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Tag: umbria

Corsa storica 2022 – Prenotazioni

Corsa storica

Aperte le prenotazioni per il biglietto gratuito

NARNI 29 aprile 2022- Aperte oggi le prenotazioni per il per assistere alla “Corsa all’Anello Storica”
gara equestre nella platea maior secondo le norme dettate dagli statuti del 1371.

La corsa consisteva in un gioco equestre nel quale i cavalieri dei Terzieri dovevano infilare un anello d’argento “Super Aurato” del valore di cento soldi cortonesi acquistato congiuntamente al palio con i soldi dovuti dalla comunità ebraica
NB: Ingresso da Piazza dei Priori, lato Via della Pinciana.

3 maggio 2022

Apertura ingressi 16.15
Inizio evento ore 17.00.

Prenotazioni corsa storica
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Maggiori info sull’evento: “De Anulo Argenteo Currendo” – Corsa all’Anello Storica

 

Università del Medioevo Narni

Narni ospiterà l’Università del Medioevo Ricostruito

NARNI 23 aprile 2022 – E’ una delle conferenze più attese ed importanti della 54esima edizione della Corsa all’Anello: domani, domenica 24 aprile, alle 17.30 al Teatro Comunale Giuseppe Manini verrà presentato il nuovo organo della Corsa all’Anello “In Arte Veteri”, l’Università del Medioevo Ricostruito. Alla presentazione, tenuta dal’Associazione Corsa all’Anello, parteciperà la presidente della Regione Umbria Donatella Tesei.

LA STORIA – Nel1305, venne inaugurato a Narni, nel convento dei Domenicani, lo studium “in Arte Veteri”, per l’educazione del clero, nonché, per i laici che si dedicavano alle lettere ed alle scienze. Narni era un centro di fermento culturale di alto livello nel Medioevo, maestri di arti liberali, giureconsulti, medici, fisici, chirurghi, erano tutti invitati ad esercitare la propria arte difesi da ogni “offesa” dagli statuti cittadini.

UNIVERSITA’ DEL MEDIOEVO RICOSTRUITO – Oggi, Narni si vuole riproporre come centro di fermento culturale del Medioevo, in particolare del Medioevo ricostruito, come mezzo di avvicinamento di massa alla storia ed al lavoro, traendo professionalità da quella che è una passione.

Narni, nel Palazzo dei Priori, ospiterà, un nuovo Studium “In Arte Veteri”, Università del Medioevo Ricostruito. Lo Studio, che sarà organo funzionale della Corsa all’Anello, avrà la stessa identica organizzazione delle università medievali, sia a livello gestionale che a livello strutturale. Saranno presenti sia le arti puramente intellettuali (le liberali) che quelle concrete (le meccaniche), il tutto gestito da rettore, procuratori, maestri e bidelli.

Concretamente lo Studio, che ingloberà la Commissione cultura della Corsa all’Anello, si occuperà quindi della creazione di progetti, compresi quelli per la partecipazione ai bandi, pubblicazioni, organizzazione di conferenze, organizzazione di corsi e workshop, gestirà le pubblicazioni e gli aperitivi delle Pergamene, individuerà nell’anno corrente il tema dell’anno successivo, divenendo insomma una vera e propria fucina del sapere. Nuove funzionalità potranno crearsi ed evolversi nel tempo a seconda delle esigenze.

Come nel Medioevo, inoltre, si avvarrà della collaborazione di docenti provenienti da tutta Italia, in una sezione scientifica esterna che fungerà da organo di consultazione sia per lo Studium stesso che per i terzieri della Corsa all’Anello.

Si terranno corsi di avvicinamento alle arti del Medioevo, non solo dal punto di vista dell’approfondimento storico, ma anche della creazione di manufatti, dando un nuovo impulso all’artigianato e sviluppando nuove professionalità, come la recente edizione del Festival delle Arti, che si è tenuta a settembre, ha dimostrato. Su tutte il corso di sartoria storica che già trova spazio nella sede dell’Associazione Corsa all’Anello. Non a caso il primo piano di Palazzo dei Priori, ospiterà il museo “multimedievale”, in corso di allestimento, che sarà affiancato da oggetti, frutto di alte arti e di altro sapere, come costumi, strumenti musicali, gioielli, armi e bandiere. Tutto ciò che verrà studiato sul piano teorico, troverà compimento nell’esposizione al museo, a dimostrazione di come la storia possa assurgersi dal piano teorico e concretamente materializzarsi, per divenire compagna più vicina delle genti moderne.

Palazzo dei Priori, diventerà insomma centro del Medioevo ricostruito, gioiello unico al mondo. Quindi Narni, non sarà più solo Centro geografico d’Italia, ma anche Centro della cultura medievale.

Domani, in occasione della presentazione del nuovo organo, verranno presentati anche il rettore (presidente), il vicerettore (direttore), i procuratori (direttore arti liberali e direttore arti meccaniche), i maestri (direttori sezione letteraria, scientifica, didattica arti e artigianato, didattica artistica), cancelliere (direttore sezione scientifica esterna) e bidelli (tutor corsi e seminari).

ALTRI EVENTI 24 APRILE – Dalle 10 alle 23 in Piazza dei Priori ci sarà il Mercato Medievale “La fucina delle arti e dei mestieri”. Alle 18.45 al Chiostro di Sant’Agostino si terrà “Domum regionis eximii Narniae”, omaggio ai terzieri della superba Narnia. Alle 21.30 in Piazza Galeotto Marzio ci sarà l’esibizione della Scuola di Bandiera e a seguire lo spettacolo degli Sbandieratori Città di Narni.

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Narni 1311, l’Offerta dei Ceri

Narni 1311, l’Offerta dei Ceri 

1879, Memoria della Vigilia

La sera del 2 maggio, Vigilia della Festa di san Giovenale, ‘nell’ora della completa gl’illustrissimi Priori seguiti dal Medico, dal Direttore delle scuole e dai Castaldi in costume movendo dal Palazzo Municipale si recavano in Cattedrale, ed adorata la tomba del Santo, presentavano un’offerta di Ceri e due Palli di seta’. Così annotava nel 1879 Giacinto Nicolai in “Vita e miracoli di s. Giovenale africano”, certificando un antichissimo rito narnese, per la cui origine è necessario entrare nei primi decenni del XIII secolo.

1283, Tra Umbria e Sabina

In quel tempo la consegna di un cero per il Patrono da parte dei castelli soggetti era una prassi comune, e per Narni alcuni autori indicano l’anno 1227 come data iniziale, partendo da una Lettera di papa Gregorio IX indirizzata al Capitolo della Cattedrale. Un documento che in realtà conferma i beni già elencati nel 1139 e nel 1224, e che tuttavia non tratta della consegna dei ceri, pratica comunque attestata nel territorio, e ne è esempio Amelia che nel 1208 ne recava uno a Todi per la festa di san Fortunato (G. Ceci “Todi nel Medioevo”, 1897). 

Di quella usanza si hanno pure riscontri con la Sabina nel 1283, anno in cui Configni e Tarano si obbligavano a portare ceri per san Giovenale, mentre Monte Calvo, oggi località di Cottanello, nel 1299 si impegnava a versare a Narni un cero di tre libbre in denari lucchesi. Ed erano offerte che rispondevano a protocolli individuali, ma forse era giunto il momento di mettere a sistema quella sorta di imposta, e di uniformare le modalità delle consegne. 

1311, L’Offerta dei Ceri

Di fatto, qualche anno dopo, ed esattamente l’8 agosto 1311, il Capitano del popolo Burdonus de Sinerilglo convocò nella chiesa di sant’Agostino un’Assemblea generale per regolamentare l’Offerta dei ceri per la Festa di san Giovenale. Il Console anziano Giovenale Malatesta fu coordinatore della proposta, approvata con 112 voti e quattro contrari, per cui subito si istituì una commissione formata dallo stesso Capitano, dai Consoli e dal Podestà (Archivio capitolare). 

L’intervento fu trascritto dal cancelliere Petrus Andree Jacobi, certamente lo stesso  ‘Petri Andreae de Narnia olim Notarij’ che compare al capitolo 242 del Libro Primo degli Statuti, trascritti nel 1371 (Statuta, 1716). Disposizioni che raccontano la vita della città, soffermandosi anche sulla normativa dei ceri.

1371, Dagli Statuti

Disciplina di cui si può cogliere il senso ai capitoli 210 (De cereis..) e 220 del Libro Primo, che rivelano le terre sottoposte alla giurisdizione di Narni. Un elenco che si completa nelle figure degli Ufficiali comunali e degli Anteposti di quelle Arti che già il primo aprile erano invitate a fabbricare il cero (Primo, cp. 188), che doveva essere di cera bianca, con stoppino di cotone, senza scarto della lavorazione dell’olio, come si ricava dal capitolo 124 del Libro Terzo, che considera la maniera di trattare la cera: ‘de modo laborandi ceram in Civitate Narnia’.

1599, I Ceri perduti e l’Indulto ritrovato

Il rituale dei ceri, nel quale si inserisce il donativo di pesci di Moggio nel Reatino, documentato nel 1227, si è modellato negli anni omettendo alcune realtà, tra le quali  i monasteri di santa Croce, di santa Margherita e di san Luca, nell’abitato di Narni, 

ed il convento di san Giovanni di Lugnola, nell’area di Configni, che recavano ceri ‘in festo s. Juvenalis’ (Bocciarelli).

Quindi ceri dimenticati, al pari dei ‘Palli di seta’ presentati alla Vigilia e nella Festa, ricordati dal Nicolai, che al 3 maggio elencava anche la grazia per un condannato a morte dal Governatore, un Privilegio conferito dai pontefici, e in ultimo da Clemente VIII nel 1599. E probabilmente quella Concessione era sostenuta dalla Compagnia della Misericordia, insediata nella chiesa di san Giovanni, come sembra suggerire un passo delle Riformanze del 17 aprile 1591. 

Oggi la liberazione di un prigioniero è una parte della liturgia dei ceri, proposta dal vescovo Vincenzo Paglia -in diocesi dal 2000 al 2012-, che ha reinterpretato l’antico Indulto come riscatto ‘di uno dei condannati a morte che giacciono in tante prigioni del mondo’ (Omelia, 3 maggio 2002). 

La sera del 2 maggio l’Offerta dei Ceri rivive ogni anno

La cera, indicata nel peso secondo la consistenza finanziaria dell’offerente, nuova e bianca per stato e qualità, era elemento indispensabile nell’esercizio del culto. Aver trasformato quel tributo nella solennità di un rito è merito dell’Assemblea del 1311, mentre si deve alle pergamene del Capitolo dei canonici e dell’Archivio comunale averne mantenuto la memoria, che poi è un tratto della storia del Territorio, -quindi della città e delle frazioni che lo compongono-, rivissuto nel segno del Santo che lo identifica.
Per cui ieri come oggi la sera del 2 maggio,
‘nell’ora della completa gl’illustrissimi Priori…,’.

 

Claudio Magnosi

 LEGGI ALTRI “Racconti delle Pergamene”

 

  1. Diamanti- C. Mariani, Il Fondo diplomatico dell’Archivio storico comunale di Narni, 1986 -“Le pergamene dell’archivio del Capitolo della cattedrale di Narni (1047-1941) Regesti”, per C. Perissinotto, E. David, C. Carmi, V. Coronelli, e per la Sovrintendenza archivista e bibliografica dell’Umbria e delle Marche, Perugia 2017 -C. S. Bocciarelli “Cathedralis narniensis Ecclesiae”, 1720.

La Corsa all’Anello torna con tanti eventi dal 27 agosto al 5 settembre 2021

NARNI 26 maggio 2021 – La Corsa all’Anello tornerà alla fine dell’estate, dal 27 agosto al 5 settembre, con “Secondo Aevo”, una manifestazione che unirà storia, radici ed innovazione tra eventi della tradizione, conferenze, workshop ed eventi gastronomici in un programma ricco di contenuti che verrà presentato a breve.

La festa sarà “viva e sicura”, come sottolineano dall’Associazione Corsa all’Anello che sta lavorando all’evento con grande entusiasmo per riconsegnare ai contradaioli ed ai turisti un evento per così dire “fisico”, seguendo ovviamente tutte le norme di sicurezza dettate dall’emergenza covid. Dopo una lunga attesa, infatti, la Corsa all’Anello tornerà in campo con gli eventi in presenza che si affiancheranno a quelli digitali ma che vogliono riportare la festa nelle piazze della città.


Una ripartenza attesa, suggellata da tanti eventi che uniranno la parte digitale, che nell’edizione intitolata “Primo Aevo” ha riportato un grande successo di pubblico, con quella in presenza, grazie all’organizzazione di manifestazioni che segneranno il ritorno della festa in centro storico con gli eventi della tradizione, nel rispetto della sicurezza di tutti i partecipanti.


Il tutto sarà accompagnato dall’aspetto formativo, seguendo il percorso iniziato lo scorso anno e continuato ad aprile con i laboratori legati al mondo medievale, che continueranno anche in occasione di “Secondo Aevo” con nuovi interessanti workshop.


Insomma dal 27 agosto al 5 settembre, non mancherà nulla: la Corsa all’Anello 2021 tornerà con tantissimi eventi, affondando ancora una volta le sue radici nella tradizione ed aggiungendo l’innovazione legata al digitale. Come affermano dall’Associazione Corsa all’Anello: “Torniamo a vivere la storia”.
E dopo lo stop dovuto alla pandemia, la promessa diventerà una splendida realtà.

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