranno in numero ridotto rispetto alla tradizionale benedizione. La cerimonia si svolgerà secondo tradizione, con la benedizione e l’investitura dei cavalieri.

BENEDIZIONE SANTA MARIAGiovedì 2 settembre sarà la volta del terziere Santa Maria. Don Sergio Rossini benedirà nella chiesa di Santa Maria Impensole alle 21,30 i cavalieri Marco Bisonni, Tommaso Suadoni e Marco Diafaldi. Anche in questo caso i costumanti presenti in chiesa saranno in numero ridotto. Ci saranno il capo priore Danilo Regis e la priora Pamela Raspi che faranno il tradizionale discorso ai fantini ed assisteranno al loro giuramento. Con loro due tubicine, il portagonfalone e il gruppo della scuderia, in costume, che parteciperà alla cerimonia dedicata ai loro fantini. Non sarà presente, proprio per la necessità di ridurre il numero dei costumanti, il gruppo delle dame arancioviola. Le veci della dama degli anelli, in questa occasione, le farà la priora. La cerimonia si svolgerà anche in questo caso come da tradizione, con la benedizione e l’investitura dei cavalieri.

BENEDIZIONE MEZULE – A chiudere il ciclo delle benedizioni sarà il terziere Mezule. Don Sergio Rossini venerdì 3 settembre alle 21,30 nella chiesa di Santa Margherita benedirà i cavalieri Tommaso Finestra, Ernesto Wilmi Santirosi e Cristiano Liti. In chiesa il capo priore Cesare Antonini, la priora Serenella De Arcangelis, la dama bianconera che per l’occasione sarà Francesca Ronci, con le ancelle, il portagonfalone e due tubicine. Anche in questo caso il numero dei costumanti sarà ridotto. L’investitura seguirà il rito tradizionale della cerimonia e sarà raccontata da due narratori, Alessandro Carlaccini e Mariella Agri. Al tradizionale lavaggio delle mani, seguirà il gesto del capo priore che poserà la spada sulla testa dei fantini incoronandoli cavalieri. Sarà poi la volta della “vestizione” dei giostranti, effettuata per la prima volta dalla priora, con mantelli, speroni e lance, fino ad arrivare alla preghiera di giuramento dei cavalieri e ai doni portati dalle ancelle consistenti in una stella, simbolo della luce della Divina Provvidenza che conduce alla vittoria ed all’anello d’argento, in un giglio, simbolo della purezza del cuore ed una spada, simbolo di braccio forte e fermo.


Corsa, il programma di Secondo Aevo

Corsa, su il sipario su Secondo Aevo

NARNI 26 agosto 2021 – Su il sipario su Secondo Aevo, edizione speciale della Corsa all’Anello che inizierà domani, venerdì 27 settembre e terminerà domenica 5 settembre con l’attesa giostra equestre al Campo de li Giochi.

Saranno dieci giorni ricchi di eventi che spazieranno tra convegni, spettacoli, esibizioni, tornei, didattica, eventi gastronomici, mostre e tanto altro. Ecco gli appuntamenti del fine settimana.

VENERDI’27 AGOSTO – Si inizierà domani alle 18 con il banditore che sancirà l’inizio dei festeggiamenti. Alle 18,30 a Palazzo dei Priori (sotterranei – mercato) si proseguirà con l’inaugurazione della mostra collettiva “Centro. Dalla costa tirrenica laziale a quella adriatica, marchigiana e abruzzese passando per l’Umbria”, a cura dell’Associazione Minerva – MinervAArte. Alle 18,45 al primo piano di Palazzo dei Priori ci sarà l’inaugurazione dell’installazione “De Festivitatibus custodiendis: Il Corteo Storico”, viaggio fra i costumi del corteo storico della Corsa all’Anello. Alle 19 all’Orto di Poca Considerazione di Palazzo dei Priori ci sarà il primo appuntamento degli Aperitivi delle Pergamene, divagazioni storiche in compagnia di un bicchiere di vino. Alle 21,30 allo stadio Moreno Gubbiotti (San Girolamo) si terrà la cerimonia di apertura di Secondo Aevo “Velut arbor aevo. Come l’albero che cresce, tanto più affondiamo le radici e i rami saranno rigogliosi, tanto meno temeremo il vento”.

SABATO 28 AGOSTO –  Alle 10 al teatro comunale Manini si terrà “Prologo musicale Florilegio di testi e musiche medievali”, a cura di David Eggert, organizzato dall’Associazione Mozart Italia Terni. Alle 10,30, sempre in teatro, ci sarà il convegno “Gattamelata, il suo tempo, la sua vita e la sua eredità”, che tornerà anche alle 16. Alle 15 in piazza dei Priori si terrà “La scherma a 360 gradi dall’olimpica alla storica”, a cura dell’Associazione Le Lame di Albornoz. Dalle 16 alle 22,30 alla Loggia dei Priori si terrà La Fucina delle Arti e dei Mestieri, dal mercato alla didattica. Alle 18,30, sempre in piazza dei Priori, torneranno Le Lame di Albornoz, mentre alle 19 all’Orto di Poca Considerazione di Palazzo dei Priori ci sarà il secondo appuntamento degli Aperitivi delle Pergamene. Alle 21,30 in piazza dei Priori si terrà lo spettacolo a cura della Compagnia de lo Grifone “La notte di Erasmo”.

DOMENICA 29 AGOSTO – Dalle 10 alle 20,30 tornerà alla Loggia dei Priori La Fucina delle Arti e dei Mestieri, dal mercato alla didattica. Alle 17,30 in piazza dei Priori ci sarà la “Vestizione dei Cavaliere” a cura della Compagnia Gens Innominabilis di Castellarquato, alle 18 al Ponte d’Augusto si terrà il concerto organizzato da Suoni Controvento “Omaggio a Ennio Morricone”, con Rosario Giuliani e Luciano Biondini. Alle 18,30 in piazza dei Priori ci sarà l’esibizione di combattimenti scenici a cura dei Milites Gattamelata in collaborazione con Le Lame di Albornoz “A difesa della Rocca”. Alle 19,30 in piazza dei Priori ci sarà “L’arte della guerra”, combattimenti scenici a cura della Compagnia De la Fiera. Alle 21,30 al Chiostro di Sant’Agostino verrà messo in scena “L’assedio: Erasmo da Narni e la guerra dei vivi” di Germano Rubbi. Con Fabrizio Bordignon, Paolo Pinelli e Germano Rubbi.

WORKSHOP – In occasione di Secondo Aevo torneranno anche gli workshop organizzati dall’Associazione Corsa all’Anello. I laboratori, tenuti da docenti di alto livello, saranno otto: percussioni (docente Simone Sorini), cucina (docente Elisabetta Carli), danza antica (docente Maria Cristina Esposito), chiarina (docente Fabrizio Antonelli), cornamusa (docente Goffredo Degli Esposti), drammaturgia e recitazione (docente Davide Sacco), teatro (docente Andrea Mengaroni) e sartoria (docente Sara Piccolo Paci). L’organizzazione dei workshop, iniziata lo scorso anno in occasione del Festival delle Arti del Medioevo e continuata quest’anno con Primo Aevo, è il primo step di un’idea molto più ampia che vuole mettere Narni al centro del mondo delle ricostruzioni storiche, grazie all’Università del Medioevo Ricostruito che vede nei laboratori l’avvio di un importante progetto che proseguirà nel tempo. Per informazioni consultare la sezione sul sito ufficiale della Corsa all’Anello www.corsallanello.it.

GASTRONOMIA – Dal 27 agosto al 5 settembre apriranno anche osterie e forni, con una variegata offerta gastronomica. Per quanto riguarda il terziere Mezule sarà possibile mangiare alla taverna del Pozzo, da Dolci Tentazioni ed al forno. Anche Fraporta aprirà l’osteria ed il forno. A Santa Maria si potrà mangiare alla Taverna degli Anelli, al forno ed all’agnellificio.

Tutte le info covid riguardanti la campagna #la festaconlatesta ed il programma completo di Secondo Aevo sono consultabili sul sito ufficiale della Corsa all’Anello www.corsallanello.it.

Grande evento d’apertura per Secondo Aevo

NARNI 20 agosto 2021 – “Velut Arbor Aevo” è il titolo della cerimonia di apertura dell’evento Secondo Aevo.
L’ evento si terrà venerdì 27 agosto alle 21,30 allo stadio Moreno Gubbiotti (ex San Girolamo) e vuole essere un grande omaggio alla Corsa all’Anello e a tutto il suo mondo, la testimonianza ed il saluto alla rinascita dopo due anni di fermata dovuti alla pandemia. Simbolo della manifestazione saranno gli alberi, come ritorno alla vita. “Tanto più affondiamo le radici e i rami saranno rigogliosi, tantomeno temeremo il vento”, così come gli alberi che saranno presenti in campo proprio a testimoniare ciò.

La cerimonia di apertura vuole omaggiare la Corsa all’Anello, la tradizione e la storia della città di Narni, tramite il racconto di una narratrice che vestirà i panni di una nonna e che racconterà a sua nipote una storia realmente accaduta alla fine del 1300.
Nel campo ci saranno otto “quadri” che dal buio (in ognuno di loro un albero di ulivo), verranno illuminati e si animeranno solo quando la narratrice parlerà di loro. Giochi di luci ed ombre, suggestione e storia, catapulteranno il pubblico nel cuore pulsante della Corsa all’Anello. I protagonisti saranno le allegorie dei tre tre terzieri di Mezule, Fraporta e Santa Maria e della città di Narni con i relativi gonfaloni ed i gruppi storici della Corsa all’Anello: i Milites Gattamelata, gli arcieri, gli sbandieratori Città di Narni e la Compagnia della Fiera.

Sarà poi la volta delle danzatrici dei tre gruppi danza dei terzieri, Il Corteggio di Mezule, La Pazzia del Ballo di Fraporta e Walpurgis di Santa Maria e dei gruppi musici della Corsa all’Anello che poi si esibiranno singolarmente in uno spettacolo fatto di luci e suoni, in una suggestiva coreografia carica di emozione.

Insomma, la Corsa all’Anello di Secondo Aevo ripartirà con un grande evento di apertura, omaggiando la sua storia e la sua tradizione attraverso la “voce” dei gruppi storici che da anni ne fanno parte e che la rendono unica.

L’Associazione Corsa all’Anello ricorda che i posti allo stadio Moreno Gubbiotti, a causa delle regole relative all’emergenza covid – 19 saranno limitati. Pertanto è obbligatorio prenotarsi per accedere all’evento gratuito attraverso il seguente link, nella sezione biglietteria del sito ufficiale della Corsa all’Anello. L’accesso all’evento sarà riservato ai soli possessori di Green Pass. 


Corsa, il programma di Secondo Aevo

Corsa, effettuate le prove ufficiali

NARNI 10 agosto 2021 – Domenica scorsa (8 agosto) al Campo de li Giochi si è svolta la prima sessione di prove ufficiali della Corsa all’Anello che si terrà il 5 settembre.

A scendere in campo per provare fondo, tempi e assetti di gara sono stati i cavalieri di Mezule, Fraporta e Santa Maria che hanno dimostrato abilità e destrezza. I fantini, che hanno avuto a disposizione 6 prove da 5 minuti a terziere, hanno saggiato il campo, verificato ferrature e reazioni di ogni singolo binomio (cavallo-cavaliere) ed approntato strategie idonee per vincere la gara.

Il primo terziere a scendere in campo è stato Mezule con i cavalieri titolari Ernesto Wilmi Santirosi, Tommaso Finestra e Mirko Concetti e la riserva Cristiano Liti. I fantini hanno girato su Scoiattolina, Air County, Caccia alla Volpe e Bridge Ares.

Subito dopo è stata la volta di Fraporta con i cavalieri titolari Luca Paterni, Leonardo Piciucchi e Jacopo Rossi. I fantini hanno montato i cavalli Don Medellin, Oro Y Plata, Mazzini e Receptivo.

A chiudere la sessione di prove è stato il terziere Santa Maria con i cavalieri titolari Tommaso Suadoni, Marco Bisonni e la riserva Diego Cipiccia. I cavalli sui quali hanno girato i fantini sono Superemma e Monsieur Polly.

La seconda sessione di prove ufficiali si terrà al Campo de li Giochi sabato 21 agosto alle 17, con la stessa modalità delle prime prove. L’accesso sarà consentito ad un massimo di 200 persone. L’ingresso agli spalti sarà permesso ai soli possessori di Green Pass.

“Siamo molto soddisfatti – hanno spiegato i responsabili della segreteria tecnica dell’Associazione Corsa all’Anello Filippo Miliacca e Giovanni Cipiccia – dell’andamento delle prove. Abbiamo messo a disposizione una buona pista che da pochi giorni è stata reintegrata con nuova sabbia. Abbiamo potuto assistere a delle prove soddisfacenti con un debuttante, Leonardo Piciucchi, che è andato molto bene. Siamo sicuri che la Corsa all’Anello del 5 settembre, sarà molto avvincente. Anche per quanto riguarda i cavalli e la loro cura da parte dei terzieri c’è grande soddifazione. Erano presenti anche la commissione veterinaria che aveva effettuato le visite ai cavalli e la veterinaria della Federazione, che si sono complimentati”. 

PROGRAMMA SECONDO AEVO

La leggenda di Melusina

Miti e leggende del Medioevo: Melusina

Elinas, re di Albania (Scozia, nell’antico gaelico), durante una battuta di caccia, si innamora della bellissima Presine.
I due si sposano ma alla condizione che l’uomo non assista al parto degli eventuali figli. Alla rottura del patto, Presine fugge in Avalon con le tre figlie: Melusina, Melior e Palestina, le quali, scoperto il tradimento paterno dopo anni, decidono di punirlo. Presine però ama ancora Elinas, quindi rinchiude Melior e Palestina e condanna Melusina a trasformarsi in serpente alato ogni sabato.
Melusina incontra Raimondino, figlio del conte di Forez e nipote del conte di Poitiers.

Nella storia ciclica che si ripete, i due si sposano scambiandosi una duplice promessa: lei porterà in dote ricchezza e una lunga e potente dinastia, lui non dovrà mai vederla di sabato. Entrambi onorano la parola, e solo dopo anni, spinto dalle maldicenze, Raimondino spia la donna scoprendo il suo segreto…  “Ah, très fausse serpente!“, le dice, e lei vola via disperata. Melusina tornerà segretamente a Lusignano solo di notte, per accudire i suoi figli più piccoli.

La tradizione orale

I miti e le leggende nascono entrambi dalla tradizione orale, acquistando forza e contemporaneamente perdendo configurazioni storiche e geografiche nel tempo, prima di assumere una forma scritta.

Il mito trae la sua ragion d’essere nelle figure divine che vi compiono azioni sovrannaturali, mantenendo pur sempre elementi di verità e religiosità, astraendosi dal contesto temporale.

La leggenda, invece, pur assumendo contorni sacrali e misteriosi rimane più legata al contesto spazio-temporale, nonché umano; parte da un fatto reale, poi passa di bocca in bocca, di paese in paese, assumendo via via connotazioni sempre più fantastiche, ma nelle quali ciascuno si può riconoscere.

Melusina è mito e leggenda insieme, “invenzione” squisitamente medievale.

Come mito, affonda le sue radici all’origine del tempo, associata al pesce, all’acqua fecondatrice inizio di vita ed al serpente, simbolo di fertilità, astuzia e conoscenza.

Da Babilonia alla Bibbia, dai rituali dionisiaci alle tribù indiane, il serpente, nelle società patriarcali, ha sempre accompagnato la donna sul sentiero del male, donandole la conoscenza.

Come leggenda, prende vita nell’alto medioevo, quando al mito si cominciano ad associare personaggi e luoghi, in Francia prima e specificamente poi, nel Poitou, legata ad una donna che è essa stessa leggenda, Aliénor d’Aquitaine.

La tradizione orale sulle fate, diviene in Francia prima che altrove, letteratura, raccogliendo caratteri sia dal miracoloso cristiano, che dal sovrannaturale magico demoniaco, dipingendo creature ora buone ora demoniache a seconda del messaggio che l’autore vuole comunicare.
Walter Map nel De nugis curialium e Gervasio di Tilbury, negli Otia Imperialia, dotti chierici alla corte aglo-normana del XII secolo, ne restituiscono l’accezione demoniaca, negativa, che con il crescere del cristianesimo accompagnerà queste figure fino all’associazione sistematica alla parola “strix”, strega.

Da Riccardo Cuor di Leone a Aliènor

Henri II d’Inghilterra, (secondo marito di Aliénor d’Aquitaine, che in lei ha sempre visto un altro capo di stato di altre vedute, quindi una nemica), come riferito dal chierico gallese Giraud de Berri, amava raccontare la leggenda della contessa d’Anjou, ulteriore versione della storia, sostenendo che i suoi stessi antenati venivano quindi dal demonio.
Non solo, nel romanzo in versi su Riccardo Cuor di Leone, in Inghilterra, si arriva ad identificare Aliènor con la contessa, demonizzandola.

Nel Poitou, invece, terra colta, patria di Aliénor, di cui ella è stata mecenate e grande duchessa, (non ha mai ceduto i suoi diritti sull’Aquitaine a nessuno), l’accezione è benevola e legata alla parola “fata”… Aliénor, la donna due volte regina, finisce per incarnare la leggenda, per la similitudine fra i racconti sulla fata e la sua stessa vita… entrambe bellissime, ammalianti, portano allo sposo una immensa dote, il potere e una progenie numerosa, ma entrambe finiscono per rivelarsi agli occhi dello sposo diverse da quello che sembravano.
I Lusignano, vassalli dei duchi di Aquitania, legano il proprio nome a questa leggenda, nella tradizione orale.

Jean d’Arras nel 1392 fa ancor di più, narra per Jean de Berry, discendente degli estinti Lusignano, la nascita della sua dinastia nel Roman de Melusine.

La fata ora ha un nome, e la leggenda di Melusina ormai consegnata alla storia.

Correrà veloce, di bocca in bocca, di paese in paese, arrivando anche a Narni, dove la suggestione è tale da chiamare col suo nome una località.

Le origini del toponimo “Caste Melusine”

Il toponimo “Caste Melusine” compare in un documento datato 19 febbraio 1532, redatto presso la residenza magnificorum dominorum priorum, attestante che, tali Hieronimus Philippi, Lucas alias Lucaresse Antonii del castello di Sant’Urbano, chiesero ai priori della città di Narni Gabrielus quondam Loduvici Fieschi, Marinangelus quondam Bernardini e Cardulus de Cardulis, la lettera patente scritta in carta bambacina con la quale i vecchi priori avevano concesso una bandita al castello di Sant’Urbano. La lettera si trovava presso i suddetti priori in carica nel 1532 e nell’ordinare al cancelliere comunale di produrne una copia dell’originale redatta nel 1520 apportarono delle aggiunte.

Il testo della lettera patente copiata e consegnata agli uomini di Sant’Urbano è riportata di seguito.

1520, Narni

I priori della città di Narni Iacubus Piermartini, Iohannes Baptista Francisci Iuliani, Virgilius Mascus, Felix Olivieri e il sindaco Robertus Pacis, concedono agli uomini di Sant’Urbano che ne avevano fatto richiesta, il permesso di fare una bandita nelle loro pertinenze per la conservazione degli animali dentro i seguenti confini: usque ad confinia et confines castri Vasciani comitatus eiusdem et Morrones seu monte a capite et via a pedem et castellum usque at collem Agliole e i aggiunta se intenda dicta bandita ultra dicti confini fino alli cataoni et le cose de Lario et fino alla valle Pergula et fino allo Morrone Pezuto et fino alla via che va a San Pancratio et fino allo piano delle Caste Melusine, rispettando i vecchi capitoli cioè : i buoi possono entrare nella bandita il giorno di San Francesco del mese di ottobre; le altre bestie vaccine e cavalline possono entrarvi il giorno di tutti i Santi, e in aggiunta, che un mese dopo la detta festa possano entrarvi le bestie pecorine e si paghino 6 quattrini per la capra e 5 per la percora; per il pascolo nella bandita si paghino 2 baiocchi per i buoi aratori, 4 per le vacche e 7 per le bestie cavalline; se le bestie verranno trovate a pascolare in tempo diverso da quello stabilito si paghino 8 baiocchi di giorno e il doppio di notte; i soldi ricavati dalle pene dovranno essere utilizzati per le riparazioni delle mura di Sant’Urbano; nessuno può tagliare la legna nella bandita e per e per tutte le denunce delle trasgressioni si deve dare piena fede al guardiano deputato.

Actum Narnie in Palatio solite residentie magnificorum dominorum priorum, de voluntate sopradictorum dominorum priorum.

Ego Michelangelus Ascani de Arronibus de Narnia publicus et imperiali auctoritate notarius et nunc cancellarius reformationum dicte magnifice communitatis Narnie, dictas supra patentas litteras quasi in toto laceratas cum suis predictis capitulis et additionibus premissis, iussu dictorum magnificorum dominorum priorum esidentiam ac etiam numeri cernite civium commune et consensu dicto die XIX mensis februarii et millesimo quingentesimo et trigesimo secundo currente et hic transcripti, copiavi et fideliter de originalibus ipsis exemplavi.

Testimoni: Antonius e Petrus Antonius di Collescipoli.

Non è facile sintetizzare secoli e secoli di tradizioni orali, di consuetudini trasformate in leggende, di antropologismi che han creato i miti, di paesi che han creato leggende, di uomini che han creato storia, di donne divenute leggenda… Tutti sono stati e sono tutt’ora oggetto di studio. Innumerevoli libri son stati scritti. Innumerevoli storie da raccontare…

Patrizia Nannini

Gli statuti medievali narnesi

I Racconti delle Pergamene dedica il primo contributo al documento più noto della Narnia medievale: gli Statuta Illustrissimae Civitatis Narniae del 1371, gli statuti medievali di Narni.

GLI STATUTI NEI COMUNI DEL MEDIOEVO

Gli statuti furono tra le principali fonti del diritto dei Comuni sin dal Duecento. Andarono a razionalizzare, in una forma scritta, una serie di norme, consuetudini, azioni amministrative e giudiziarie, che regolavano la vita dei cittadini e dei forestieri. Fu proprio grazie a questo strumento che i comuni si rafforzarono come istituzione,  rivendicando autonomia e autorevolezza politica.

É interessante notare come in questo processo, il ceto dei giuristi, che in precedenza si era dimostrato diffidente verso un sistema normativo non esclusivamente legato alla tradizione del diritto, dal Duecento in avanti, si renda protagonista del rafforzamento di potere del Comune stesso, contribuendo ad armonizzare la nuova e più libera produzione statutaria, con i principi giuridici già esistenti.   

GLI STATUTI MEDIEVALI NARNESI

Il testo in latino degli statuti medievali narnesi, è stato  analizzato da valenti studiosi e docenti universitari per fornire i contenuti ai rievocatori narnesi. E successivamente, partecipando in qualità di giurati, nel valutare le ricostruzioni di ambienti, di rievocazioni e cortei storici dei tre Terzieri.

IL CONTESTO STORICO

Il 1371, data di redazione degli statuti, coincide con la costruzione della Rocca dell’Albornoz nell’ambito di quell’azione politica di affermazione del papato. L’obiettivo era quello di frenare la spinta autonomista comunale del secolo precedente, determinando di fatto una condizione di ritrovata stabilità.

LA SUDDIVISIONE IN TRE LIBRI

Gli statuti narnesi sono divisi in tre libri:

  • Il primo tratta diversi argomenti quali l’amministrazione pubblica, le competenze delle magistrature cittadine, le festività, le attività commerciali ed artigianali, la manutenzione delle vie e l’edilizia, il comportamento dei forestieri, le questioni economiche e le gabelle, i rapporti con i castelli;
  • il secondo tratta di giustizia civile;
  • il terzo di quella penale.

COSA CI DICONO GLI STATUTI DI NARNI

Per quanto riguarda la traduzione in italiano di seguito riportata, ci si basa principalmente sul lavoro del compianto concittadino Raffaello Bartolucci, che ci piace omaggiare anche in quest’occasione e sulla consulenza storica di Bruno Marone.

Libro I Cap.V De anulo argenteo currendo in festo beati Iuvenalis de mense maij

Stabiliamo che ad onore e reverenza del gloriosissimo Giovenale martire, patrono, governatore e difensore del popolo e del Comune della città, nel giorno della sua festività, che si celebra il terzo giorno del mese di maggio, si debba correre l’anello d’argento. Che sia del valore e stima di cento soldi cortonesi, e il palio, di cui è fatta menzione nel capitolo precedente, sia del valore di tre libbre d’oro, in questo modo:

il Vicario della città faccia annunciare pubblicamente per la città tre giorni prima della festa, una volta al giorno, che chiunque possieda un cavallo si debba preparare, come e dove riterrà opportuno, per correre l’anello e il palio in quel giorno, e che quelli che vogliono correre si debbano presentare nella piazza maggiore della città, e che a coloro che stanno lì si debba mandare a dire, che tutti quelli che vogliono correre all’anello, debbano stare dall’angolo della chiesa di San Salvato, all’interno verso la fontana, e, dopo che l’anello sia stato posto nel solito luogo, debbano correre uno dopo l’altro con l’asta o bordone, uno per volta, secondo la volontà del Vicario o dell’ufficiale presente, e al cavaliere, che correndo avrà lanciato la sua asta nell’anello, secondo il giudizio dello stesso Miles, si debba dare e assegnare l’anello in segno di vittoria e onore.

Tuttavia  ronzini da soma o giumente non possano correre ne conquistare l’anello.

Aggiunto questo che per primo a correre sia uno delle potestà delle brigate di Mezule, secondo a correre sia uno delle potestà di Fraporta, il terzo sia uno delle potestà del terziere di Santa Maria.

Alcune importanti considerazioni

In questo brano, tradotto dal capitolo originale degli statuti medievali narnesi, troviamo varie informazioni, alcune note, altre meno:

  • Il 3 maggio è la ricorrenza del patrono Giovenale ed intorno a quella data si svolgevano i festeggiamenti a lui dedicati. A Narni negli anni del basso medioevo, si utilizzava il denaro cortonese, che si ritrova nominato in numerevoli capitoli degli statuti stessi.
  • Due figure con alti compiti istituzionali citate nel testo sono il vicario ed il miles. Il primo era una sorta di governatore pro tempore della città, di nomina pontificia. Il secondo un uomo d’arme, ufficiale del vicario stesso, incaricato dell’ordine pubblico.
  • Sappiamo inoltre che tali competizioni, nelle quali, come accade oggi, occorreva molta destrezza, erano anche occasione per alcuni giovani cavalieri, di mantenere una solida preparazione militare, sempre utile alle milizie comunali.
  • Chi poteva disputare la gara, doveva quindi recarsi nella piazza maggiore della città e i binomi cavallo e cavaliere, partivano al galoppo dalla chiesa di San Salvato, oggi non più esistente,  nei pressi della fontana di piazza dei Priori. Viene specificato che giumente e cavalli da soma non potevano essere utilizzati, a ribadire il buon livello richiesto alla competizione.
  • Altra nota è che l’acquisto dell’anello d’argento che andava in premio al vincitore, era a carico della comunità ebraica narnese. È testimoniata in città la presenza di alcune famiglie di religione ebraica, che risiedevano nella zona tra Santa Maria Impensole e San Domenico e svolgevano attività di commercianti ed artigiani, vantando anche medici ed intellettuali. Gli ebrei erano obbligati a finanziare l’iniziativa. Si ritiene che fosse anche un modo per essere partecipi di un importante evento cittadino e vedersi più benevolmente consentita la legittimità delle loro attività economiche.

Marco Matticari

I RACCONTI DELLE PERGAMENE – Approfondimenti di storia medievale

Rubrica di approfondimenti sulla storia Medievale di Narni

Si chiama I racconti delle pergamene, approfondimenti tematici e divulgativi sulla storia medievale di Narni e non solo. Una rubrica che da venerdì 10 aprile 2020 ci terrà compagnia sul sito e sui social della Corsa all’Anello, ogni due settimane.

Un modo per riscoprire il patrimonio storico culturale del nostro territorio.

“La Corsa all’Anello rappresenta uno dei patrimoni storico culturali più importanti di Narni e del nostro territorio. La sua forza è quella di far da collante del tessuto sociale attraverso lo stimolo di passioni, creatività e una rigorosa ricerca storica.

La curiosità è il nostro stimolo

È proprio la curiosità, l’esigenza di indagare, di scoprire la storia che ci circonda ad aver stimolato la nascita de I racconti delle pergamene.
Un appuntamento con approfondimenti sulla storia medievale di Narni e non solo, sui personaggi, e gli eventi in onore di San Giovenale.
E più in generale, sugli usi e costumi del Basso Medioevo.”

Gli obiettivi del progetto

A spiegare il progetto è il Responsabile della Comunicazione dell’Associazione Corsa all’Anello Emiliano Luciani:

“Grazie alla preziosa collaborazione della Commissione Cultura, saremo in grado non solo di esaltare l’impegno di tanti studiosi locali di storia medievale e non disperdere la loro ricerca, ma anche di consentire la divulgazione dei loro approfondimenti alla cittadinanza e a tutti coloro che a vario titolo ne saranno interessati.

Mi sembra doveroso avviare questo percorso con un articolo alla ricerca delle nostre origini a cura di Marco Matticari che colgo l’occasione di ringraziare (insieme a tutta la commissione )”


Tutti i nostri approfondimenti di storia medievale locale:

Ogni due settimane un tema che approfondisce la storia medievale della nostra città, e non solo:

  1. Gli Statuti Medievali Narnesi – a cura di Marco Matticari
  2. Bestiario Narnese – a cura di Fabio Ronci
  3. La pietra dei miracoli e l’acqua di San Giovenale – a cura di Claudio Magnosi
  4. Cassio e l’invenzione del Medioevo narnese – a cura di Eleonora Mancini
  5. In taberna quando sumus – a cura di Bruno Marone
  6. La leggenda di Melusina – a cura di Patrizia Nannini
  7. In questa notte di mezza estate – a cura di Eleonora Mancini
  8. Vino ed acqua di Feronia nella Mensa dei canonici – a cura di Claudio Magnosi
  9. De Palio currendo in Festo Beati Juvenalis – a cura di Fabio Ronci
  10. Melusina e Morgana – a cura di Patrizia Nannini
  11. Morgana e Feronia – a cura di Patrizia Nannini
  12. Maddalena e le altre – a cura di Mariella Agri
  13. San Francesco, Narni, le chiese dei Mendicanti – a cura di Marco Matticari
  14. Erbe e spezie in Umbria, dalle verdure spontanee agli orti comuni – a cura di Fabio Ronci
  15. Dieci denari per cento libre – a cura di Mariella Agri e Claudio Magnosi
  16. Lo spirito Divino di Narni e S. Martino – a cura di Patrizia Nannini
  17. Alle origini del Panpepato – a cura di Patrizia Nannini
  18. La metamorfosi di Babbo Natale – a cura di Fabio Ronci
  19. Il Natale, i doni e i giochi – a cura di Eleonora Mancini
  20. Maledetti doni – a cura di Mariella Agri
  21. Gli ordini dei mendicanti a Narni – a cura di Sascha Manuel Proietti
  22. Narni nella sua prima era cristiana – a cura di Bruno Marone
  23. Il Capitolo della Cattedrale di Narni – a cura di Sascha Manuel Proietti
  24. Gilio Celli di Narni tra Dante e i Tolomei – a cura di Claudio Magnosi
  25. La moneta nel Medioevo e a Narni – a cura di Marco Carlini
  26. Un calendario perpetuo per individuare la data della Pasqua – a cura di Bruno Marone
  27. In arte veteri, dallo studium all’università – a cura di Patrizia Nannini
  28. Viaggiatori e pellegrini a Narni – a cura di Fabio Ronci
  29. Il corteo storico medievale a Narni – a cura di Eleonora Mancini
  30. Narni e gli Ospitalieri di San Giovanni – a cura di Claudio Magnosi
  31. Dal Medio – Evo all’Olio Evo, la cultura dell’olio nel Medioevo – a cura di Patrizia Nannini
  32. Cavalli nelle Giostre Medievali – a cura di Marco Carlini 
  33. Il senso dello spazio nella cultura medievale – a cura di Eleonora Mancini
  34. Il migliore degli arcieri: Robin Hood fra storia e leggenda – a cura di Fabio Ronci
  35. Le Gole del Nera – a cura di Bruno Marone
  36. Le milizie comunali e le armi in uso nella Narni medievale – a cura di Marco Carlini
  37. La Moneta Cortonese – Cortonese “Caput Monetae” – a cura di Marco Carlini
  38. Igiene pubblica e pandemie nel Medioevo – a cura di Marco Matticari
  39. I Canonici di Vienne – a cura di Claudio Magnosi
  40. Santa Maria Maggiore a Narni – Bruno Marone e Myriam Korman
  41. La birra in Europa nel Medioevo parte 1 – a cura di Fabio Ronci
  42. La birra in Europa nel Medioevo parte 2 – a cura di Fabio Ronci
  43. L’Offerta dei Ceri – a cura di Claudio Magnosi
  44. Il veleno nel Medioevo e le donne curiose – a cura di Eleonora Mancini
  45. Le formule magiche nel Medioevo e le donne curiose – a cura di Eleonora Mancini
  46. I lussi proibiti alle donne nel Medioevo – a cura di Mariella Agri
  47. Giostre Medievali e Rievocazioni Storiche d’Italia – a cura di Marco Matticari
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