Categoria: News

In questa pagina raccogliamo tutte le news relative alla Corsa all’Anello di Narni ed a tutti gli argomenti ed eventi ad essa collegati.

Primo Aevo, aperti forni e taverne per l’asporto

Il programma di “Primo Aevo”, oltre ai workshop presenterà una serie di eventi che verranno trasmessi in streaming sui canali ufficiali della Corsa all’Anello e che verranno presentati a breve.
Per quanto riguarda la gastronomia l’Associazione Corsa all’Anello svela alcune anticipazioni che riguardano i forni e le taverne dei tre terzieri di Mezule, Fraporta e Santa Maria, aperte per i pasti da asporto.

La Taverna degli Anelli del terziere Santa Maria sarà aperta per asporto e domicilio il 29 e 30 aprile e l’1, 2 e 3 maggio a cena dalle 18,30 alle 21,30 e a pranzo l’1 e 2 maggio dalle 12 alle 14,30. Il menù presenta vellutata di piselli con pancetta e pane croccante e arrosticini (acqua, vino in bottiglia, birra).

Il terziere Mezule aprirà il forno con la tradizionale focaccia bianca, su ordinazione, dal 23 aprile al 9 maggio, tutti i giorni a partire dalle 19.

L’osteria del terziere Fraporta sarà aperta per l’asporto dal 30 aprile al 3 maggio, a partire dalle 19. Il menù presenta due piatti tipici delle taverne: zuppa di fave fresche e fegatelli.

Primo Aevo, ecco tutti i workshop medievali

Primo Aevo

Ecco tutti i workshop medievali proposti da Corsa all’Anello

NARNI 20 aprile 2021 – Saranno tre i workshop medievali che partiranno con l’evento “Primo Aevo” della Corsa Anello (29 aprile -3 maggio).
I laboratori, di drammaturgia, di cucina medievale e di cornamuse si terranno l’1 e 2 maggio per poi continuare nelle settimane seguenti. I workshop fanno capo a tre progetti distinti e rappresentano il primo step di un percorso che si snoderà nei mesi futuri.

I tre laboratori verranno effettuati in videoconferenza. Per info e prenotazioni a partire da domani, 21 aprile, si potrà accedere alla sezione workshop (canale dedicato) del sito ufficiale della Corsa all’Anello www.corsallanello.it, compilando l’apposito form.

Focus sui workshop Medievali

WORKSHOP DRAMMATURGIA – Il workshop di drammaturgia sarà il primo di una serie di laboratori che avranno come finalità la creazione di uno spettacolo unico nel suo genere, che raccolga tutte le discipline e le eccellenze che la Corsa all’Anello produce da anni, dai musici alle danzatrici, dai protagonisti delle giornate medievali ai costumi storici, divenendo un vero e proprio “manifesto” della Corsa all’Anello. Fondamentale la collaborazione con Davide Sacco ed Ilaria Ceci di Narni Città Teatro, che hanno sposato e progettato l’iniziativa in perfetta simbiosi con la Corsa all’Anello, primo passo verso ulteriori future collaborazioni.

WORKSHOP CUCINA MEDIEVALE – Anche il laboratorio di cucina medievale rappresenta il primo step di un lungo percorso volto alla scoperta del gusto e della cultura gastronomica medievale, attraverso iniziative diversificate incentrate su specifiche categorie che consentano una conoscenza a 360 gradi come le ‘taverne mobili’ improvvisate su carri, progenitrici dello street food moderno, una ‘taverna fissa’ con cibi semplici e atmosfere fedelmente ricostruite, dai giochi da tavola ai menestrelli, ed i ricchi banchetti allestiti fra lo sfarzo delle pietanze e gli spettacoli di intrattenimento. Il percorso, ricco ed importante, sarà tenuto a battesimo da Massimo Montanari, eminenza internazionale in materia ed Elisabetta Carli, specialista di cucina medievale.

WORKSHOP CORNAMUSE – Infine, il corso sulle cornamuse, che vuole intraprendere la conoscenza di un nuovo meraviglioso strumento da introdurre all’interno del corteo storico della Corsa all’Anello per arricchirlo ancor più di nuove musicalità, con un insegnante d’eccezione come Goffredo degli Esposti dell’Ensemble Micrologus, altro docente di livello internazionale. Anche in questo caso il percorso sarà composto di più tappe che aprono le porte all’intero mondo della musica medievale, che potrà essere esplorato, incentrandosi di volta in volta nei variegati strumenti che lo compongono.

PRESENTAZIONE E ORARI WORKSHOPI workshop medievali verranno presentati nell’ambito del programma dell’evento “Primo Aevo” il 30 aprile alle 21 in un talk che verrà trasmesso in diretta sui canali ufficiali della Corsa all’Anello, al quale parteciperanno tutti i docenti.

Calendario delle lezioni


Per quanto riguarda gli orari:
Il laboratorio di drammaturgia (docente Davide Sacco) si terrà l’1 e 2 maggio dalle 16,30 alle 18. A seguire ci saranno altre cinque lezioni a cadenza settimanale, da tre ore ciascuna da concordare con il docente. I
ll laboratorio di cucina (docente Elisabetta Carli) avrà luogo l’1 maggio dalle 15,30 alle 16,30 e il 2 maggio dalle 12 alle 13. I laboratori seguenti saranno da concordare a seconda dell’argomento.
Il laboratorio di cornamuse (docente Goffredo degli Esposti) si terrà l’1 maggio dalle 18 alle 19. A seguire ci saranno altre sette lezioni a cadenza settimanale, di un’ora ciascuna, da concordare con il docente.

Corsa, al via il 29 aprile l’edizione digitale 2021

Corsa all’Anello “Primo Aevo” – dal 29 aprile al 3 maggio

NARNI 15 aprile 2021 – Narni non rinuncia alla Corsa all’Anello e con “Primo Aevo”, edizione digitale 2021, dal 29 aprile al 3 maggio, momento clou di quella che sarebbe stata un’edizione “normale” e date simbolo della tradizione più vera della festa, quelle riportate cioè dagli Statuti Cittadini del 1371, tornerà a far rivivere il Medioevo.

Un’edizione totalmente digitale

Gli eventi si svolgeranno nelle modalità consentite dall’andamento della pandemia e non saranno in presenza a prescindere dal colore in cui sarà inserita l’Umbria nei giorni della manifestazione. Per questo motivo verrà allestito uno “studio televisivo” al Palazzo dei Priori, da dove tutti gli appuntamenti della chermes digitale verranno trasmessi in streaming sui canali ufficiali della Corsa all’Anello.

Gli ospiti dell’edizione digitale 2021

Il programma prevede conferenze, spettacoli, interviste, video, mostre e tour virtuali, momenti di intrattenimento ed appuntamenti gastronomici.

Ospiti di rilievo come Giovanna Baldissin Molli, Duccio Balestracci, Goffredo degli Esposti dei Micrologus, Massimo Montanari e Elena Percivaldi, arricchiranno il programma che prevede la partecipazione attiva e propositiva di tutto il mondo della Corsa all’Anello che in questi giorni sta lavorando alacremente per l’organizzazione di tutte le manifestazioni.

I Workshop dell’Università del Medioevo Ricostruito

Durante l’evento digitale l’Associazione Corsa all’Anello farà partire alcuni dei workshop inseriti nel progetto più ampio dell’Università del Medioevo Ricostruito.

I workshop, che avevano avuto un grande successo nell’edizione che si è tenuta lo scorso settembre, verranno ripetuti e presenteranno docenti di alto livello e a questi se ne aggiungeranno di nuovi.

Il workshop di drammaturgia con Davide Sacco, workshop di Cornamuse con Goffredo degli Esposti e il Laboratorio di cucina medievale con Elisabetta Carli iniziarenno in questi giorni, mentre Giullarata con Andrea Mengaroni, Danza Medievale con Maria Cristina Esposito, Fiati con Fabrizio Antonelli, Percussioni con Simone Sorini, Sartoria con Sara Piccolo Paci, Scenotecnica con Luigi Sacco, Recitazione con Paolo Gazzara e Davide Sacco, Light design con Francesco Bàrbera e Regia con Davide Sacco andranno poi a completare il programma più avanti.

Dopo il 3 Maggio

Nei giorni successivi al 3 maggio, fino al 9, sulle varie piattaforme social della Corsa all’Anello verranno organizzati altri eventi che accompagneranno gli spettatori alla giornata in cui si sarebbe dovuta svolgere l’attesa giostra equestre al Campo de li Giochi. 
Il programma completo dell’edizione digitale, che presenterà anche una grande sorpresa, e dei workshop verrà illustrato in una conferenza stampa in streaming che sarà annunciata a breve.

Proponi il tuo format streaming per l’edizione digitale 2021

Proponi il tuo format streming per l’edizione digitale 2021

Partecipa attivamente con il tuo Terziere

Se sei un contradaiolo, un nostro fan o hai semplicemente un’idea per un progetto che ritieni valido, non esitare ed inviaci la tua proposta, proponi un format streaming per l’edizione digitale 2021.
Puoi sbizzarrirti come vuoi e inventare da solo o con gli amici un “programma tv” registrato o in diretta streaming e partecipare attivamente con il tuo Terziere alla Corsa all’Anello edizione digitale 2021.

Scriviamo insieme l’edizione streaming 2021
Perché la Corsa all’Anello sei anche tu!

Non vediamo l’ora scoprire le vostre idee!!!!
Esamineremo il tuo progetto con cura e attenzione, e se troveremo interessante la tua proposta verrai contattato dalla nostra redazione per questo evento streaming 2021.

Non resta altre che rimboccarsi le maniche e mettersi all’opera!


Buon lavoro popolo della Corsa all’Anello!

Un calendario perpetuo per individuare la data della Pasqua

Un calendario perpetuo per individuare la data della Pasqua

Scoperto a Santa Pudenziana, era di pietra

Come si fa a calcolare la data della Pasqua?

Quando cade la Pasqua quest’anno? Come si fa per calcolare Pasqua? Proviamo a fare chiarezza sul calcolo data mobile più celebre di tutte le festività Cristiane.
Per farlo utilizzeremo un’antica tecnologia medievale… un calendario di pietra, riscoperto in una chiesa in Umbria.

L’unicum di Narni

Non ci tratteniamo sull’antica e suggestiva chiesa ( X secolo), che si trova in località Visciano nelle campagne a sud di Narni, se non perché reca una lapide che costituisce un unicum nel mondo cristiano.

E’ nel piedritto della finestrella, a destra di chi osserva dall’esterno, a sinistra di chi allora, quando cioè la chiesa fu eretta, celebrava la messa. Questa cosa ha un’importanza enorme. Che vedremo!

La lapide reca sette righe di segni numerici.
E una scritta conclusiva: PESAC.
“Pesac” significa, in ebraico, Pasqua.
Vanno spiegati i numeri soprastanti. Come si vede vanno da uno a sette. Ma non in sequenza. Nel senso che essa si interrompe, tranne in un caso, ogni quattro cadenze.
Semplice la spiegazione: nell’anno bisestile quella sequenza ha un salto.
Infatti riprende non col numero successivo ma con quello che segue questo. Passa, per esempio, da 4 a 6 e non a 5. Perché? Perché ogni 4 anni c’è il bisestile e la sequenza si interrompe. Vediamo di capire perché.

Un compromesso fra calendario solare e lunare, ecco perché la data della Pasqua è mobile!

Come tutti sanno le festività cristiane sono di due tipi: quelle di derivazioni ebraica, come la Pasqua e le festività a questa collegate, e quelle di derivazione romana come per esempio il Natale e festività collegate.
Il problema è che mentre le festività romane seguono il calendario solare, quelle di derivazione ebraica seguono il calendario lunare.
Ecco perché la Pasqua rimane festa mobile!
Perchè la luna e il sole hanno tempi molto diversi. Il sole ha il percorso annuale di 365/366 giorni, la luna invece, ha una durata di 354 giorni, 8 ore, 48 minuti e 36 secondi. Conciliare questi due percorsi è difficile. Molto.
Il calendario pasquale di santa Pudenziana (meglio, S.Maria) è un tentativo assolutamente geniale.

Senza perdersi in questioni troppo dettagliate funziona cosi.
Il riferimento è il plenilunio seguente l’equinozio di primavera; 20, 21 marzo (data oscillante) se si osserva il primo plenilunio che segue; che, essendo il mese solare di 28 giorni oscilla, ovviamente, dal 21 marzo a 28 giorni dopo. Cioè dal 21 marzo al 18 aprile. Pasqua cade esattamente la prima domenica susseguente al plenilunio che cade immediatamente dopo uno di quei giorni. Ecco perché quella festività oscilla fra il 22 marzo e il 25 aprile.


Che significano quei numeri? Leggendo il calendario di pietra scoprirai la data di Pasqua

Che significano qui numeri?
Che se
in un anno qualunque la
Pasqua cade il giorno dopo un plenilunio, l’anno successivo accadrà il secondo giorno
e l’anno dopo ancora, il terzo giorno dopo la luna piena di primavera e così via.
Salvo il salto del bisestile indicato con la lettera B.
Per un ciclo di 28 anni cui va intercalato, a cadenza, un tre giorni. Proprio per aggiustare i tempi del calendario lunare e solare.
Tutto ciò secondo la cadenza numerica chiaramente esplicita nell’antica iscrizione.

Una curiosità è anche nella scritta PESAC , che significa Pasqua; se si nota ha una cediglia, PE’SAC. E’ Petrus Sacerdos, colui che commissiona l’opera, lo stesso che la firma anche nell’abside, ma in questo caso non con un particolare carattere onciale (che allude al candelabro ebraico) come nell’iscrizione esterna, ma con lettere capitali.


Perché quella lapide è a sinistra di chi celebra?

Perchè è il cornuepistolae, cioè il tempo.
A destra, sempre della finestrella, c’è una lapide liscia. Cornuevangelii, che è l’eternità.
Chi era il committente abate Pietro? L’abate di S. Angelo e s. Benedetto in Massa.
Ma questo è altro racconto.

Chiesa di Santa Pudenziana – Calendario Pasquale perpetuo
Foto: Jacopo Matticari


Bruno Marone

Corsa, applausi oltreoceano per lo spettacolo su Dante

Grande successo di Narni Corsa all’Anello a Miami per l’iniziativa Dante 700

NARNI 1 aprile 2021 – Lo spettacolo dedicato a Dante Alighieri “Dante 700 – Inferno – E quindi uscimmo a riveder le stelle” trasmesso in streaming sui canali ufficiali della Corsa all’Anello, fa parte di un progetto che presto darà vita a nuove produzioni. 
Molti i commenti positivi rivolti al video ed al protagonista, l’attore Andrea Mengaroni, che, attraverso la sua voce, ha fatto vivere agli spettatori alcuni dei più celebri canti dell’Inferno, accompagnandoli nei suggestivi scenari di una Narni Dantesca.

La parola al protagonista di Dante 700

Sono molto soddisfattoha affermato Andrea Mengaroni del risultato raggiunto. Sono molti anni che mi dedico alla lettura di Dante e, in occasione del ‘Dantedì’, ho proposto la relizzazione del video all’Associazione Corsa all’Anello che ha subito sposato la mia idea, mettendo a disposizione le professionalità per la realizzazione, che è stata un successo e che può rappresentare anche lo spunto per nuove idee”.

Una nuova collaborazione che andrà avanti nel tempo

L’evento, ha testimoniato poi, una nuova collaborazione, che andrà avanti nel tempo. E’ stato infatti realizzato in collaborazione con Odli (Organizzazione Diffusione Lingua Italiana) e con il Consolato d’Italia a Miami.
Il video è stato diffuso nelle scuole e nelle università della circoscrizione consolare di Miami in cui si insegna italiano, affinché possa essere utilizzato a scopo didattico e possa valorizzare la ricca e multiforme cultura italiana. Gli spettatori, anche in questo caso, hanno molto apprezzato il video, rivolgendo i loro complimenti al protagonista ed ai realizzatori.

Standing ovation da Miami per Dante

 “Mi complimentoha affermato Maria Rosa Borghi, dirigente scolastica all’ufficio scuola del Consolato Italiano di Miamiper la grande opera teatrale: recitazione appassionata e chiara, scenografie, paesaggi, costumi, musiche, ambientazioni e sottotitoli di piacevole effetto. Sarà molto utile per i nostri studenti che, a livello di studio linguistico, potranno apprezzare diversi aspetti, guidati dai loro insegnanti e poi anche da soli. Un sentito ringraziamento ha concluso la dirigente –  ai numerosi professionisti ed appassionati che hanno reso possibile questo ‘Dante 700 – Inferno’. La nostra collaborazione continuerà con altri progetti”.

In occasione del Dante Day 2021 – ha aggiunto Magda Novelli, Pearson, PhD. ODLI Executive Director –  l’Associazione Corsa all’Anello ha fatto ‘vedere le stelle’ insieme alle meravigliose immagini di una misteriosa Narnia medievale ai molti studenti di italiano delle scuole secondarie e Università della Florida.
Grazie a una neonata collaborazione con l’ente gestore ODLI (Organizzazione Diffusione Lingua Italiana) e l’ufficio scolastico del Consolato Italiano di Miami che portera’ all’esposizione di alcuni costumi medioevali dei Terzieri narnesi a Miami in occasione della prossima ‘Settimana della Lingua Italiana’ che si terra’ nel mese di ottobre 2021.
Grazie Narni e Associazione Corsa all’Anello a nome mio personale, di tutto il board della Odli e dei nostri studenti”.

Narni’s Cathedral of San Giovenale: a Setting of Splendor

Anne Robichaud talk about Narni’s Cathedral in Umbria, and San Giovenale

In Umbria medieval gem, the Narnesi unite in a joyous month-long celebration of San Giovenale

In Italy, the patron saints of cities, towns and villages are feted with joy, emotion, grande passione – and splendid celebratory events rooted in local traditions and history.

In Umbria medieval gem, Narni, the narnesi unite in a joyous month-long celebration of their patron saint, San Giovenale, with events including the re-enactment of medieval markets, banquets, pageants in elegant costumes, concerts and a jousting match.

A young doctor from Carthage will become the saint of Narni

A young doctor from Carthage (Tunis today), Giovenale headed to Rome – possibly to escape persecution (although little is know about his life) – and after his ordination, was sent to evangelize in the area of Roman Narnia and then was ordained Bishop of Narni.

Tradition tells us that he was a prolific miracle worker, and his thaumaturgy even resulted in the conversion of 2,000 in a single day. He died in 376 A.D. and was buried outside Roman wall of Narnia on the Via Flaminia, Roman consular road of 220 B.C.

His successor, Bishop Maximus built a chapel near his grave, using money donated by 40 sailors who had been saved in a storm by the intercession of the saint.

This chapel was probably the Sacello di San Cassio, which was built against the Roman city wall and is englobed into Narni’s Cathedral di San Giovenale.

The Offering of the Candles to San Giovenale in Narni’s

Since the 5th century, his feast has been celebrated on May 3rd, with events starting the night before in Narni’s San Giovenale Cathedral.

Flags of Narni’s three terzieri – competing in the jousting match mid-May – dangle from the arches of the Cathedral portico.

Many locals will gather in anticipation for the evening Offerta dei Ceri (“the Offering of the Candles”) celebration in which candles are offered in homage to San Giovenale by the medieval confraternita, the lay brotherhoods, and Narni dignitaries and nobility inside the Cathedral.

The flags of the three terzieri – Mezule (black and white), Fraporta (blue and red), and Santa Maria (purple and orange) – jut out from the 12th-century capitals flanking the main nave.

As day gives up to night, the procession of noblemen and confratelli of medieval Narni, parade solemnly into the San Giovenale Cathedral bearing lighted candles (ceri)….their veiled dame (noblewomen) waiting decorously to one side.

Backdropping the bishop as he leads prayers to the beloved Saint, the canopied baldacchino over the altar adds a Baroque touch to this medieval church – as does the 18th-century silver reliquary to the right of the bishop.

This bust of San Giovenale will be blessed and carried solemnly in the procession the next morning following a celebratory Mass in his cathedral.

The relics of San Giovenale was stolen!


San Giovenale’s successor, Bishop Massimo (died 416 A.D.) mandated construction of an oratory on his sepulcher, just outside the Narni Roman wall, which rapidly became a most venerated site.

San Giovenale’s body, as well as those of Saints Cassia and Fausta (6th-century Narni bishop – and his wife), were spirited off to Lucca by a Lombard duke in the 9th century.

The body of San Giovenale was later returned to Narni when Pope John VIII (born in Narni) threatened him with excommunication in the late 9th-century – although not Cassio and Fausta.

On their return to Narni, the relics of San Giovenale were apparently buried in the rock below a new shrine (now known as the Sacello di Santi Giovanale e Cassio) that was built close to the site of his original grave.

The Sacello di Santi Giovenale e Cassio was incorporated into the 12th-century cathedral in the 15th-century with the addition of a fourth nave (on the right as one enters the cathedral).

Later this small votive chapel is called simply Sacello di Cassio (“Chapel of Cassio”) in celebration of return of the relics of Cassio and Fausta in the late 17th-century (and at that time, the relics of San Giovenale were moved to the crypt beneath the main altar).

The wall serving as entrance to the sacello was constructed in the early 16th century, adopting architectural fragments from an earlier structure.

The inscription on the architrave above the entrance – just above the cosmatesque mosaic motif – records that Bishop Pietro Gormaz (1499-1515) commissioned the structure. Above this inscription, a 6th marble relief depicting two lambs facing a cross is dedicated to San Cassio and his wife Fausta.

Discovering the San Giovenale Cathedral with Anne

An early 14th-century polychrome wooden statue of San Giovenale is to the left of the relief….and to the right, a 16th-century Pieta’.

If you enter the door below the relief of the lambs, you’ll step into the 17th-century chapel, two 15th-century images of the saints, Giovenale and Cassio, reigning over the altar.

To the left of the altar, a small doorway leads you to the original sacello carved into the Roman walls of the town sheltering the sandstone sarcophagus once holding the body of San Giovenale, 7th-century reliefs sculpted on the front of the tomb.

As you leave the sacello, passing once again through the small chapel, look up as you re-enter the cathedral’s fourth nave. You’ll see a recent (1955) discovery: a 9th-century mosaic of Cristo benedicente (Christ blessing), flanked by 12th-c. frescoes depicting miracles of San Giovenale:

You’ll want to visit San Giovenale’s tomb below the main altar before leaving.

As you head to the main altar, you’ll pass San Giovenale blessing you in the 15th-c tempera on wood panel painting by Lorenzo di Pietro, known as “Vecchietta.”

Vecchietta’s wooden statue of Sant’Anthony Abbot is across the nave on the left side of the cathedral, his name and date (1475), inscribed on the base.

San Giovenale’s tomb is in the crypt, just below the altar and his relics were transferred here in the mid- 17th-century, although work on the presbytery and crypt was finished only in the 18th-century.

The narnesi make frequent visits to his tomb…..and not just on his feast day.

About Anne

Anne Robichaud received her degrees in both English Literature and Italian Language and Literature from the University of Santa Clara (California) in 1970, after also having completed studies in Italian literature and culture, as well as art history at the University for Foreigners in Perugia, Italy in 1969. She furthered her studies at the University of California, Berkeley in l972 and since 1973 has lived in Italy.

After teaching for two years in Rome, she and her Italian husband moved to a mountain area outside of Assisi (Umbria) where they worked the land, raised three children, and began restoring their farmhouse.

Dante 700 – 5 Canti dalla Divina Commedia

Il 25 marzo evento dedicato a Dante Alighieri

Dante 700 – 5 Canti dalla Divina Commedia

NARNI 24 marzo 2021 – Il 25 marzo 2021 è DANTE 700 la data che gli studiosi individuano come inizio del viaggio ultraterreno della Divina Commedia, e per questo recentemente dedicata a Dante Alighieri.

Il sommo poeta è da sempre il simbolo della cultura e della lingua italiana, ricordarlo insieme vuole essere un modo per unire ancora di più il Paese in questo momento difficile, condividendo i suoi versi dal fascino senza tempo.

DANTE 700 – INFERNO

“E quindi uscimmo a riveder le stelle”
5 canti dalla Divina Commedia

 La Corsa all’Anello partecipa all’iniziativa con
“Dante 700 – Inferno – E quindi uscimmo a riveder le stelle”, cinque canti dalla Divina Commedia, a cura di Andrea Mengaroni, che, attraverso la sua voce, farà vivere agli spettatori alcuni dei più celebri canti dell’Inferno ed allo stesso tempo li accompagnerà nei suggestivi scenari di una Narni Dantesca.

In questo strano viaggio, attraverso 5 canti della Divina Commedia, gli spettatori saranno introdotti da un personaggio misterioso e che pochi conoscono, un certo Gilio Cellio, notaio narnese che ebbe l’onore di conoscere Dante Alighieri. Gilio, dopo avere conosciuto i versi del sommo poeta, non può che immaginare la Narnia della sua epoca e i suoi cittadini essere i protagonisti, loro malgrado, della Divina Commedia stessa.

Dante 700 in streaming – 5 canti dalla divina commedia

Lo spettacolo verrà trasmesso in streaming, alle 21 di domani, 25 marzo, sul sito ufficiale della Corsa all’Anello www.corsallanello.it e sui canali facebook e youtube.

L’evento, è stato realizzato in collaborazione con ODLI (Organizzazione Diffusione Lingua Italiana) e con il Consolato d’Italia a Miami.

Il video sarà diffuso nelle scuole e nelle università della circoscrizione consolare di Miami in cui si insegna italiano, affinché possa essere utilizzato a scopo didattico e possa valorizzare la ricca e multiforme cultura italiana.

Buona visione

” Conobbi Dante il dì 7 di maggio del 1300
Quando in qualità di primo ufficiale
Del comune di San Geminiano
Ebbi a perorare la sua causa, nell’assemblea generale:
rafforzare l’intesa delle città guelfe alleate con Firenze
Rimasi colpito, ammirato, dall’uomo, dall’abile politico
Dal poeta “sommo” tra gli altri.
Conobbi la sua Poesia, la sua arte, i suoi scritti, e su tutti la sua Commedia.
Ancora oggi, benché trascorsi son tanti anni, ricordo i suoi versi immortali “Divini”
E mi sorprendo ad immaginare con amore la mia Narnia e non senza ironia i miei concittadini, al centro
Di quella sua eterna Commedia”

A.D. 1331 notaio Gilio, domini Celli,
Giudice delle Appellagioni e sindaco de Narnia

La moneta nel Medioevo e a Narni

La moneta nel Medioevo e a Narni

Monetazione circolante a Narni 1143-1371

Come cambia nel corso del tempo il denaro nel Medioevo e la moneta circolante Narni? Dalla riforma monetaria di Carlo Magno al denaro circolante a Narni intorno al 1371, come cambia il peso, e il valore dei soldi?

Con Carlo Magno dalla moneta aurea all’argento

A.D. 793-794 Con la riforma monetaria di Carlo Magno si ha un radicale cambiamento rispetto alle tradizioni romano- bizantine e longobarde.

Non vengono più coniate le monete auree e viene attuata una riforma monetaria che introduce un monometallismo basato sull’argento.
Il nuovo sistema monetario, adottato in tutto il Regno, è basato su di un unico nominale: il denaro.

Per gran parte del VII sec. I re Franchi avevano coniato soltanto una moneta d’oro, disinteressandosi di quella d’argento, sicché l’unità più piccola circolante era il “Tremis d’oro” dal peso teorico di 1,51 grammi, e l’immagine che se ne ricava non è certo quella di un’epoca favorevole ai piccoli traffici.

La riforma da esso varata impose in tutta l’Europa occidentale un unico sistema destinato a sopravvivere fino alla rivoluzione francese.

Il tasso fisso e il rialzo della libbra

Fondamento del sistema fu la decisione di coniare il denaro con un tasso fisso, che doveva essere rispettato in tutte le zecche.

A partire da una libbra d’argento si dovevano coniare 240 denari.
Il denaro d’argento doveva essere l’unica moneta coniata nell’impero anche se, nelle transazioni si usavano correntemente i multipli del denaro; multipli s’ intende puramente di conto e non corrispondenti a monete effettivamente coniate, come il soldo equivalente a 12 denari.

Ma il provvedimento più importante preso da Carlo, nei primi anni novanta, fu il rialzo del peso del denaro, e dunque della libbra.
Fino ad allora, e da tempo immemorabile, il denaro pesava 1,3 grammi cioè il peso di 20 grani di orzo, secondo il sistema ponderale in uso nell’Europa Romano Germanica.

Carlo Magno decise di passare ad un sistema basato invece sul chicco di frumento, che era ormai il cereale più apprezzato e stabilì che il denaro d’argento dovesse pesare quanto 32 grani di frumento, cioè 1,7 grammi. Poichè dalla libbra si coniavano 240 denari, ciò significò modificare anche il valore della libbra, portandola all’equivalente di 408 grammi.

Siamo rimasti senza spiccioli

Anche con la riforma Carolingia, l’Occidente rimase privo di una moneta veramente spicciola, utilizzabile durante gli scambi quotidiani; il denaro d’argento, la più piccola moneta in circolazione equivaleva nel 794 al prezzo di 12 pani di frumento o a 15 di segale.

Più in generale, chi frequentava il mercato, per comprare o vendere un pollo o una dozzina di uova lo faceva affidamento evidentemente sulla fiducia. Il venditore teneva un conto e si faceva pagare periodicamente.

 In conclusione da una libbra di 408 grammi di argento si ricavavano 240 denari, i cui multipli erano il soldo dal valore di 12 denari e la libbra o, successivamente lira, dal valore di 20 soldi.

Chi batte ( moneta ) per primo “batte” due volte!

Va specificato, che pur essendo fondamentale il valore di questa radicale riforma monetaria, la libbra carolingia non fu adottata proprio dovunque in senso assoluto, dato che in alcune città vennero mantenute altre antiche misure, con oscillazione del valore ponderale.

Ma a partire dagli albori della vita comunale, le città, approfittando della lontananza del sovrano e di alcune concessioni, si impossessano gradualmente della gestione della Zecca ( Lucca Arezzo Milano Venezia Firenze ecc).

Nel fondamentale discorso monetario infatti, entra anche la questione delle regalie, ovvero di quei diritti che erano prerogativa del sovrano, nei confronti delle nuove singole istituzioni cittadine e di quanto l’intenzione di esercitare questo privilegio, fu un elemento di rilievo nel durissimo scontro tra il Barbarossa ed i fieri comuni italiani.

Con l’incremento dei commerci la necessità di avere una moneta, che assolvesse nel modo migliore al commercio, portò alla creazione del “Grosso”, nome dato a molte monete d’argento.
Il primo fu coniato in Italia nel 1172.
Il valore poteva variare da 2 fino a 12 denari; successivamnete nel 1252 Firenze coniò la prima moneta d’oro: “ Il Fiorino”, dal peso di 3,5 grammi.
Seguì a breve tempo Venezia con il “Ducato” e Genova con il “Genovino”, tutti dal peso uguale di 3,5 grammi.
Anche Perugia battè moneta d’oro.

Il continuo modificarsi del valore di cambio fra oro e argento, dovuto alla perdita di argento, portò il denaro ad essere non più moneta ponderale ma fiduciaria o di segno, modificandosi anche nella composizione che divenne in mistura con percentuali sempre maggiori di rame.

Qual era la moneta dominante nel Medioevo a Narni?

Dentro questo scenario: il basso Medioevo, e nel periodo considerato 1143- 1371, la moneta dominante a Narni è il denaro detto “Cortonese”, coniato nell’officina di Cortona tra il 1258- 1289. Nei documenti consultati risulta essere la “Caput Moneta”, sia circolante che di conto.

Anche se per brevi periodi e a seconda dei committenti compaiono anche monete di altre zecche che , cronologicamente riportate, sono:

  • DENARI PAVESI O PAPIENSI  dal 1143
  • DENARI LUCCHESI  dal 1193
  • GROSSI TORONENSI  dal 1284
  • FIORINO D’ORO  dal 1285
  • DENARI PAPARINI  dal 1323
  • DUCATO D’ORO  dal 1355
  • DENARI PERUSINI  dal 1363
  • GROSSO POPOLINO  dal 1371.

Compare anche dal 1198 come unità di conto e di peso dal valore di 240 grammi la “Marca d’argento”.
Ma è il denaro Cortonese che risulta presente quasi ininterrottamente dal 1271 e in maniera preponderante sugli statuti comunali. Questa presenza pressochè continua, sia come circolante che di conto, lascia però dubbi sulla sua esistenza, sia per la breve vita della zecca di Cortona , 1258- 1289, che per la mancata presenza nei tesoretti e ripostigli archeologici.

A Narni nel Basso Medioevo, la moneta Cortonese è mai esistita veramente?

In questa ricerca si è potuto verificare l’impossibilità di acquisire la moneta Cortonese ( la stessa appunto utilizzata a Narni nel basso Medioevo )
La sua assenza nei musei, collezioni private, e case d’asta, la somiglianza e la perdurante sottomissione ai vescovi d’Arezzo e alla loro moneta, fa supporre ad alcuni la sua inesistenza.

Ora sul problema dell’individuazione della moneta Cortonese si sono espressi diversi studiosi di numismatica, fino ad arrivare alla conclusione che il denaro Cortonese, riconoscibile con la scritta “ De Cortona” e raffigurante San Vincenzo patrono della città, potrebbe essere in realtà un falso del XVIII secolo.


Ma è grazie al contributo dello studioso americano Alan Stahl se possiamo finalmente porre fine al problema identificativo del “Cortonese”. Questa moneta infatti, secondo una convincente documentazione, sarebbe da ricercare in alcune particolari tipologie di “Piccioli Aretini” che fino ad ora sono stati considerati come battuti esclusivamente nella zecca di Arezzo.

In conclusione possiamo oggi dire di essere certi di aver individuato una ben specifica tipologia di denaro “ Cortonese”, definito “delle lunette”, battuto per volere del Vescovo aretino Guglielmino degli Uberti nella zecca di Cortona dal 1262 o poco dopo, e riscontrabile tra le diverse varianti di un picciolo aretino presenti nell’XI volume del “C.N.I.” Corpus Nummorum Italicorum numero 33/42 pag 5/6. “ – Alessio Montagano.

Ecco perché una moneta dimostra come lo statuto di Narni sia più arcaico di quanto si creda (Basso Medioevo)

Per la monetazione è necessario chiarire anche il ruolo degli statuti comunali dopo la riforma Egidiana.
Supponiamo quindi che il nuovo statuto, conforme nei passaggi principali alle “Costituzioni Egidiane”, sia stato mantenuto nei valori monetari con le monetazioni in uso nel XIII secolo, ma non più attuali, con l’idea che lo stesso rappresentasse ormai ( 1371) un valore formale, come fosse un riconoscimento, da parte dell’autorità pontificia ad un’aspirazione a disporre di un’autonomia legislativa locale, che trae origine dallo “ius condendi statuta” concesso fin dal 1294 da Bonifacio VIII alle città del patrimonio, e mai venuto meno.

Si spiegherebbe in tal senso, la non necessaria esatta corrispondenza del singolo statuto alle mutate necessità della società comunale.
Se si considera che, nello statuto Amerino del 1346, la moneta di riferimento è la libbra di denari Perugini, quest’ultima a distanza di non più di 3 lustri aveva sostituito la libbra di denari cortonesi, che figurava nel precedente statuto del 1330.

Queste considerazioni portano a sostenere l’arcaicità dello Statuto Narnese, mai modificato, anche se nel libro III, cap. XXIII, compare il “Fiorino” e nel libro II cap LVII il “Popolino”, moneta fiorentina. Aggiustamenti ,questi, dovuti forse a necessità amministrative.

Altro segno dell’arcaicità dello Statuto Narnese si può considerare il riferimento alla Libbra Lucchese, come misura adottata nel libro I cap XXII, e al passo di San Salvato, misura di lunghezza esposta sul portale della demolita Chiesa di San Salvato (  per far posto proprio al Palazzo Comunale). Riferimenti che insieme alla moneta Cortonese posizionano gli statuti, come formulazione, ai primi anni del libero Comune Narnese.

Marco Carlini

FONTI

  • Bruno Marone: Scritti Vari
  • Statuti Illustrissima Citta’ Di Narni
  • Pergamene Dell’archivio Del Capitolo Della Cattedrale
  • Fondo Diplomatico Dell’archivio Storico Comunale Di Narni
  • Alessandro Barbero: “Carlo Magno”
  • Alessia Rovelli: “ Patrimonium Beati Petri- Emissione E Circolazione Monetaria Nel Lazio Settentrionale Sec.Xi-xiv”
  • Ugo Tucci: “Le Monete In Italia”
  • Luca Gianazza: “La Circolazione Monetaria Nel Basso Piemonte Tra Due E Trecento”
  • Girolamo Mancini: “La Moneta Cortonese”
  • Cortona Antica: “Monete Cortonesi Nel Medioevo”
  • Paolo Uccelli: “Storia Di Cortona”
  • Ignazio Orsini: “Storia Delle Monete Di Firenze”
  • Alessio Montagano: “Il Denaro Piccolo Battuto A Cortona Nella Seconda Meta’ Del Xiii Secolo”
  • F.Panvini Rosati: “La Monetazione Comunale In Italia”
  • Magdi A.M.Nassar: “Le Monete Di Arezzo”
  • M. Sbarbaro: “Il Movimento Dei Cambi E Dei Prezzi In Italia Dalla Meta’ Del Duecento Al Primo Cinquecento”
  • C.N.I. Corpus Nummorum Italicorum
  • M.I.R. Monete Italiane Regionali

Gilio Celli di Narni tra Dante Alighieri e i Tolomei di Siena

Gilio Celli di Narni

Tra Dante Alighieri e i Tolomei di Siena

Nell’Anno di Dante                                                                             

Nell’Anno dedicato a Dante è bene rievocare un personaggio di Narni che frequentò figure significative dell’ambiente toscano, e che per altro conobbe lo stesso poeta in una circostanza che è tuttora al centro di studi.
Il suo nome era Gilio o, come si vedrà Egidio Celli, e questa è la sua storia, che inizia a Narni nel maggio nel 1300 e che lo porterà a conoscere Dante e collaborare con i Tolomei di Siena.

Gilio di messere Cello di Narni

Il 7 maggio 1300 il podestà Mino Tolomei di Siena e il “domino Gilio domini Celli de Narnia”, primi ufficiali del comune di San Gimignano, presenziarono l’Assemblea generale convocata per accogliere l’ambasciatore fiorentino Dante Alighieri, il quale chiedeva a quella comunità di concordare l’elezione di un nuovo capitano della Lega tra le città guelfe, trovando tra gli interlocutori il “presente, volente e consenziente il provvido uomo messere Gilio di messere Cello da Narni (Egidio Celli) Giudice delle Appellagioni e sindaco della detta terra”, come traduceva Orazio Bacci in “Dante ambasciatore di Firenze al comune di San Gimignano”, del 1899.

La legazione di Dante, sostenuta anche da “messer Gilio” e supportata dal consigliere Primerano, convinse quella Assemblea, che si espresse con settantatre voti favorevoli e tre contrari, e in conseguenza si avviarono le procedure per rafforzare l’intesa tra le città di parte guelfa alleate con Firenze.

Sul documento di San Gimignano

Il documento che fotografa la vicinanza tra il poeta fiorentino e il giudice di Narni si ricava “Ex libris Reformationum Terrae S. Giminiani tempore D.ni Mini de Tolomeis de Senis Potestatis dicte Terre anno 1299”, e fu noto a Giuseppe Bencivenni Pelli, il quale nel 1759 lo evidenziò nelle “Memorie per servire alla vita di Dante Alighieri ed alla storia della sua famiglia”. Nel 1899 fu rivisitato da Michele Barbi, della Società Dantesca Italiana, che dimostrò l’inesattezza della data del “Liber Reformationum”, che seguiva il calendario nello stile toscano, allineandola al 1300 (Bullettino).

Nella documentazione di San Gimignano, e per solito nelle carte dell’area toscana, il giudice Celli è chiamato Gilio, che è altro modo di indicare Egidio (v. Crescimbeni, Derivazione), nome che appare negli scritti di Narni, e che normalmente si propone nei testi. Qui si riproducono i due termini come registrati negli atti, esponendo tuttavia nel titolo il nome Gilio, nel segno delle citate Riformanze.

Celli di Narni e Tolomei di Siena

La famiglia Celli è accertata a Narni in alcune pergamene del tempo, che riportano il giudice Cello ancora agli anni Ottanta del Duecento, e Peregrino a circa la metà del secolo successivo. E sul finire del 1299 – quindi prima dell’incarico a San Gimignano – incontriamo “Egidius domini Celli” teste in un trattato che vedeva Taverna Tolomei di Siena come mediatore tra Narni e Rieti circa la rocca di Monte Calvo, della quale in ultimo riconosceva l’insistenza nel Reatino e una sudditanza a Narni.  Per cui ogni anno quel castello doveva recare un cero per la Festa di san Giovenale, come riferiva nel 1904 Giuseppe Mazzatinti ne “Gli archivi della storia d’Italia”, e come si legge ne “Il fondo diplomatico dell’Archivio Storico Comunale di Narni”, curato nel 1986 da Annamaria Diamanti e da Carla Mariani.

Di fatto si invocava una pace a garanzia dei pellegrini che avrebbero percorso le vie nell’imminente Giubileo, indetto da papa Bonifacio VIII.

Così a trascrizione del 16 dicembre 1299, il medesimo Taverna Tolomei, che sarà podestà di Narni proprio nel 1300, ricomponeva anche una lite di confini tra la stessa Monte Calvo e Castiglione, – che oggi sono nel comune di Cottanello – sempre con la conferma del nostro Egidio.

Il giudice e la sua città

Il confrontarsi del giudice narnese con i Tolomei di Siena, che sapevano muoversi tra banche e politica, può certo rivelare una condivisione di formule ammininistrative tra Narni e Siena, e in generale con le città della Toscana. Tra le quali Firenze, dove nel 1308 troveremo Gilio nel rilevante ruolo di giudice del podestà, a fede de “I Consigli della Repubblica fiorentina”, trascritti nel 1921 da Bernardino Barbadoro.

“Egidius domini Cellis” operava a Narni nel 1331, quando la comunità si opponeva al Patrimonio di san Pietro in Tuscia, cui era sottoposta, sia per la tassazione applicata che nella vertenza sul possesso di Perticara e di Rocca Carlea. E la testimonianza di Egidio, e di altri notabili, può completare la visione di una città aperta e determinata che, oltre a difendere viabilità e confini, progettava una propria autonomia.  

Ser Pietro di Narni

Il giudice, pur partecipando alla vita politica di Narni, si spendeva quindi in missioni in luoghi talvolta distanti dalla Terra natale, e come lui altri concittadini, richiesti per capacità e competenza, quali “ser Petro de Narnia” che era nel Palazzo comunale di Firenze il 28 febbraio 1316, giorno in cui il vicario angioino Ranieri di Zaccaria di Orvieto sottomise al bando l’esiliato Dante: e questo si legge nella “Storia della vita di Dante Alighieri”, scritta nel 1861 da Pietro Fraticelli.

Con ser Pietro, notaio come recitava il titolo e testimone di quella sentenza, si chiude questa ricerca su Gilio o Egidio Celli “de Narnia”, che collaborò con Mino e Taverna dei Tolomei di Siena, e che il 7 maggio 1300 incontrò l’ambasciatore Dante Alighieri nel Palazzo della comunità di San Gimignano, in un memorabile Consiglio aperto “al suono della campana e a voce del banditore” nell’aula poi denominata “Sala Dante”.

Claudio Magnosi

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