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20 aprile 1303 – Nasce La Sapienza

Il Medioevo delle arti e della cultura è un enorme libro dove le pagine da sfogliare raccontano mirabili storie come quella della nascita dell’Università de La Sapienza di Roma

20 APRILE 1303 – NASCE L’UNIVERSITÀ DI ROMA

Dopo la scomunica a Filippo IV di Francia con la bolla Unam Sanctam dove ribadiva strenuamente la superiorità universale della Chiesa, il 20 aprile del 1303, Benedetto Ceretani, al secolo Bonifacio VIII con la bolla pontificia “In Supremae Preminentia Dignitatis” istituì lo Studium Urbis, l’Università di Roma.

Gli stabili dell’Università vennero posti al di fuori delle mura vaticane a Trastevere e segnarono un nuovo rapporto tra l’Urbe e gli studiosi che giungevano giungevano a Roma da tutte le parti del mondo.

INITIUM SAPIENTIAE TIMOR DOMINI: LA SAPIENZA

Da allora, e attraverso gli anni, l’Università di Roma accrebbe di importanza e prestigio ma fu solo verso il 1660 che lo Studium Urbis, trasferitosi in Corso Rinascimento prende il nome di Sapienza da un’epigrafe posta sopra il portone d’ingresso “Initium Sapientiae timor Domini” (l’inizio della Sapienza è il timor di Dio).

Dieci anni dopo, Papa Alessandro VII vi inaugurava la ricchissima “Biblioteca Alessandrina”.

Cortile del Palazzo della Sapienza a Roma
Palazzo della Sapienza /// Edificio sede dell’Università nel Rinascimento

CORSA ALL’ANELLO: DAL 1300 A OGGI, UNA SFIDA MODERNA CHE TRAE ORIGINI DAL NOSTRO PASSATO

Dare uno sguardo al passato per meglio capire il nostro presente: è questo quanto facciamo ricordando con la Corsa e con gli eventi dedicati al nostro Patrono dal 1371 ogni anno per le vie della nostra città di Narnia che dal XIV sec. a oggi offre a noi il gusto della vita e della suggestione del Medioevo

3 aprile 1327, PETRARCA INCONTRA LAURA

Era la primavera del 1327, venerdì santo, quando un ventiduenne Francesco Petrarca  incrociò nella Chiesa di Santa Chiara ad Avignone le “belle membra”, il “bel fianco”, i “beglio occhi”, la “gonna leggiadra”, e le “trecce bionde” come l’oro di Laura, consegnando al mondo una delle prime rappresentazioni di quello che oggi chiameremmo un colpo di fulmine.

6 APRILE 1327, COLPO DI FULMINE NEL MEDIOEVO: PETRARCA INCONTRA LAURA

Era ‘l giorno ch’al sol si scoloraro
per la pietà del suo Factore i rai,
quando i’ fui preso, et non me ne guardai,
ché i be’ vostr’occhi, Donna, mi legaro

Francesco Petrarca – Il Canzoniere

Laura diviene il simbolo ideale dell’amore non solo per il poeta aretino ma un po’ per tutti noi che, da allora, leggiamo estasiati i versi di Petrarca.

LAURA: TRA LEGGENDA E STORIA

Molto sappiamo del Petrarca grazie anche alle sue opere biografiche, molto sappiamo intorno all’amore per Laura di cui parla in tante delle sue opere. Poco o nulla sappiamo della vita di Laura.

L’ipotesi più accreditata la identifica con quella Laura De Noves, o “Lauretta della Casa di Salso”, Madame de Sade, nobildonna francese nata nel 1310 e morta – come riporta lo stesso Petrarca in un’annotazione che il poeta scrisse a margine alla sua edizione di Virgilio decorato Simone Martini – sempre il 6 aprile del 1348. Fu sposa, due anni prima dell’incontro con Petrarca, del marchese Ugo de Sade con cui generò 11 figli.

Laura, che si distingueva per le sue proprie virtù, e che fu così tanto celebrata nelle mie poesie, apparve per la prima volta ai miei occhi sul principio della mia maturità, nell’anno del Signore 1327, il giorno 6 di aprile, all’ora prima, nella Chiesa di Santa Chiara ad Avignone; nella stessa città, nello stesso mese di aprile, nello stesso giorno sesto, alla stessa prima ora, nell’anno 1348, quella luce ci fu tolta mentre io mi trovavo a Verona, ignorando il mio fato. Provo una certa consolazione a scrivere questo amaro ricordo di un evento crudele…

Francesco Petrarca – Virgilio, annotazione a margine
Affresco che rappresenta Francesco Petrarca e la sua amata Laura oggi nella sua casa di Arquà
Laura e Petrarca /// Casa del Petrarca ad Arquà Petrarca

LAURA, IL LAURO E IL MITO ETERNO DELL’AMORE NON CORRISPOSTO

Petrarca fu il poeta che meglio seppe fondere il quotidiano e l’assoluto, le piccole cose e quelle celesti e l’idealizzazione dell’amore nella figura femminile di Laura diviene l’espediente retorico per celare l’immagine del trionfo iconografico del lauro, le cui corone erano poste sui capi di coloro che erano considerati i più sommi poeti. Attraverso Laura giunge al Lauro: attraverso la descrizione dell’amore ideale, giunge alla gloria artistica.

D’altro lato Laura è anche l’aura, e l’aurora simbolo della rinascita e del rinnovamento: vi si può trovare riferimento anche al mito di Dafne che, consacrata la sua verginità a Diana e, inseguita da Apollo che se ne innamora, si trasforma in pianta di alloro per sottrarsi a lui.

In questo senso Laura diviene simbolo divino dell’amore aulico non corrisposto.


CORSA ALL’ANELLO: DAL 1300 A OGGI, UNA SFIDA MODERNA CHE TRAE ORIGINI DAL NOSTRO PASSATO

E come è nitida e moderna l’emozione che riviviamo leggendo le liriche del poeta di Arezzo, così è nitida e forte l’emozione che si rivive ogni anno per le vie della nostra città che dal XIV sec. a oggi offre a tutti noi il gusto della vita e delle sfide del Medioevo della Corsa all’Anello.

Con la lettura de lo banno per le vie di Narnia, inizieranno le manifestazioni che ci accompagneranno a La Sfida del 12 maggio con un Programma ricco di eventi e spettacoli.

Narni, riapre la Rocca

La Rocca Albornoziana di Narni, il castello medievale del 1300 che sormonta la città, riaprirà al pubblico sabato 9 marzo 2019 e sarà gestita da Sistema Museo che garantirà visite guidate, attività didattiche e percorsi su misura attraverso i quali ammirarne la struttura esterna, il cortile e le sale allestite.

LE VISITE GUIDATE – Con un biglietto unico, insieme alla Rocca si potrà visitare anche il museo di palazzo Eroli in centro storico.

LA STORIA – Fu costruita nel 1367 a fini difensivi per volere del cardinale Egidio Albornoz ed è posta a 332 m.s.l.m. Essa domina l’abitato e la valle del fiume Nera da una posizione strategica favorevolissima. Sovrasta, da un lato, la conca Ternana, potendo agevolmente controllare le vie di accesso per Perugia, Amelia e Terni; dall’altro lato si affaccia verso SSO, dominando la via Flaminia e la strada verso Orte ed il Lazio. Questo ne ha fatto, storicamente, la sentinella alla porta sud dell’Umbria.

Costruita secondo precisi schemi difensivi, protetta da una robusta cinta muraria e circondata da un fossato, sopportò non pochi assalti, fra cui quello dei Lanzichenecchi di ritorno dal Sacco di Roma del 1527 coadiuvato dalle milizie ternane, che invece conquistarono e devastarono la sottostante città di Narni. Al suo comando si alternarono vari castellani e fra le sue mura furono ospitati Papi come Bonifacio IX e Niccolò V°. Dopo alterne vicende e un generale decadimento è stata acquistata e restaurata dal comune di Narni e dalla Provincia di Terni che l’hanno riportata al suo antico splendore.

INFO – maggiori informazioni sul sito di SistemaMuseo

Corsa all’Anello, dama testimonial di Campanaro

Silvia Ronci, che da anni sfila nel corteo storico, è stata scelta dal fotografo come volto della presentazione della sua mostra

E’ il volto di una dama narnese quello scelto dal celebre fotografo Roberto Campanaro per presentare la sua mostra “Sguardi dal Medioevo” che verrà inaugurata oggi pomeriggio alle 18 allo Spaziograro di Roma. La dama scelta è Silvia Ronci, che da anni sfila nel corteo storico della Corsa all’Anello per il terziere Mezule.

SGUARDI DAL MEDIOEVO – L’esposizione fotografica presenta ritratti in primo piano di persone in abiti medioevali raccolti durante una ricerca, durata due anni e realizzata nelle diverse celebrazioni storiche. I soggetti ritratti assumono pose, espressioni del volto in un gioco di rappresentazione di sé, all’interno di un dialogo tra epoche diverse. Le riprese fotografiche sono state effettuate con uno sfondo nero alle spalle del soggetto per drammatizzarne l’impatto visivo ed accentuare il legame della fotografia con la ritrattistica pittorica dell’epoca. R

Roberto Campanaro ha scattato molte foto ai figuranti del corteo storico narnese, che verranno esposte, e per la presentazione della mostra a Roma ha scelto proprio il ritratto della dama della Corsa all’Anello, facendo conoscere ai visitatori la bellezza del corteo storico di Narni, conosciuto ormai in tutta la Penisola.

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