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Gli ordini dei mendicanti a Narni nel Medioevo

Ricostruire la storia dei mendicanti è impresa ardua

Questo racconto si snoda sulle tracce degli ordini mendicanti a Narni nel Medioevo tra frati Francescani, predicatori Domenicani ed eremiti di Sant’Agostino.

Ricostruire una storia degli ordini mendicanti a Narni dal XIII al XV è impresa assai ardua a causa della carenza documentale.

Frati minori, predicatori ed eremiti, che di norma in Italia, soprattutto centrale, rappresentarono un terminale importante della vita civile e istituzionale, sembrarono tuttavia non lasciare tracce considerevoli a Narni, facendo pensare ad un inconsueto marginalismo.

La stessa documentazione invece farebbe emergere il protagonismo di altre entità quali il Capitolo della Cattedrale ed i gruppi canonicali, rafforzando l’ipotesi di movimenti mendicanti che non riuscirono ad imporsi “politicamente” in città.

Frati Minori

Il passaggio, la predicazione e alcuni miracoli di Francesco sono attestati fin dalle prime biografie del Santo (Tommaso da Celano nel 1228-1229), sintomo di una devozione popolare e di una memoria del passaggio del poverello d’Assisi, ma certamente non utilizzabile come prova di una presenza di frati dentro le mura cittadine, mentre è attestata la loro presenza allo Speco a Sant’Urbano che probabilmente accolse San Francesco intorno al 1213.

La prima attestazione di una presenza urbana o quantomeno vicina ad essa è datata intorno al 1246 quando attraverso le vicende dei beati Matteo e Berardo da Narni si evince l’esistenza di una comunità di frati narnesi. Intorno al 1259 tale comunità sembrava ben radicata e con numerosi attriti con le autorità cittadine, soprattutto relativamente alla gestione del proprio patrimonio immobiliare, tanto che la lettera di papa Alessandro IV per evitare molestie ai frati minori da parte delle amministrazioni locali, incluse anche Narni.

Ulteriore conferma dell’esistenza di questo insediamento è la presenza amministrativa della Custodia Narnese nell’ambito della Provincia di San Francesco segno inequivocabile della presenza di una chiesa ed un convento a capo della partizione amministrativa interna dell’ordine.

Il primo documento ufficiale che conferma tale presenza è del 1278 che attesta presso San Francesco una chiesa fin dal 1270.

Certo la vicenda del Beato Matteo, morto in odore di santità, ma con un culto quasi inesistente in città fanno pensare ad una difficile penetrazione nel tessuto cittadino e di una mancata interazione con le istituzioni locali. Se poi si pensa che non ebbero maggiore fortune e devozioni popolari nel ‘300 le vicende di frate Matteo Prosperi e del Beato Valentino tale pensiero può essere ben confermato.

Sul finire del XIV secolo la presenza di due vescovi dell’ordine dal 1367 al 1373 Guglielmo con ampi poteri di inquisitore contro la dissidenza interna e Iacopo Zosimi da Siena (o Giacomo Tolomei) dal 1377 al 1383, mostrano come nella grande divisione interna tra osservanti e conventuali, probabilmente in città prevalse la seconda strada.

Frati predicatori

Come per i frati minori i primi documenti ufficiali che attestano la presenza domenicana in città portano come data il 1270 quando il Capitolo della Provincia Romana Domenicana conferisce all’insediamento narnese lo statuto di Convento.

L’individuazione della Chiesa urbana nell’ex Santa Maria Maggiore è del 1304 quando papa Benedetto XI (primo papa domenicano) conferma la cura pastorale della chiesa (ex cattedrale della città) all’ordine tutelandole le prerogative rispetto all’arciprete e ai canonici. Inoltre, cosa molto importante, nello stesso periodo vennero incamerati dai frati anche altri beni limitrofi confiscati dal Papato a “Eretici”.

Significativa fu la scelta dei Domenicani di non edificare una chiesa ex novo, ma di ereditare la vecchia cattedrale e di “conquistarla” contrapponendosi al Capitolo della Cattedrale.

Comunità Ecclesiastica locale che si oppose non poco nel 1260 alla nomina di un frate a vescovo del domenicano Orlando (o Rolando) di Civitella a cui contrapponevano il locale Rinaldo da Miranda eletto come da tradizione dal Capitolo della Cattedrale e presentato al Papa per la conferma (mai avvenuta), facendo emergere quanto potente fosse in città. Tale vicenda suscitò al Papa l’idea di una ribellione violenta e quasi ereticale (cioè filoimperiale), per cui Narni fu indagata dal Vescovo di Spoleto che ne intimo l’obbedienza a Roma.

Importante è che fu anche l’unico ordine che investì culturalmente in città allestendo gli studia logica (1309) e di arti (1311), unico esempio di centri scolastico-culturali degli Ordini mendicanti in città, ulteriore sintomo di come gli stessi non investirono risorse, forse proprio per l’impossibilità di inserirsi nella vita civile cittadina.

Gli Eremiti di Sant’Agostino

Ordine istituito ufficialmente solo nel 1256 con l’accorpamento di sette gruppi preesistenti, vide in Narni una presenza di tale vocazione già nel 1245 (gli eremiti di Brettino) come dimostrano alcuni lasciti da parte di laici di Amelia, compresa una chiesa abbandonata, al procuratore del convento degli Agostiniani di Narni.

Pur non essendo presenti documenti che lo confermino, la nascita dell’attuale complesso agostiniano si fa risalire alla donazione da parte del vescovo Orlando della Chiesa di Sant’Andrea della Valle (benedettina) all’ordine il 28 maggio 1266, indizione XI, con l’atto di Gaifero, notaio apostolico, in cui i preti Gafagio e Angelo, rinunciarono alla cura delle anime che esercitavano nella chiesa di Sant’Andrea della Valle a favore del Vescovo che, a sua volta, nello stesso giorno affidò tale chiesa e tutte le pertinenze e soprattutto la cura delle anime (con la conseguente raccolta delle decime) al priore degli Eremitani al costo di una libbra di cera nel giorno di Sant’Andrea.

La presenza è però comunque confermata a fine ‘200 dalla grande quantità di frati agostiniani narnesi che ricoprirono incarichi di prestigio nell’ordine al di fuori della Città, ulteriore indizio di come le menti migliori furono “esportate” in realtà dove i frati ebbero più spazio “politico”.

Fu proprio il XIV secolo l’anno di maggiore prestigio ed espansione degli agostiniani che si eressero negli anni della crisi a baluardo filo romano e protagonisti della restaurazione pontificia post avignonese.

Il finire del 1300 a Narni vide l’ordine con molte turbolenze, da una parte con dissesto finanziario, dall’altro con una notevole espansione edilizia. Nel 1388-89 sono costretti a vendere numerosi beni per saldare i debiti ed espandere il convento e la chiesa e sul finire del secolo a compiere la considerevole opera pittorica che vide come protagoniste le maggiori botteghe artistiche locali.

Il culmine del potere agostiniano in città si raggiunse alla metà del 300 con il vescovato di Agostino Tinacci (1343-1367) nominato da Clemente VI e stretto collaboratore dell’Albornoz nella reconquista papale del patrimonio di San Pietro.

Sascha Manuel Proietti


BIBLIOGRAFIA
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Maddalena e le altre

La prostituzione nel medioevo

“La donna pubblica è, nella società, ciò che la sentina è sulla nave, e la cloaca nel palazzo. Togli la cloaca e tutto il palazzo diventerà fetido e marcio”. (Tommaso D’Aquino, De regimine principum)

Maddalena da Narni querelata dalla cortigiana e modella di Caravaggio

In “Caravaggio assassino. La carriera di un Valenthuomo fazioso nella Roma della Controriforma”, Donzelli, 1994, gli autori, Riccardo Bassani e Fiora Bellini, riportano la seguente notizia: nel 1599, Fillide Melandroni, famosa cortigiana e modella del Caravaggio, querelò Maddalena di Narni, prostituta a Roma, a causa di una lite degenerata. Tra le accuse, Fillide pose l’accento sul linguaggio volgare di Maddalena, la quale faceva parte di quella cerchia di ternani e narnesi che gravitavano nell’ambiente di Michelangelo Merisi.

Si trattava dei fratelli Tomassoni, uomini d’arme di piccola nobiltà, originari di Terni, che gestivano nel Rione Campo Marzio l’organizzazione e il controllo di un giro di cortigiane destinate ad una clientela scelta di gentiluomini, cardinali e nobili e di Girolomano Crocicchia, un sarto originario di Narni, che contribuì, insieme ad altri amici a trarre il pittore dal carcere di Tor di Nona, prestando la propria garanzia personale e pagando la cauzione fissata in 10 scudi.

La narnese Maddalena

La narnese Maddalena, cortigiana nella Roma rinascimentale è, al pari di altre delle quali si è perduto il nome, una testimonianza della tendenza alla migrazione dalla propria città di origine di donne che esercitavano l’arte del “meretricare”. La povertà di nascita oppure acquisita a seguito di una vedovanza, o ancora le violenze sessuali subite da serve e da donne di umili origini che non avevano una famiglia che le sostenesse, veicolavano le donne verso il mondo della prostituzione. Nella maggior parte dei casi era la fame dunque o l’impossibilità di maritarsi perché sprovviste di dote o non più vergini, a spingerle al meretricio.

“Donne cortesi” a Pistoia, “putas” in Castiglia, “mammole” a Ferrara, “bagasse” e “filles perdue” nel Sud della Francia, le meretrici, termine di chiara derivazione latina, si distinguevano il pubbliche e segrete, laddove le seconde, seppure vivevano nel costante timore di essere denunciate da “boni cives et honeste mulieres”, non erano costrette a sottostare alle leggi vigenti. Mantenevano perciò una sorta di autonomia e potevano anche scegliere, nel tempo, di abbandonare la professione per rifarsi una vita, possibilità assolutamente preclusa alle prostitute pubbliche.

Legislazione medievale e prostituzione

I legislatori medievali utilizzavano una precisa formula per definirle: “corpus suum libidini praebet pro prestio, lucro et questu”, laddove la parola “questu” indicava la specifica ricerca del guadagno attraverso il commercio sessuale, allo stesso modo con il quale si indicava, allora come oggi, il gesto di elemosinare: andare questuando.

Le disposizioni contenute negli Statuti narnesi sono poche e non offrono la possibilità di comprendere appieno le reali condizioni di vita delle meretrici pubbliche a Narni. Purtroppo, la dispersione e distruzione degli archivi storici conseguente al sacco dei Lanzichenecchi, ha generato un vuoto incolmabile per i lavori di ricerca. Sappiamo tuttavia che le pene previste per i reati di stupro e tentato stupro variavano a seconda dello status sociale della vittima. Si trattava in ogni caso di reati perseguibili solo in caso di querela, presentata, beninteso, non dalla donna violata ma dal marito, o padre o fratello carnale o da un altro consanguineo o parente uomo fino al secondo grado.

La pena capitale era comminata solo a coloro che avevano stuprato una vedova, una vergine o una donna sposata, mentre il tentato stupro era punito con una semplice pena pecuniaria di 200 libbre cortonesi. Nel caso in cui la vittima fosse stata una donna di cattiva reputazione, la somma era ridotta alla metà e, qualora si fosse trattato di una pubblica meretrice, non si comminava alcuna pena.

Nei secoli XIII e XIV, le donne pubbliche furono sottoposte a restrizioni ed obblighi sia per quanto riguardava i luoghi che potevano frequentare, sia in materia di abbigliamento. La situazione mutò parzialmente alla fine del XIV secolo e nel XV, quando le municipalità iniziarono a progettare e a realizzare spazi riservati e veri e propri postriboli, ma segni e distinzioni non scomparvero del tutto.

A Narni era fatto divieto alle meretrici di dimorare presso i monasteri e altri luoghi religiosi a meno di 10 case, alla pena di 100 soldi cortonesi e qualora qualcuna non fosse stata in grado di pagare la somma, veniva sottoposta alla fustigazione pubblica. Il meretricio non poteva essere praticato dal mercoledì santo fino a Pasqua e nel giorno di San Marco e, in ogni caso, le prostitute potevano andare per la città soltanto il sabato e fino all’angolo del Palazzo del Vicario e per il Palazzo Comunale (lontano dunque dai luoghi pubblici). Al di fuori del giorno stabilito ed oltre i confini fissati, erano punite con una pena di 20 soldi cortonesi.

Le disposizioni statutarie di Narni si conformavano a quelle stabilite anche nel resto d’Italia, dove si tendeva a proibire l’accesso delle prostitute nei centri cittadini e nelle vie che conducevano alle porte della città, e ciò nell’intento di non mostrare, a quanti venivano da fuori, lo spettacolo indecente di donne che mettevano in vendita il proprio corpo.

Una questione di look

L’abbigliamento imposto alle prostitute pubbliche (inteso come vero e proprio segno distintivo), variava a seconda dei luoghi. Rispetto a Narni purtroppo non si hanno notizie, ma sappiamo ad esempio che a Perugia si trattava di una striscia di panno rosso cucita sulla spalla destra, lunga tre dita e larga uno. A Venezia era prescritto un fazzoletto giallo legato al collo, mentre a Padova un cappuccio rosso. Alcune città aggiungevano ai segni distintivi particolari di natura infamante, come l’altissimo copricapo dotato di due corna lunghe almeno mezzo piede, inventato dal duca Amedeo VIII di Savoia, oppure il sonaglio da falcone applicato su una spalla a Siena. A Firenze il sonaglio andava invece applicato su un particolare cappuccio che copriva la testa. Queste due ultime prescrizioni rimandano al segno distintivo imposto ai lebbrosi: una campanella che serviva ad annunciare il loro passaggio.

Per quanto sottoposte a forme di controllo e di restrizione, le meretrici, sia pubbliche che segrete, facevano comunque parte della comunità ed in alcuni casi partecipavano anche a particolari celebrazioni, soprattutto quelle concernenti le feste in onore dei Santi Patroni. Seppure non si hanno notizie della eventuale presenza di prostitute narnesi alla corsa del palio per San Giovenale, sappiamo che in altre città italiane la loro partecipazione non era desueta: nel salone d’onore di Palazzo Schifanoia a Ferrara, nel ciclo degli affreschi dei mesi, fu rappresentato anche il palio annuale che comprendeva, oltre alla nobile gara di corse dei cavalli, anche quella degli asini, degli ebrei e delle prostitute. Per restare nei confini della nostra Regione, a Foligno, durante la metà del Quattrocento, le donne pubbliche correvano in occasione del palio di San Feliciano dalla porta del Governatore fino al palazzo dei Priori. La prostituta che arrivava per prima, doveva afferrare e riportare indietro gli oggetti lì depositati: un mannello di canapa, una libbra di pepe e due fasci di porri. E’ evidente che, in ogni caso, si trattava di tradizioni imposte alle meretrici al solo scopo di umiliarle pubblicamente ancora una volta.

Ciò nonostante, l’atteggiamento della  società e della Chiesa nei loro confronti rimaneva decisamente ambiguo, la prostituzione era condannata ma anche tollerata perché considerata necessaria: a veicolare “l’insopprimibile urgenza della lussuria maschile”, a contrastare gli stupri perpetrati ai danni di donne oneste e a combattere “comportamenti contro natura”. “Sodomita del diavolo”, dice San Bernardino quando si scaglia contro gli omosessuali. Fu per tale motivo che i legislatori di molti Paesi europei, fra Tre e Quattrocento, si convinsero di poter trovare un rimedio opportuno attraverso il consolidamento o la creazione di postriboli pubblici. Con il tempo fu però evidente che la soluzione posta in essere non aveva portato alcuna utilità: il commercio di donne, la corruzione di giovani serve e schiave e gli stupri ai danni di donne “onorate” continuavano, mentre i bordelli avevano iniziato a palesare il loro vero volto di luoghi inquieti, nei quali circolava gente di infima condizione, impegnata spesso in traffici illeciti e risse.

Mariella Agri

Lippo e Federico Memmi, Maria Maddalena, 1344-47 ca.

Rivincita, la parola a Mezule

NARNI 30 settembre 2019 – L’anello d’argento è tornato al terziere Mezule, dopo sei anni (l’ultima vittoria della Corsa all’Anello risale al 2013) e la gioia è stata grande. I bianconeri si sono presi La Rivincita sul terziere Fraporta che aveva vinto La Sfida dello scorso maggio, trionfando alla terza edizione della gara equestre che per la prima volta è stata disputata a settembre.

 LA GIOIA DEL CAPO PRIORE – “Una gioia unica – ha affermato il capo priore di Mezule Cesare Antonini, commentando la vittoria –  che ripaga tutti gli sforzi e il lavoro di 365 giorni all’anno e di un mese di Corsa all’Anello che ormai riempie la vita della città di Narni. Noi abbiamo creduto tantissimo nella Rivincita (crediamoci tutti insieme!) e abbiamo vissuto nove giorni meravigliosi lavorando tantissimo tra osterie ed eventi ma divertendoci e creando un gruppo meraviglioso che si è sviluppato ancora di più dopo l’avvio di questo triennio. Abbiamo riportato l’anello a casa dopo sei anni di digiuno – ha continuato –  e dopo la storica cinquina dei record. E’ un progetto a lungo termine basato sui giovani e che ha richiesto lavoro, decisioni durissime e investimenti. La sconfitta non avrebbe cambiato nulla sul nostro plan ma la vittoria appaga, soddisfa e crea il giunto entusiasmo che servirà per lavorare e lottare per la Sfida di maggio. A livello personale è una soddisfazione pazzesca. Ho vinto a Mezule sette anelli in tredici anni di gestione passando tutti i ruoli dell’organigramma. Siamo un gruppo fantastico che ha passato un momento di cambiamento che definirei epocale ma che ha prodotto un’energia positiva che abbiamo incanalato nelle decisioni giuste prese tutti insieme. Domenica – ha concluso Antonini –  ho definito la vittoria così dalla loggetta degli Scolopi: “Quando venite in campo e vi guardo negli occhi mentre mi abbracciate rivedo tutto come quando rivedi il film della tua vita un attimo prima di morire. Solo che non sei morto ma sei comunque in Paradiso ed è tutto bianconero”.

LA SODDISFAZIONE DELLA SCUDERIA – Soddisfazione anche in scuderia. “Siamo molto felici – hanno spiegato i responsabili Simone Galletti e Federico Minestrini – della vittoria, ma questo ci pare scontato. Quello che vogliamo sottolineare è il grande lavoro fatto dalla scuderia e da tutto il terziere per arrivare a vincere questo anello, atteso per tanti anni. Noi siamo da poco alla guida del team e possiamo ritenerci enormemente soddisfatti del traguardo raggiunto, a coronamento di tanto lavoro, tanta tenacia, tanti sacrifici e dalla volontà di entrare sempre in campo a testa alta, provando a dare il massimo. E così è stato, domenica. Noi – hanno continuato –  non possiamo fare altro che ringraziare i nostri cavalieri, Mirko Concetti, Tommaso Finestra e Ernesto Wilmi Santirosi che con la passione di sempre hanno gareggiato, portando a casa stavolta la meritata vittoria. Ma il nostro grazie va anche a tutte le persone che tutto l’anno frequentano la scuderia e ci aiutano e a tutto il terziere che crede in noi. La gioia è tanta e possiamo dire tranquillamente che ci siamo meritati quell’anello d’argento che ripaga di tanto lavoro. Ma ovviamente non è finita qui. Ci metteremo subito al lavoro in vista del prossimo anno e della Corsa all’Anello 2020, non mollando mai la presa. La serietà e la caparbietà con cui siamo abituati a lavorare in scuderia – hanno concluso –  continueranno a contraddistinguere il nostro percorso”.

Leggi anche “Rivincita, trionfa Mezule”

Rivincita, tante le presenze nel fine settimana

NARNI 16 settembre 2019
Bilancio positivo per il primo fine settimana di eventi della Rivincita. Tante le persone che si sono recate in centro storico per assistere alle manifestazioni e per mangiare nelle tipiche osterie che hanno fatto per tutto il week end il tutto esaurito.

Bene la lettura del bando e le inaugurazioni delle mostre, così come hanno ricevuto molti applausi i Narnia Cantores che venerdì si sono esibiti nel concerto di apertura e l’attore Edoardo Siravo, protagonista di un evento molto apprezzato alla Loggia dei Priori.

Suggestiva e ben riuscita anche la benedizione dei cavalieri che si è tenuta sabato sera in una Cattedrale gremita di gente, con una nuova formula. A differenza della Sfida, dove ogni terziere in giorni differenti benedice i propri cavalieri nella chiesa rionale, la benedizione dei cavalieri di Mezule, Fraporta e Santa Maria che domenica 22 settembre disputeranno la gara al Campo de li Giochi è stata fatta in maniera congiunta con una emozionante cerimonia officiata dal parroco Don Sergio Rossini.
I cavalieri giostranti sono arrivati in corteo accompagnati dai propri priori, dalle famiglie nobili di appartenenza, dai famigli. Il corpo delle magistrature cittadine recava invece i simboli dei terzieri in tre figure allegoriche con i simboli degli stessi e l’anello in palio per la Rivincita. In occasione dell’evento religioso sono state fatte anche delle letture da Donna de Paradiso, sulle note dello Stabat Mater, di Jacopone da Todi.

Successo infine per il cuoco Giorgione, ospite molto atteso e grande amico della Corsa all’Anello che domenica sera si è esibito in un cooking show rapendo l’attenzione ed il palato dei commensali che hanno fatto il tutto esaurito al Giardino dei Semplici di Palazzo dei Priori.

GLI EVENTI DI OGGI E DOMANI
Stasera, 16 settembre, alle 21 in piazza dei Priori ci sarà “Instrumentalis, humana, mundana, semper musicae l’anima brama”, spettacolo musicale a cura di associazione culturale Concertino e gruppo musici comunali.
Domani sera, 17 settembre, sarà la volta alle 21.30 alla Loggia dei Priori di “Sonata Medievale”, duetto di violino e chitarra.

Rivincita, domani si alza il sipario

12 settembre 2019 – Si alzerà domani, venerdì 13 settembre, il sipario su La Rivincita della Corsa all’Anello. Le manifestazioni prenderanno il via alle 18 con il passaggio del banditore in centro storico, seguito dall’apertura delle tipiche osterie e terminerà domenica 22 settembre con l’attesa gara equestre al Campo de li Giochi (alle 16:00) preceduta dal corteo storico che partirà dal centro storico alle 14:00.

Molti gli eventi in programma tra manifestazioni della tradizione, concerti, spettacoli, mostre, conferenze e banchetti.

EVENTI DELLA TRADIZIONE – Sabato 14 settembre alle 21.30 si terrà la benedizione dei cavalieri che parteciperanno alla gara equestre del 22 settembre. A differenza della Sfida, dove ogni terziere in giorni differenti benedice i propri cavalieri nella chiesa rionale, stavolta la benedizione sarà congiunta ed avverrà nella Cattedrale con una suggestiva cerimonia officiata dal parroco Don Sergio Rossini.  In occasione dell’evento religioso verranno fatte anche delle letture da Donna de Paradiso, sulle note dello Stabat Mater, di Jacopone da Todi.

La sera antecedente alla gara equestre, il 21 settembre, ci sarà invece una suggestiva offerta dei ceri in Cattedrale che avverrà in onore della Vergine Maria, alla quale La Rivincita è dedicata. Tutte le magistrature comunali e quelle di nomina pontificia, gli anteposti delle arti e tutto il popolo narnese si recavano in processione ad offrire ceri e palii alla Madonna, nella vigilia della sua festività. E la rievocazione sarà la rappresentazione di questo suggestivo momento. L’immagine della Vergine Maria, sfavillante nei ceri accesi in suo onore, percorrerà alla fine della cerimonia le vie della città per ricevere in piazza dei Priori l’omaggio, stavolta laico.

BANCHETTO MEDIEVALE – Mercoledì 18 settembre La Notte delle Tabernae presenterà “A tavola con i priori”, banchetto medievale che si terrà nella magnifica cornice trecentesca della Loggia dei Priori. Il banchetto sarà accompagnato da una spiegazione della cucina medievale, musica, danza ed animazione, per trascorrere un’intera serata vivendo il Medioevo in tutte le sue sfaccettature. Il menù prevede frutta fresca di stagione, zuppa di cicerchie e porcini, agnello in salsa dorata, carote al miele ed uvetta, mangiare degli angeli e vino alla lavanda. I posti sono limitati (massimo 50 persone).
La prenotazione è obbligatoria (340.1580325).

MOSTRE, CONCERTI E CONFERENZE – Saranno molti gli eventi culturali in programma per La Rivincita, iniziando dal grande concerto di apertura “Cuncti Simus Concanentes”, danze cortesi e devozionali al tempo della Corsa all’Anello, che avrà luogo domani sera, 13 settembre, alle 21.30 nella chiesa di San Francesco. Si esibiranno i Narnia Cantores diretti dal Maestro Simone Sorini. Passiamo alle mostre, che rimarranno aperte per tutta la durata della festa. Nei sotterranei di Palazzo dei Priori ci sarà “Ostium Augusti #1” – Riccardo Murelli, mostra a cura di Franco Profili, con il contributo critico di Paolo Cicchini. Sempre a Palazzo dei Priori, nella Sala Digipass, i visitatori troveranno “L’andar per vie con gli occhi degli artisti…” – Vedute d’Artista, collettiva di pittori locali avente per tema scorci, monumenti e paesaggi di Narni e del territorio. Nella Sala della Vergine di Palazzo dei Priori verrà allestita “Ordine Imperfetto Reloaded”, mostra personale dell’artista Caterina Ciuffetelli che ha anche realizzato il palio che verrà consegnato al terziere vincitore de La Rivincita. Nelle sale del Comune in via Garibaldi ci sarà “Come una volta”, mostra mercato: l’artigianato vive e si rinnova. Domenica 15 settembre alle 16 alla Sala del Camino di Palazzo Eroli sarà la volta della conferenza “L’andar per vie, a Narni”, tavola rotonda sulle vie più transitate a Narni nel Medioevo. Interverranno Claudio Magnosi, Fabio Ronci e Renato Stopani. A seguire verrà presentato il libro di Stopani “Vie romee. Dall’altomedievale via Francigena alla pluralità di percorsi romipeti del basso Medioevo”.

EVENTI A PALAZZO –  Durante la festa ci saranno anche una serie di appuntamenti denominati “Eventi a Palazzo” che si terranno a Palazzo dei Priori, un nuovo modo di far vivere la storica struttura di piazza dei Priori fra degustazioni, arte e cultura, all’insegna delle eccellenze territoriali. Si inizierà domani sera, 13 settembre, alle 18.30 con l’inaugurazione, seguita alle 19 da “Musica in calice. Il sapore dell’eccellenza di prodotti unici”, aperitivo e degustazione con calice di vino accompagnati da musica. Sabato 14 alle 17 ed alle 18 ci saranno attività per bambini, mentre domenica 15 alle 18.30 si terrà la presentazione del libro “Eran solo canzonette” di Fabio Rosati. Sabato 21 settembre  alle 17,30 ed alle 18 torneranno due eventi per bambini, mentre domenica 22 settembre alle 12,30 ci sarà un “Incontro conviviale con la città di Visso”, degustazione di prodotti umbri e marchigiani al Giardino dei Semplici.

TREKKING URBANO –  In programma, infine, anche il trekking urbano storico sulle vie di Narni Sconosciuta, tre percorsi interessanti e misteriosi che si terranno domenica 15 settembre e sabato 21 settembre alle 9.30 ed alle 11.30 (a cura di Associazione Narni 360 e Commissione Cultura Corsa all’Anello).

OSPITI SPECIALI –  Saranno quattro gli ospiti di punta che parteciperanno alla Rivincita: l’attore Edoardo Siravo, il cuoco Giorgio Barchiesi, meglio conosciuto come Giorgione, la ballerina Samanta Togni ed il percussionista Tullio De Piscopo.

Sabato 14 settembre alle 18,30 alla Loggia dei Priori, Edoardo Siravo parteciperà all’evento “Va l’aspro odor dei vini l’animo a rallegrar” (con Gabriella Casali e Germano Rubbi), degustazione in rima in collaborazione con l’Associazione Produttori Ciliegiolo.

Domenica 15 settembre il celebre cuoco Giorgione alle 20 al Giardino dei Semplici di Palazzo dei Priori parteciperà al “certamen gastronomico” con il Mastro Martino da Como. Lo chef moderno reinterpreterà le ricette del cuoco medievale in chiave contemporanea. Se ne illustrerà la preparazione, sia a parole che con qualche spunto pratico, in una sorta di avvincente cooking show. Il pubblico sarà chiamato a votare, degustando le varie pietanze, incoronando il vincitore (prenotazione obbligatoria 340.1580325).

Giovedì 19 settembre arriverà la celebre ballerina del seguito programma di Raiuno “Ballando con le Stelle” Samanta Togni. La danzatrice presenzierà l’evento che si terrà alle 21 in piazza dei Priori “Choreutike”, spettacolo congiunto dei gruppi danza dei terzieri della Corsa all’Anello. La Togni si esibirà con le ballerine interpretando la Madonna, alla quale la Rivincita è dedicata.

Venerdì 20 settembre l’ospite speciale sarà il percussionista e cantautore Tullio De Piscopo che alle 21.30 parteciperà allo stadio San Girolamo all’evento “Cor unum, unum sonum”, grande spettacolo coreografico a cura dei gruppi musici della Corsa all’Anello, degli sbandieratori Città di Narni e della Compagnia Milites Gattamelata del terziere Mezule. De Piscopo che parteciperà allo spettacolo, suonando con i musici, al termine si esibirà in un’attesa jam session.

Rivincita, le anticipazioni sul programma

L’Associazione Corsa all’Anello sta lavorando agli eventi che presenteranno molte novità

L’Associazione Corsa all’Anello sta lavorando al programma della Rivincita che si terrà dal 13 al 22 settembre. Tanti gli eventi che si snoderanno nei dieci giorni di festa che culminerà con la gara equestre al Campo de li Giochi, preceduta dal grande corteo storico, dove i terzieri di Mezule e Santa Maria proveranno appunto a prendersi la rivincita sul terziere di Fraporta che ha vinto la Sfida del 12 maggio.

Molte saranno le novità. In attesa della presentazione del programma, ecco qualche anticipazione. La Rivincita che avrà comunque come tema lo stesso della Sfida, ossia “L’andar per vie”, sarà dedicata alla Madonna Assunta, la cui ricorrenza a Narni era, secondo ciò che si legge negli statuti, la più sentita dopo la festa del patrono San Giovenale.

Proprio per questo motivo la sera antecedente alla gara equestre, il 21 settembre, ci sarà una suggestiva offerta dei ceri in Cattedrale che avverrà proprio in onore della Madonna. Oltre al corteo formato dalle autorità comunali e pontificie, dalle corporazioni e dai castelli, ci sarà una processione, sempre ovviamente in rigoroso abito medievale, dei nobili e del popolo che seguiranno la sentita cerimonia religiosa.

Sempre alla Madonna Assunta, sarà dedicato un palio che verrà consegnato al terziere vincitore della Rivincita che verrà realizzato da un artista ancora top secret che come era successo per il Bravio per il miglior terziere della Sfida, presenterà anche una mostra personale a Palazzo dei Priori.
Un’altra novità riguarda la benedizione dei cavalieri. A differenza della Sfida, dove ogni terziere in giorni differenti benediva i propri cavalieri nella chiesa rionale, stavolta la benedizione sarà congiunta ed avverrà nella Cattedrale con una suggestiva cerimonia officiata dal parroco Don Sergio Rossini. In occasione dell’evento religioso verrà messa in scena anche la sacra rappresentazione di “Donna de Paradiso” di Jacopone da Todi.
Come di consueto si inizierà il 13 settembre con il passaggio del banditore, che sarà unico, ed apriranno forni ed osterie. Gli altri eventi si snoderanno nei giorni seguenti, con tante sorprese.

La Rivincita conterà anche mostre, concerti, spettacoli, esibizioni dei gruppi dei terzieri con tante novità tutte da scoprire. Ci saranno anche attesi ospiti e nell’ambito gastronomico ci sarà un appuntamento che senza dubbio attirerà molti partecipanti e che verrà comunicato a breve.

L’immagine ufficiale scelta per la Rivincita, che raffigura la dama del terziere Fraporta Annalisa Mariotti è del talentuoso fotografo romano Alessandro Montanari con cui è in cantiere un ampio ed interessante progetto.

Ufficio Stampa Associazione Corsa all’Anello

Corriere Umbria 05.07.2019
Corriere Umbria 05.07.2019

Si lavora al programma della Rivincita

L’Associazione Corsa all’Anello sta lavorando al programma della Rivincita che si terrà dal 13 al 22 settembre. Tanti gli eventi che si snoderanno nei dieci giorni di festa che culminerà con la gara equestre al Campo de li Giochi, preceduta dal grande corteo storico, dove i terzieri di Mezule e Santa Maria proveranno appunto a prendersi la rivincita sul terziere di Fraporta che ha vinto la Sfida del 12 maggio.

Molte saranno le novità. In attesa della presentazione del programma, ecco qualche anticipazione. La Rivincita che avrà comunque come tema lo stesso della Sfida, ossia “L’andar per vie”, sarà dedicata alla Madonna Assunta, la cui ricorrenza a Narni era, secondo ciò che si legge negli statuti, la più sentita dopo la festa del patrono San Giovenale.

Proprio per questo motivo la sera antecedente alla gara equestre, il 21 settembre, ci sarà una suggestiva offerta dei ceri in Cattedrale che avverrà proprio in onore della Madonna. Oltre al corteo formato dalle autorità comunali e pontificie, dalle corporazioni e dai castelli, ci sarà una processione, sempre ovviamente in rigoroso abito medievale, dei nobili e del popolo che seguiranno la sentita cerimonia religiosa.

Sempre alla Madonna Assunta, sarà dedicato un palio che verrà consegnato al terziere vincitore della Rivincita che verrà realizzato da un artista ancora top secret che come era successo per il Bravio per il miglior terziere della Sfida, presenterà anche una mostra personale a Palazzo dei Priori.

Un’altra novità riguarda la benedizione dei cavalieri. A differenza della Sfida, dove ogni terziere in giorni differenti benediva i propri cavalieri nella chiesa rionale, stavolta la benedizione sarà congiunta ed avverrà nella Cattedrale con una suggestiva cerimonia officiata dal parroco Don Sergio Rossini. In occasione dell’evento religioso verrà messa in scena anche la sacra rappresentazione di “Donna de Paradiso” di Jacopone da Todi.

Come di consueto si inizierà il 13 settembre con il passaggio del banditore, che sarà unico, ed apriranno forni ed osterie. Gli altri eventi si snoderanno nei giorni seguenti, con tante sorprese.

La Rivincita conterà anche mostre, concerti, spettacoli, esibizioni dei gruppi dei terzieri con tante novità tutte da scoprire. Ci saranno anche attesi ospiti e nell’ambito gastronomico ci sarà un appuntamento che senza dubbio attirerà molti partecipanti e che verrà comunicato a breve.

L’immagine ufficiale scelta per la Rivincita, che raffigura la dama del terziere Fraporta Annalisa Mariotti è del talentuoso fotografo romano Alessandro Montanari con cui è in cantiere un ampio ed interessante progetto.

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Manuela Vitulli: Dama per un giorno

MANUELA VITULLI:
Negli ultimi anni col mio lavoro mi è capitato un po’ di tutto, ma mai – e ribadisco MAI – avrei immaginato di fare un salto nel passato per trasformarmi in una dama medievale. Ma si sa, la vita riesce sempre a sorprenderci.E così quest’anno l’ente Corsa all’Anello di Narni mi ha scelto come madrina della 51° edizione dell’evento, trasformando me – una digital content creator – in una dama del 1371.O meglio, una dama 3.0.

Dal digital al Medioevo in men che non si dica. 

La Corsa All’Anello
La festa è una ricostruzione degli eventi che si svolgevano in onore di San Giovenale nell’anno 1371 ed è caratterizzata da due settimane di manifestazioni.Due settimane di festeggiamenti che culminano la seconda domenica di maggio.
Immaginate di venire improvvisamente risucchiati da una macchina del tempo e di ritrovarvi così nel 1371. Immaginate costumi d’epoca dai tessuti meravigliosi. Immaginate dame dallo sguardo intenso e l’espressione fiera. Fiera di rappresentare il proprio terziere. Immaginate dei cavalieri abili di ogni età incitati dall’intera popolazione narnese. Immaginate, infine, le osterie dove il perenne caos è sinonimo di festa, di giubilo. Ecco, questa è la Corsa all’Anello. Così coinvolgente che anche per un forestiero è inevitabile lasciarsi trasportare.
E io mi sono lasciata trasportare eccome.Passando dal vecchio forno del terziere Mezule, chiacchierando con i ragazzi di un’osteria del terziere Santa Maria, guardando sfilare dame e cavalieri a Fraporta (e cantando con gli altri spettatori). E sapete qual è la cosa più clamorosa? Non mi sono sentita estranea ai festeggiamenti, nemmeno per un attimo. Tutti i narnesi mi hanno subito accolto, mi hanno spiegato ogni particolare della festa, mi hanno fatto sentire una di loro. 

I Terzieri
Come nella Narni medievale, oggi nella Corsa all’Anello la città ha suddiviso il suo territorio tra le mura in tre Terzieri: Mezule (la zona a monte verso la Rocca), Fraporta (la città compresa tra la piazza dei Priori ed il Duomo) e Santa Maria (dall’antica chiesa di S.Maria Impensole fino alla porta Polella).
Passeggiando per la città ho notato quanto i terzieri oggi siano veri e propri centri di aggregazione, punti di riferimento per gli abitanti che offrono il loro impegno e la loro professionalità non per un tornaconto personale, bensì per il successo della festa.
Ogni terziere ha una propria scuderia e una sartoria.
Ho avuto la possibilità di entrare nella sartoria di Fraporta e ne sono rimasta estasiata.
Mi sono resa conto di quanto lavoro ci sia dietro la produzione di ogni abito.
Ogni abito è frutto sia di accurate ricerche – tramite l’iconografia ed i documenti del tempo – sui tessuti, sui tagli, sul personaggio, sia di un minuzioso lavoro artigianale.
Ogni abito viene lavorato a mano e il risultato è un corteo storico che offre uno spettacolo molto vicino a quello di una società umbra del XIV secolo.
A me ha lasciato a bocca aperta.

Dama per un giorno
Sono rimasta ancor più sbalordita quando mi sono calata nei panni di una dama (anzi, una madrina 3.0).
Ho potuto appurare come nulla sia lasciato al caso durante la preparazione di una dama. Partendo dall’abito, aderentissimo nella parte superiore e morbido dalla vita in giù (nel mio caso così aderente su che ci son volute due persone per infilarlo e per toglierlo) passando per l’acconciatura e per il make up. Un make up sì naturale, ma che allo stesso tempo deve evidenziare la fierezza della dama.
Ci sono volute quasi due ore per arrivare al risultato che vedete nell’immagine in copertina, ma ne è valsa la pena.
Ne è valsa la pena perché ho avuto l’onore di ricoprire un ruolo così importante per i narnesi (e non solo), davanti a ben cinquecento persone.

La Corsa all’Anello: un collante tra la gente
La Corsa all’Anello coinvolge tutti: dai bambini più piccoli ai signori più anziani.
Tutti fanno il tifo per il proprio terziere, tutti ci mettono passione, tutti ci credono.
Ho visto il sindaco di Narni far festa con noi durante il flashmob a mezzanotte per poi ritornare nelle sue vesti ufficiali l’indomani mattina, ho visto giovani di un terziere e l’altro prendersi in giro a suon di cori per poi abbracciarsi con affetto.
Ho visto tanta passione e partecipazione, come se questi festeggiamenti fossero un collante tra la gente. E lo sono davvero.

Tra l’altro Narni è un gioiellino e in queste giornate – come me – potrete approfittare per esplorarla. E per prendere qualche chilo  perché, tra un’osteria e l’altra, vi accorgerete che si mangia anche divinamente.

Se anche voi volete vivere l’atmosfera medievale che si respira in questi giorni a Narni, vi segnalo i prossimi appuntamenti:

– Corteo storico: la sera dell’ 11 maggio 2019
– Corsa all’Anello: 12 maggio 2019

– la rivincita della Corsa all’Anello: 13-22 settembre 2019

L’articolo mi Manuela Vitulli sul suo blog Pensieri in Viaggio

20 aprile 1303 – Nasce La Sapienza

Il Medioevo delle arti e della cultura è un enorme libro dove le pagine da sfogliare raccontano mirabili storie come quella della nascita dell’Università de La Sapienza di Roma

20 APRILE 1303 – NASCE L’UNIVERSITÀ DI ROMA

Dopo la scomunica a Filippo IV di Francia con la bolla Unam Sanctam dove ribadiva strenuamente la superiorità universale della Chiesa, il 20 aprile del 1303, Benedetto Ceretani, al secolo Bonifacio VIII con la bolla pontificia “In Supremae Preminentia Dignitatis” istituì lo Studium Urbis, l’Università di Roma.

Gli stabili dell’Università vennero posti al di fuori delle mura vaticane a Trastevere e segnarono un nuovo rapporto tra l’Urbe e gli studiosi che giungevano giungevano a Roma da tutte le parti del mondo.

INITIUM SAPIENTIAE TIMOR DOMINI: LA SAPIENZA

Da allora, e attraverso gli anni, l’Università di Roma accrebbe di importanza e prestigio ma fu solo verso il 1660 che lo Studium Urbis, trasferitosi in Corso Rinascimento prende il nome di Sapienza da un’epigrafe posta sopra il portone d’ingresso “Initium Sapientiae timor Domini” (l’inizio della Sapienza è il timor di Dio).

Dieci anni dopo, Papa Alessandro VII vi inaugurava la ricchissima “Biblioteca Alessandrina”.

Cortile del Palazzo della Sapienza a Roma
Palazzo della Sapienza /// Edificio sede dell’Università nel Rinascimento

CORSA ALL’ANELLO: DAL 1300 A OGGI, UNA SFIDA MODERNA CHE TRAE ORIGINI DAL NOSTRO PASSATO

Dare uno sguardo al passato per meglio capire il nostro presente: è questo quanto facciamo ricordando con la Corsa e con gli eventi dedicati al nostro Patrono dal 1371 ogni anno per le vie della nostra città di Narnia che dal XIV sec. a oggi offre a noi il gusto della vita e della suggestione del Medioevo

3 aprile 1327, PETRARCA INCONTRA LAURA

Era la primavera del 1327, venerdì santo, quando un ventiduenne Francesco Petrarca  incrociò nella Chiesa di Santa Chiara ad Avignone le “belle membra”, il “bel fianco”, i “beglio occhi”, la “gonna leggiadra”, e le “trecce bionde” come l’oro di Laura, consegnando al mondo una delle prime rappresentazioni di quello che oggi chiameremmo un colpo di fulmine.

6 APRILE 1327, COLPO DI FULMINE NEL MEDIOEVO: PETRARCA INCONTRA LAURA

Era ‘l giorno ch’al sol si scoloraro
per la pietà del suo Factore i rai,
quando i’ fui preso, et non me ne guardai,
ché i be’ vostr’occhi, Donna, mi legaro

Francesco Petrarca – Il Canzoniere

Laura diviene il simbolo ideale dell’amore non solo per il poeta aretino ma un po’ per tutti noi che, da allora, leggiamo estasiati i versi di Petrarca.

LAURA: TRA LEGGENDA E STORIA

Molto sappiamo del Petrarca grazie anche alle sue opere biografiche, molto sappiamo intorno all’amore per Laura di cui parla in tante delle sue opere. Poco o nulla sappiamo della vita di Laura.

L’ipotesi più accreditata la identifica con quella Laura De Noves, o “Lauretta della Casa di Salso”, Madame de Sade, nobildonna francese nata nel 1310 e morta – come riporta lo stesso Petrarca in un’annotazione che il poeta scrisse a margine alla sua edizione di Virgilio decorato Simone Martini – sempre il 6 aprile del 1348. Fu sposa, due anni prima dell’incontro con Petrarca, del marchese Ugo de Sade con cui generò 11 figli.

Laura, che si distingueva per le sue proprie virtù, e che fu così tanto celebrata nelle mie poesie, apparve per la prima volta ai miei occhi sul principio della mia maturità, nell’anno del Signore 1327, il giorno 6 di aprile, all’ora prima, nella Chiesa di Santa Chiara ad Avignone; nella stessa città, nello stesso mese di aprile, nello stesso giorno sesto, alla stessa prima ora, nell’anno 1348, quella luce ci fu tolta mentre io mi trovavo a Verona, ignorando il mio fato. Provo una certa consolazione a scrivere questo amaro ricordo di un evento crudele…

Francesco Petrarca – Virgilio, annotazione a margine
Affresco che rappresenta Francesco Petrarca e la sua amata Laura oggi nella sua casa di Arquà
Laura e Petrarca /// Casa del Petrarca ad Arquà Petrarca

LAURA, IL LAURO E IL MITO ETERNO DELL’AMORE NON CORRISPOSTO

Petrarca fu il poeta che meglio seppe fondere il quotidiano e l’assoluto, le piccole cose e quelle celesti e l’idealizzazione dell’amore nella figura femminile di Laura diviene l’espediente retorico per celare l’immagine del trionfo iconografico del lauro, le cui corone erano poste sui capi di coloro che erano considerati i più sommi poeti. Attraverso Laura giunge al Lauro: attraverso la descrizione dell’amore ideale, giunge alla gloria artistica.

D’altro lato Laura è anche l’aura, e l’aurora simbolo della rinascita e del rinnovamento: vi si può trovare riferimento anche al mito di Dafne che, consacrata la sua verginità a Diana e, inseguita da Apollo che se ne innamora, si trasforma in pianta di alloro per sottrarsi a lui.

In questo senso Laura diviene simbolo divino dell’amore aulico non corrisposto.


CORSA ALL’ANELLO: DAL 1300 A OGGI, UNA SFIDA MODERNA CHE TRAE ORIGINI DAL NOSTRO PASSATO

E come è nitida e moderna l’emozione che riviviamo leggendo le liriche del poeta di Arezzo, così è nitida e forte l’emozione che si rivive ogni anno per le vie della nostra città che dal XIV sec. a oggi offre a tutti noi il gusto della vita e delle sfide del Medioevo della Corsa all’Anello.

Con la lettura de lo banno per le vie di Narnia, inizieranno le manifestazioni che ci accompagneranno a La Sfida del 12 maggio con un Programma ricco di eventi e spettacoli.

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