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Categoria: News

In questa pagina raccogliamo tutte le news relative alla Corsa all’Anello di Narni ed a tutti gli argomenti ed eventi ad essa collegati.

Corsa, giù il velo sul Museo Multimedievale

NARNI 28 novembre 2022 – Sabato 3 dicembre avrà luogo l’inaugurazione del Museo Multimedievale della Corsa all’Anello realizzato a Palazzo dei Priori, in piazza dei Priori, a Narni. Il museo è stato realizzato da Dream Factory, impresa assegnataria del bando per valorizzare gli attrattori tusritici, in collaborazione con il Comune di Narni e l’Associazione Corsa all’Anello. Nato da un’idea dell’ex responsabile della segreteria coreografica Roberto Pileri e dall’attuale responsabile della segretreria comunicazione e pubbliche relazioni dell’Associazione Corsa all’Anello Emiliano Luciani, il museo è stato realizzato nell’ambito del progetto “Sistema Museale Multimedievale 4.0” e finanziato dalla Regione Umbria, POR FESR 2014-2020 Asse III Azione 3.2.1.

Il museo multimedievale, attraverso infrastrutture tecniche appositamente sviluppate ed integrate, permetterà ai visitatori di rivivere il Medioevo e di scoprire la Corsa all’Anello e la città di Narni. Il museo racconta e ripercorre, attraverso percezioni emotive ed esperienze sensoriali coinvolgenti, la storia ed il valore di luoghi, fatti, personaggi, in cui si riconosce un’intera comunità. Nel cuore del centro storico di Narni, il magnifico Palazzo dei Priori è la suggestiva cornice che ospita uno straordinario viaggio virtuale alla scoperta del Medioevo: la vita quotidiana, i mestieri, i costumi, i giochi, i riti religiosi, le armi, i tesori.  Visitare il museo multimedievale significa tornare indietro nel tempo e vivere un’esperienza coinvolgente dove i visitatori sono solo all’inizio di un percorso più ampio di conoscenza ed esplorazione in cui potranno immergersi completamente e lasciarsi trasportare oltre i sensi.

“Il museo – afferma il sindaco di Narni Lorenzo Lucarelli – è senza dubbio una tappa molto importante per la Corsa all’Anello, è un modo interessante di entrare a tutti gli effetti nell’era digitale, conoscendo la storia ed i personaggi di Narni e della festa dedicata al patrono San Giovenale. Il museo rappresenta un tassello importante da mettere a sistema con il resto del patrimonio culturale del centro storico e rappresenta un modo per vivere la Corsa all’Anello a 360 gradi per tutto l’anno. Uno strumento di marketing e promozione davvero importante”.

“La realizzazione del museo – spiega Diego Pieroni della Dream Factory – è molto importante per la città di Narni. Rappresenta quasi un unicum nel suo genere, senza dubbio un’eccellenza nell’ambito delle feste medievali, presentando tecnologie all’avanguardia che permettono di raccontare la storia della città e della Corsa all’Anello, facendo vivere ai visitatori il mondo nel quale vengono totalmemte immersi. Si tratta di una novità nel panorama delle rievocazioni storiche e tutto ciò che verrà presentato sarà in grado di catturare l’attenzione e la curiosità di chi vorrà venire a trovarci durante l’anno e che magari tornerà a vivere in presenza la magia, durante la festa”.

“E’un progetto partito da lontano – dice il presidente dell’Associazione Corsa all’Anello Federico Montesi –  che finalmente con questa opportunità prende il volo. Ha tratto ispirazione da quanto progettato tempo fa, poi attualizzato e finalmente portato a compimento. Al progetto hanno collaborato tutti i segretari coreografici sia di questo che del precedente mandato, coinvolgendo anche i responsabili dei terzieri e i priori. È motivo di orgoglio e di soddisfazione per tutti quanti noi ed è la celebrazione del percorso fatto dalla Corsa all’Anello in questo mezzo secolo e vuole essere anche un ringraziamento a tutti i volontari e i contradaioli dei terzieri che hanno reso questa manifestazione unica al mondo”.

“Il museo multimedievale – aggiunge Emiliano Luciani – rappresenta non un punto di arrivo, ma un punto di partenza nell’ambito della musealizzazione di Palazzo dei Priori. Si tratta di un museo in evoluzione che in futuro potrà dotarsi di nuove tecnologie ed essere implementato di contenuti che i contradaioli ed i terzieri potranno creare insieme all’Associazione Corsa all’Anello. E’ un modo speciale per vivere la nostra storia e ricostruirla in maniera unica. Il museo servirà per raccontarci e conoscerci e per raccontare e conoscere il Medioevo, la storia della città e la Corsa all’Anello. Rappresenta senza dubbio una grande opportunità per Narni e per la festa”.

Cinque sale espositive con installazioni multimediali integrate, proiezioni di contenuti on demand da visionare sul proprio smartphone, un percorso guidato che darà la possibilità di vivere in prima persona il mondo della Corsa all’Anello e del Medioevo: questo e molto altro è il Museo Multimedievale che si svelerà in tutta la sua bellezza tra pochi giorni.

L’inaugurazione si terrà a partire dalle 17.30. Chi vorrà partecipare troverà tutte le indicazioni sul sito ufficiale della Corsa all’Anello (link: https//www.eventbrite.com/o/associazione-corsa-allanello-45821368943)  e sui canali social. Il museo, dopo l’inaugurazione che rappresenta un’anteprima, verrà aperto al pubblico nei prossimi mesi.

Narni Rubata

Nel Patrimonio di San Pietro

Negli anni Quaranta del Trecento, mentre la sede pontificia era ad Avignone, Narni non era molto allineata al Patrimonio di san Pietro, che era il governo tra Viterbese e Umbria dal quale dipendeva. E che richiedeva una sottomissione regolamentata da statuti, testimoniati dall’affresco laico in Cattedrale, dei quali nel 1347 era garante il vescovo Agostino Tinacci.

Ma la città, pur aderendo formalmente a quei dettati, di fatto si considerava libera, e si comportava come tale. Perché era capace di autonomia e sapeva coltivare alleanze, favorita da una via di notevole transito e da avviati commerci, come quelli dell’uva passa e della lana, che coinvolgevano mercanti e banchieri di Firenze, Prato, Signa e di altre località della Toscana.

 

Nella ‘libera’ Narni

E proprio Firenze divenne riferimento per la ‘libera’ Narni, che accolse ambasciatori a iniziare da ser Bartolo Benni da Signa che arrivò nell’agosto 1346, a proseguire fino al 1381 con Nicolò di Pietro Pucci, Lapo Pieri, Giovanni Gucci, di nobili famiglie, ed altri ancora, quasi a delineare una Delegazione stabile.

Mentre si registrava l’invio a Firenze di alcuni cittadini narnesi che potevano giovare  alla Repubblica. E tra loro Berardo Massei, che fu podestà nel 1345, e Francesco di Bartolomeo che era giudice nello stesso anno. Ed ancora nel 1369 Paolo Andrielli di Alvenino, e Antonio di Andrea di Marinata, che operava nel 1383.

Era un rapporto pari, e i visitatori fiorentini, garantirono vicinanza anche nel 1357, tempo in cui il vescovo Agostino Tinacci a nome del cardinale Albornoz -che allora firmava le Costituzioni egidiane- cercava di ridimensionare la stessa Firenze, dove per altro benedisse alcune fondamenta della Cattedrale meritandosi una statua sulla facciata. E quei contatti  proseguirono oltre un decennio dopo la stesura degli Statuti del 1371 e dell’arrivo del governatore pontificio, consentendo a Narni di praticare una amministrazione in qualche modo autonoma.

 

Quando Narni fu rubata

Tuttavia negli anni Settanta era mutato lo scenario politico, ed era cambiato il profilo della città, sul cui monte dove prima era il monastero di santa Maria Maddalena era sorta una fortezza, voluta dal cardinale Albornoz a controllo del territorio.                                                                                    Ma la ‘libera’ Narni si ribellò al nuovo sistema, restando unita a Firenze, per cui nel 1375 ‘riceve dai fiorentini un vessillo rosso ove leggesi in argento la magica parola Libertas’ (Ceroni). E nel contesto si inseriva anche il vescovo Luca Bertini, che dal Patrimonio fu inviato come ambasciatore a Firenze e lì imprigionato nel 1376.

Intanto in città tornavano i diplomatici, come Jacopo di Villano da Piombino, venuto a tacitare il dissenso per conto del legato pontificio per l’Umbria. Mentre tra le mura si generava una guerra tra chi era a favore o contro la Chiesa, con interventi di forze esterne. E non meraviglia che Piero Minerbetti nella Cronaca dal 1385 abbia titolato quel confuso periodo di libertà tradita ‘Come la Città di Narni fu rubata dagli amici e da’ nimici’.

 

Tutto diventa Storia

Nel 1381 compariva Jacopo di Tommaso, ultimo ambasciatore di Firenze a noi noto, nel tempo in cui Roma era già dominante. E lo confermano gli Statuti che sancivano il riconoscimento del nuovo governo e indicavano lo stato di sudditanza, e dai quali è comunque iniziato il racconto della Corsa all’Anello, che vi ha saputo cogliere norme fatti e figure, trasformando una intimazione in risorsa.

Per cui dall’indipendenza acquisita mentre il papa era ad Avignone, alla autonomia ‘rubata’, tutto diventa storia, e restano tra le pagine il fantasma di una libertà perduta, e la vicenda delle ‘illustri ambascerie’ fiorentine, che furono occasioni di confronto e lasciarono lunga memoria. Come dimostrava Piero de’ Medici che, in esilio dalla sua Firenze, nel 1495 trovò riparo a Narni.

Claudio Magnosi

 

 

  1. M. Soldini, Delle eccellenze e grandezze della della Nazione fiorentina, 1780. V. Registro ‘Casate e Nomi, le quali sostennero per la Repubblica, e pe’ Dieci di Balia illustri ambascerie dall’Anno 1340 all’Anno 1400’. -P. Tronci, Memorie storiche della città di Pisa, 1682 -AA.vv, Monumenti storici, 1903 -G. Degli Azzi Vitelleschi, Le relazioni tra la Repubblica di Firenze e l’Umbria nei secoli XIII e XIV, 1904 -G. Ceroni, Spicilegio storico, 1921

Nominati i tre probiviri dell’Associazione Corsa all’Anello

NARNI – Sergio Bruschini, Fabio Svizzeretto e Lorenzo Cioni sono i tre membri del collegio dei Probiviri della Corsa alla’Anello, organo deputato al controllo della gestione finanziaria e del rispetto delle regole fissate nello Statuto dell’organizzazione. Nell’ultimo consiglio comunale si è proceduto alla nomina dei due membri che spettano all’assise dei rappresentanti dei cittadini. Il terzo, secondo lo Statuto, viene scelto e nominato dalla parrocchia di San Giovenale e San Cassio.

Il consiglio, presieduto da un ex proboviro, Michele Francioli attualmente anche delegato alla Corsa all’Anello, ha eletto quindi Bruschini e Svizzeretto all’unanimità dei presenti.  “I gruppi consiliari si sono riuniti e sono giunti ai due nomi come membri da nominare nel consiglio essendo l’amministrazione socio di diritto dell’ente giostra così come la parrocchia narnese – ha detto Francioli – la nomina è all’unanimità e non possiamo che augurare buon lavoro congratulandoci coi nuovi membri”.

“Nuovamente nominiamo – ha aggiunto Don Sergio –  il signor geometra Lorenzo Cioni come proboviro di espressione parrocchiale per i consueti incarichi e mansioni presso l’Associazione Corsa all’Anello, con riferimento all’apprezzamento condiviso della sua presenza negli anni trascorsi”. Le tre nomine verranno ratificate nel consiglio di credenza di giovedì 24 novembre diretto dal presidente Federico Montesi.

Al narnese Bonanni premio nella categoria under 18, Innocenzi si conferma miglior cavaliere d’Italia

NARNI – Come era stato annunciato nei giorni scorsi, il giovane cavaliere del terziere Santa Maria Cesare Bonanni è stato premiato alla quinta edizione del “Galà dei Cavalieri”, prestigioso ed unico premio in ambito nazionale, riservato alle Giostre e Quintane, ideato dall’aretino Roberto Parnetti ed organizzata con la collaborazione del Comune di Faenza, che si è tenuto sabato scorso nella suggestiva location del Ridotto del “Teatro Masini” di Faenza. In una sala gremita da tanti appassionati e delegazione di varie manifestazioni, la cerimonia ha incoronato i protagonisti della stagione 2022 e sul palco si sono alternati i vincitori delle sei categorie in cui è suddiviso il premio.

Il fantino narnese è stato premiato nella categoria “Miglior Giovane Under 18” (10 nella classifica finale) con il premio consegnato dall’assessore Federica Rosetti. E’ arrivato al terzo posto ex aequo con 3 punti insieme a Mattia Privitera di Pistoia del Rione del Leon D’Oro. Al secondo posto Alessandro Coppini di Pistoia del Rione del Cervo Bianco con 5 punti ed al primo Vittorio Guidolin di Monselice della Contrada San Cosma con 16 punti.

Vincitore del premio di miglior cavaliere d’Italia con 74 punti, ancora una volta Luca Innocenzi di Foligno con le vittorie alla Prova di Palio dei Castelli di Moie, alla Giostra all’Anello di Monterubbiano con la Coorporazione dei Bifolchi, al Niballo di Faenza con il Borgo Durbecco, alla Giostra Cavalleresca di Sulmona con il Borgo San Panfilo, alla Quintana di Ascoli Piceno con il Sestiere di Porta Solestà ed alla Giostra dell’Arme di San Gemini con il Rione La Rocca.

Al secondo posto con 43 punti due cavalieri ex aecquo: Andrea Vernaccini di Arezzo vittorioso alle due edizioni della Giostra di Simone di Montisi con la Contrada Castello ed alla Giostra dei Rioni di Olmo compreso il titolo di Miglior Cavaliere con il Rione Olmo Alto e Massimo Gubbini di Foligno (rappresentato da Riccardo Conti) vittorioso alla Quintana di Ascoli Piceno con il Sestiere di Porta Tufilla, al Torneo Cavalleresco di Castelclementino a Servigliano con il Rione di Paese Vecchio ed alla Giostra della Quintana della “Rivincita” di Foligno con il Rione Giotti.

Al terzo posto con 42 punti Lorenzo Melosso di Ascoli Piceno con le vittorie alla Giostra della Quintana della “Sfida” di Foligno con il Rione Badia, al Palio della Pacca di San Ginesio con il Rione di Porta Alvaneto ed al Palio della Festa d’Autunno di Valfabbrica con il Rione Pedicino.

La chiusura della cerimonia ha visto il passaggio di testimone all’Associazione Palio delle Contrade di San Secondo Parmense, con il saluto di Marzia Fanzini in rappresentanza della delegazione presente in sala, che ospiterà la sesta edizione del 2023.

Premio a Cesare Bonanni al Galà dei Cavalieri

NARNI – Il giovanissimo cavaliere narnese del terziere Santa Maria Cesare Bonanni riceverà un premio nell’ambito della quinta edizione del “Miglior Cavaliere d’Italia” prestigioso ed unico premio in ambito nazionale, riservato alle Giostre e Quintane, ideato dall’aretino Roberto Parnetti tramite il progetto nazionale “Si dia inizio al torneamento – Giostre, Quintane e Palii d’Italia”.

La cerimonia, che da alcuni anni è stata ribattezzata “Galà dei Cavalieri”, si svolgerà sabato 19 novembre alle 17 nella prestigiosa location del “Ridotto del Teatro Masini” di Faenza. I numeri finali di questa edizione saranno presentati durante la cerimonia stessa anche se gli organizzatori hanno anticipato il totale delle manifestazioni che hanno assegnato punti ovvero 59 (44 “giostre storiche” e 15 “giostre non storiche”) cifra che riporta alle edizioni pre-pandemia visto che la precedente dello scorso anno, con la cerimonia finale fatta a Narni alla Rocca Albornoz, che contemplava le Giostre  e Quintane disputate nel 2020 e 2021 si era chiusa con un totale di 32 manifestazioni disputate (19 “storiche” e 13 “non storiche”).

Altro dato significativo è il numero dei cavalieri e amazzoni che sono inseriti nelle varie classifiche ben 85 di cui 64 per il “Miglior Cavaliere”, 11 per la “Miglior Amazzone” e 10 per il “Miglior Giovane Under 18” (quest’ultima categoria lo scorso anno non venne assegnata per mancanza del numero minimo di cavalieri in classifica). La cerimonia di sabato vedrà la presenza, oltre che delle massime personalità del comune di Faenza e dei cinque Rioni del Niballo, anche da varie delegazioni di alcune manifestazioni storiche oltre che rappresentanti di associazioni equestri.

Ai vincitori andrà la Pergamena d’Autore dipinta da Salvatore Ferrante in arte “Soterus” e la cerimonia si chiuderà poi con il “passaggio di testimone “ alla città che ospiterà la sesta edizione del Galà nel 2023.

Questo l’elenco dei premiati in ordine alfabetico:

Bartoletti Chiara di Pistoia, Bonanni Cesare di Narni (TR), Cicerchia Elia di Arezzo, Coppini Alessandro di Pistoia, Gubbini Massimo di Foligno (PG), Guidolin Vittorio di Monselice (PD), Innocenzi Luca di Foligno (PG), Melosso Lorenzo di Ascoli Piceno, Pani Azzurra di Pistoia, Privitera Mattia di Pistoia, Scortecci Gianmaria di Arezzo, Scuderia Quartiere di Porta Santo Spirito di Arezzo, Signorini Ilaria di Pistoia e Vernaccini Andrea di Arezzo.

I volti della Corsa all’Anello / Nerio Lanzini

Ecco il primo appuntamento di una nuova rubrica che abbiamo pensato per raccontare la nostra amatissima festa con le parole, gli occhi, i ricordi, le opinioni di chi l’ha vissuta per una vita, ne ha fatto parte e l’ha resa quello che è ora, per capirla ancora meglio, per non perderne la memoria.

Iniziamo da un personaggio storico del terziere Mezule, ma amato da tutti: Nerio Lanzini, detto Straordinerio, classe 1936 con oltre 40 anni di militanza al terziere Mezule, storico oste dell’Hosteria del Pozzo, volto di molteplici giornate medievali e figurante fisso del corteo storico.

Cosa rappresenta per te la Corsa all’Anello?

E’ un grande evento per la città di Narni. Io mi ci sono trovato dentro per caso: nel tempo libero ho iniziato a collaborare alle Stranezze, quando nel terziere c’era solo un locale, poi sono sceso di sotto, all’Hosteria del Pozzo. La Corsa all’Anello per me è una grande festa, è un momento per tornare indietro nel tempo e stando in mezzo alla gente, ai giovani, si sente di meno il peso degli anni. Il tempo passa, il terziere resta e Nerio se ne va.

Raccontaci il tuo percorso alla Corsa all’Anello

E’ iniziato tanti anni fa. Sono ormai 36 anni che sto in pensione ed in questo lasso di tempo sono stato sempre presente a tempo pieno nel mio terziere. Gli anni prima, quando facevo i turni, spendevo comunque tutto il tempo che avevo per Mezule: mia moglie alle Stranezze stava nella cosiddetta “buchetta delle vipere” (piccolo angolo della mescita, così chiamato per alcuni aneddotti ad esso legati ndr) ed io servivo a tavola. Sono oltre 40 anni che bazzico il terziere. La partecipazione è venuta con sé, mi sono sempre trovato bene, la fatica è sempre passata in secondo piano perché ci divertivamo. Anche i miei anni all’Hosteria del Pozzo, con il gruppo che avevamo formato, sono stati belli. Io ho sempre voluto servire a tavola, perché amo il contatto con la gente. Non ho mai voluto altri incarichi.

L’aneddoto di Nerio

Una domenica, c’era una comitiva di 10 – 12 persone che veniva da Roma e si era seduta sul tavolo di fronte all’ingresso. Hanno iniziato a farmi domande e a prendere confidenza (Nerio da sempre tesse amicizie con gli ospiti grazie al suo carattere estroverso ndr). Alla fine, uno di loro mi ha chiesto se avevo piacere di andare da lui ospite una settimana, dopo la festa. Io gli ho risposto subito di si. Quando se ne è andato mi ha confessato che era il direttore del carcere di Regina Coeli! Ecco perché voleva portarmi con sé!

Come è cambiata la Corsa all’Anello?

E’ cambiata molto. Faccio un esempio: basta osservare i costumi del corteo storico, come erano tanti anni e come sono oggi. A proposito di corteo, io ho sfilato tanti anni con rigore. Ci sono delle regole rigide da rispettare ed io quando sfilavo non ho mai parlato con nessuno. Una volta mia moglie si è messa a piangere perché non l’ho salutata. Quando si fanno le cose, vanno fatte per bene, con serietà. Lo stesso vale per il mio impegno al terziere. Non ho mai voluto far parte del comitato, perché per me l’importante è essere presenti, rimboccarsi le maniche, dare la sicurezza che ci sei, che si può contare sempre su di te. In tanti anni non ho mai preteso nulla e la fatica è stata sempre compensata dal divertimento.

Nerio e le giornate medievali

Ne ho fatte tante, quasi tutte, a parte qualcuna di quelle serali alle quali non ho potuto partecipare per stare all’osteria. Mi ricordo quella della peste, quella della morte e due aneddotti sui polli e sull’asino (vedere nel video dell’intervista ndr). Le giornate medievali hanno segnato tutta la mia gioventù e qualche volta le abbiamo esportate anche fuori.

Il futuro della Corsa all’Anello?

Largo ai giovani. Io sto in pace con tutti, vado d’accordo e parlo con tutti. Vengo sempre invitato ovunque. Ora, da qualche tempo ho tirato un po’ i remi in barca, ma sono sempre presente al terziere. Finchè c’è gente, c’è vita!

 

L’intervista video integrale è visibile sul canale youtube della Corsa all’Anello (201) I volti della Corsa all’Anello – Nerio Lanzini – YouTube e sulla pagina facebook ufficiale della Corsa all’Anello Corsa all’Anello Narni | Narni | Facebook

Gli Ebrei e i quattro fiorini

“…… Stabiliamo che i giudei o gli ebrei, che dimorano nella città, o che vi abiteranno in futuro, siano tenuti e debbano pagare in qualunque anno, nelle calende del mese di Maggio, al camerario del comune, 4 fiorini d’oro, che siano e debbano essere convertiti nel costo e per l’acquisto di un palio e di un anello d’argento, placcato d’oro….” Statuti Lib. I° Cap. XXLXII.

La consuetudine dei comuni medievali di chiamare le comunità ebraiche a contribuire alle celebrazioni per la festa del santo patrono, secondo un uso praticato in tutti i centri dello Stato Pontificio, che non di rado erano legate alla concessione di nuove condotte ferenatizie e dei diritti connessi, li obbligava a partecipare alle spese dei palii organizzati in quelle festività.

Da questa premessa, nasce la curiosità di capire quanto fosse oneroso, per la piccola “universitas iudeorum” di Narni, versare il contributo annuale.

Per farlo dobbiamo circoscrivere un periodo temporale, in cui posizionare la norma statuaria.

Dalle testimonianze dei protocolli notarili e della toponomastica, si può ipotizzare un insediamento degli ebrei in città, già dal 1276, dove è attestata a Narni una “ ecclesia Santi Petri Iudeorum “, che sorgeva all’interno del territorio della parrocchia di Santa Maria Impensole. ( P. Pellegrini )

Altra data de tenere in considerazione, è quella della stesura degli statuti, 1371. Dentro questo quadro temporale, altri indizi aiuteranno a precisare meglio il periodo di riferimento, monetario, utile.

E dunque, ci soccorre, un secondo capitolo degli Statuti, il XXV del Lib. I°, dove il legislatore dispone che gli

ebrei non possano risiedere a meno di 25 piedi dalle fonti d’acqua, a pena di 25 libbre cortonesi.

Questo mito nato in Savoia, e poi diffusosi in larga parte dell’Europa durante la pestilenza del 1348, voleva gli ebrei avvelenatori di pozzi e sorgenti, agenti di satana nella lotta contro la cristianità. ( P. Pellegrini )

Da questo secondo elemento, possiamo restringere la forbice di oltre un secolo, sapendo comunque, che gli statuti raccolgono leggi e norme nel tempo susseguitesi.

Dopo di che, possiamo, nel periodo considerato cioè 1348 – 1371 e dintorni, valutare la possibilità di conoscere il valore commerciale del Fiorino.

 

IL DOLLARO DEL MEDIOEVO

Nel 1252, le repubbliche mercantili italiane cominciarono a battere una moneta d’oro puro, dal peso di 3,5 grammi circa. Non furono le prime monete d’oro dell’Occidente dopo Carlo Magno (Augustale gr,5,25 Federico II 1231),  ma la sua coniazione rappresentò una riforma epocale ed ebbe immediata diffusione in tutta Europa. Da allora fino alla fine del Medioevo, il dollaro dell’area mediterranea, fu la moneta d’oro delle repubbliche mercantili.

Tra queste, dal 1252 e la fine del XIV sec, è la moneta d’oro di Firenze quella che di gran lunga godette di maggior prestigio, e i funzionari della zecca fiorentina potevano orgogliosamente rivendicare il “communem cursum quem habet dicta moneta auri per Universum orbe terranum”. ( Storia delle monete della Repubblica Fiorentina. Ignazio Orsini)

Chi vuol comprendere le cause del trionfo del fiorino, deve tener conto della meravigliosa capacità espansionistica dell’economia fiorentina di quel tempo, e del suo ruolo nell’attività internazionale, bancariae commerciale.

 

Alto valore unitario, stabilità intrinseca, supporto di una economia forte e sana, sembrano essere stati i tre fondamentali elementi della formula che fece la fortuna del dollaro del medioevo. ( C.M. Cipolla )

 

I CAMBI

La comparsa del Fiorino ebbe come diretta conseguenza la creazione dei rapporti di cambio con le monete argentee che furono documentati, in maniera talvolta giornaliera, a partire già dal 1252.

In generale la possibilità di equiparare un dato ad un altro è legata direttamente al metro di confronto che, per essere tale, deve essere una costante. Ritenere la moneta fiorentina, costante, è provato dalla sua fama. Lo è per il peso e per il titolo, gr. 3,5 a 18 carati.

Altro elemento essenziale per comprendere il potere d’acquisto del Fiorino, è il “denaro Piccolo” con cui veniva rapportato in termini reali, questi fu moneta circolante nelle contrattazioni di basso valore e soggetto a spinta inflazionistica, ed il cosiddetto “denaro Grosso”, per transazioni internazionali, caratterizzato da notevole stabilità.

Di seguito alcuni valori che possono servire di riferimento nella comprensione del testo selle cronache, quando si parla del denaro e delle sue equivalenze:

1libbra o lira= 20 soldi= 240 denari= 410gr. Argento fino.

Che il Fiorino, al momento della sua coniazione, valesse 240 denari fiorentini è cosa sicura, ma per il continuo svilimento del denaro nel suo intrinseco d’argento, e non solo, questo rapporto prese a salire in maniera costante, tanto che la moneta d’oro passò nel giro di 25 anni da 240 a 360 denari.

Sulla continua diminuzione dell’intrinseco del denaro, moneta piena, si inserisce la sua prima definizione di moneta segno o fiduciaria.

Nelle cronache si fa spesso riferimento ai denari piccioli, denarius parvus, questo è il nome dei denari d’argento quando sono ridotti di peso e titolo. Se essi non fossero ridotti nel contenuto di argento, dovrebbe valere l’equazione, una libbra di piccioli = 1 Lira.

A Firenze nel 1300 un Fiorino d’oro vale 4 soldi e 6 denari di piccioli, ovvero 558 denari piccioli e poiché una lira è 240 denari, un Fiorino vale 558: 240 = 2,3 lire.

Dentro questo quadro i rapporti di cambio variavano giornalmente in base a moliti fattori, dal momento che, essendo moneta fiduciaria, il rapporto era condizionato anche, dalla perenne carenza, varietà delle monete e non ultimo il profitto dei cambiavalute. A Firenze alla metà del “300 i banchi dei “cambiatori” erano 80. ( Villani, Cronaca )

 

IL FIORINO E IL DENARO

Quale denaro può essere preso a riferimento negli anni tra il 1350 / 1370 ?

Appartenere ad un’area monetaria non consente certezze, perché all’ interno della stessa circolava liberamente e legalmente una massa notevole di denari, di altri stati, di altre aree. ( Racconti delle Pergamene n° 25 ) .

Abbiamo, dunque scelto di considerare solo aspetti di carattere politico, cioè, orbitare e sottostare nel Patrimonium Beati Petri, il rientro della sede papale, il trasferimento della zecca del Patrimonio da Viterbo a Montefiascone, diventata residenza del rettore e centro amministrativo dello stesso.

Esiste prova dell’avvenuto trasferimento della zecca da Viterbo a Montefiascone in un documento datato 1334 nel quale il tesoriere del Patrimonio di S. Pietro, tale Stefano Lascoutz, richiede la presenza di Angelozzo Peponi da Orvieto a Montefiascone per prendere accordi necessari alla coniazione di moneta “ per mandato del Papa”. E in ultimo le lettere inviate da Giovanni XXII nel 1334, e da Benedetto XII nel 1337 per sollecitare il rettore del Patrimonio ad incrementare la produzione monetaria, e lo scopo sembra essere raggiunto.

( Martinori, “ Della moneta Paparina”).

Dunque il denaro Paparino.

 

 

TASSI DI CAMBIO ( P. Spufford. Handbook of medieval exchange )

Di seguito alcuni tassi di cambio, tra Fiorino e Paparino, e la loro evoluzione nel secolo:

1300 Firenze. 1 fiorino = 46 soldi e 6 denari piccioli. // Montefiascone 1 fiorino = 43 s. e 4 d. paparini

1340 Firenze. 1 fiorino = 64 soldi.                                    // Montefiascone 1 fiorino = 57 s.

1350 Firenze. 1 fiorino = 64 soldi                                    // Montefiascone. 1 fiorino = 54 s.

1360 Firenze. 1 fiorino = 68 soldi                                   // Montefiascone. 1 fiorino = 58 s.

1370 Firenze. 1 fiorino = 65 soldi e 6 denari               // Montefiascone . 1 fiorino = 58 s.

 

 

Ricordiamo che al momento della prima coniazione, il Fiorino 1252, si cambiava a 240 denari.

Per dare ulteriori riferimenti, inseriamo dati che aiutano a capire il potere di acquisto del Fiorino, con la consapevolezza che questo non possa rappresentare un quadro completo e preciso, ma solo valore indicativo. Anzi diciamo pure che possa valere solo come curiosità. Sappiamo quanto sia ingenuo i prezzi espressi in monete di altri, in prezzi espressi in monete attuali; oppure trasformare le monete in grammi di metallo fino, sapendo quanto il valore del metallo sia cambiato nel tempo; e in ultimo, che il costo della vita e i beni di consumo, anche rimasti gli stessi, avesse uguale valore. Vale per tutti il libro prima dell’invenzione della stampa.

Un primo dato ci viene dal prezzo del frumento per staio (24,4 lt.) a Firenze 1360/1370, fissato a 19 soldi di denari piccioli. (Ugo Tucci, Annali6. Storia d’Italia Einaudi)

Per il sec. XIV disponiamo di inventari di due biblioteche di Pavia, un medico e un avvocato. Il primo disponeva di 30 volumi ed era valutata 133 fiorini, con una media generale di 4,5 fiorini per volume. Il secondo 15 libri, tutti di argomento giuridico, erano stimati per un totale di 385 fiorini, per una media generale di 27,5 fiorini. Va da se’ che i libri di argomento giuridico raggiungessero un valore economico maggiore.

Il salario del Podestà (Firenze metà del “300) e di sua famiglia, l’anno è di 15240 denari piccioli. Circa 21 fiorini. Il salario del Capitano del Popolo e di sua famiglia, è di 5880 piccioli. Circa 8 fiorini.

Il palio, di sciamito, che si corre per S. Giovanni, e quelli di panno per S. Barbara e per S. Reparata costano

l’anno fiorini 100 d’oro. (Cronaca, Villani)

Nel 1355 il legato apostolico Egidio Albornoz, dichiara di aver ricevuto dal vescovo di Narni, la somma di 81 fiorini d’oro, dovutagli da parte sua e del clero narnese, come compenso per il terzo anno della sua legazione, e rilascia quietanza. (Pergamene del Capitolo della Cattedrale di Narni.)

Nel 1376 in Pavia un certo Zanino dichiarava, con atto notarile, di essere debitore ad un tale chiamato Borello, di 80 fiorini, perché quest’ultimo lo aveva mantenuto per quattro anni e due mesi, fornendogli tutto il necessario, viveri e vesti. (Carlo Maria Cipolla)

Ultimi riferimenti, riguardano i tassi d’interessi. Mercanti ed imprenditori, nelle città di Toscana, potevano denaro a breve e medio termine ad un tasso d’interesse del 7% al 15%. I prestiti al consumatore tendevano naturalmente a costare di più, sopratutto per il maggior rischio del prestatore. Generalmente, questi,  venivano fatti ad un tasso d’interesse variabile dal 15 al 50% all’anno.

Alla lettura di questi dati, la considerazione che viene da fare è che il prezzo pagato per contribuire alla celebrazione del Patrono, e non solo, da parte della comunità ebraica narnese, non fosse così onerosa come in un primo momento potesse sembrare. Quattro fiorini, sono ben poca cosa, se rapportati ai denari occorrenti per coprire costi e spese per servizi e beni utili alla ricca borghesia del tempo.

Che fosse già un obolo destinato a coprire solo una formalità, nel solco di una tradizione, e non più una tassa che garantisse loro, esercizio della professione, pace sociale e riconferma di una sottomissione nei rapporti con la maggioranza cristiana?

 

Marco Carlini

Corsa all’Anello 2023: svelate le date

Corsa all’Anello 2023

Le date ufficiali: 24 aprile – 14 maggio

NARNI 27 ottobre 2022 – L’Associazione Corsa all’Anello rende note le date della Corsa all’Anello 2023 che si terrà da lunedì 24 aprile a domenica 14 maggio. Tre settimane ricche di eventi che culmineranno con l’avvincente gara equestre al Campo de li Giochi la seconda domenica di maggio, come da tradizione.

Molte saranno le sorprese in programma, che come sempre unirà novità agli eventi che costituiscono le radici della festa narnese dedicata al Santo Patrono.

Spettacoli, mostre, concerti, convegni, conferenze, eventi gastronomici, ricostruzioni di ambienti medievali, giornate medievali e tante altre manifestazioni animeranno il centro storico di Narni in veste trecentesca. Intanto ecco le anticipazioni sugli eventi della tradizione.

I principali eventi della Corsa all’Anello 2023 ( 24 aprile – 14 maggio )

Lunedì 24 aprile il banditore sancirà l’inizio dei festeggiamenti con la lettura del bando per le vie della città, seguito dall’apertura dei tipici forni e osterie.

Il 2 maggio l’offerta dei Ceri in Cattedrale suggellerà l’inizio degli eventi dedicati al patrono San Giovenale che culmineranno il 3 maggio con la messa e processione per le vie della città e la corsa storica in Piazza dei Priori.

Il 10 maggio inizieranno le benedizioni dei cavalieri con il terziere Fraporta, seguito l’11 da Santa Maria e il 12 da Mezule.

Sabato 13 maggio, il Grande Corteo Storico, che si snoderà per le vie della città, farà da prologo alla Corsa all’Anello che si disputerà domenica 14 maggio al Campo de li Giochi.

 

La foto scelta per la locandina ufficiale della Corsa all’Anello 2023 è uno scatto del fotografo Narnese Marco Menciotti (Fotovideo Narni)

Istituti Formativi a Narni, dal Medioevo ad oggi

Gli Statuti della città di Narni, la cui genesi va ascritta fra i secoli  XII e XIV, parlano, sostanzialmente, a tre riprese, degli istituti formativi relativi allo STUDIUM della città. In uno si parla della retribuzione dovuta agli insegnanti, in un altro si norma in termini positivi l’ospitalità a favore degli studenti provenienti da altre città, in un terzo dell’esenzione da ogni altro pubblico esercizio, per quanto attiene il corpo insegnante.

È ragguardevole il trattamento riserbato ai magistri. Non solo per le cifre, ma per la qualità della monetazione; non il divisionale misero corrente in città, il denaro cortonese, ma il fiorino fiorentino. Il che ci fa collocare quello specifico provvedimento oltre la metà del duecento da una parte e ci induce ad immaginare che qui insegnassero docenti provenienti da altre aree culturali. L’assieme dei provvedimenti postula un’istituzione di alto livello.

A questo quadro, francamente sorprendente, si era pervenuti grazie ad una serie di opportunità.

In primo luogo la rete delle abbazie, almeno 5 in ambito comitatense. Dotate dubitosamente di scriptoria, su un paio almeno ci si sta riflettendo ( S. Angelo e Benedetto in Massa e San Cassiano), ma certo in possesso di adeguati strumenti formativi. In secondo luogo una probabile scuola vescovile. Esistono elementi che ne postulano l’esistenza. In altra istanza la centralità politica e territoriale di Narni, unica città della conca ternana fino al primo quarto del dodicesimo secolo.

Su questi presupposti dobbiamo pensare poggiasse lo STUDIUM di età comunale di Narni, che continuò ad esistere anche in età moderna quando acquistò ulteriore prestigio, non tanto per la presenza delle Scuole Pie, i Padri Scolopi, quanto perché il Calasanzio, loro fondatore, scrisse qui’ la loro regola.

Inoltre alla metà del seicento, il vescovo Castelli creò il seminario diocesano, altro presidio culturale di bella importanza. Queste compresenze motivarono, nei secoli, un’incredibile biblioteca. Con titoli e testimonianza sorprendenti. Dal Muratori (opera omnia) alla produzione culturale francese di sedicesimo e diciassettesimo secolo, come alle coeve pubblicazioni culturali italiane. Tutto cio’ diede origine ad una vivacità culturale con esponenti di bella grandezza di cui amiamo qui citare il Mautini e Galeotto Marzio per tacere dei Cesi ben presenti a Narni.

Vivacità che parve un poco venir meno nel milleottocento tranne nell’ultimo periodo, quando l’industrializzazione forte della zona, produsse altre esigenze formative e con le riforme messe in campo dallo stato unitario si allargò ulteriormente l’area culturale di base. Processo che si arricchì ancora nel secolo appena trascorso, connotato da due elementi.

Ci fu, specie nella seconda metà del secolo, un’imponente opera di edilizia scolastica. Edifici sorsero un po’ ovunque e la parabola si concluso con la costruzione di un plesso modernissimo di scuola media superiore.

L’aspetto didattico più ragguardevole, tuttavia, attendeva la nascita di un nuovo metodo di apprendimento dovuto ad un grande talento di docente, Carlo Piantoni, che, partendo da Grotta Murella, località assolutamente periferica, arrivò a istituzioni educative mondiali anche attraverso l’esperienza condivisa con l’Alberto Manzi del programma televisivo” Non è mai troppo tardi”.

E ora? Ora si è concluso l’iter con l’istituzione in città di una facoltà universitaria sede locale di quella di Perugia. Presenza essenziale da molti punti di vista, ma piace sottolineare quello di una rinnovata vivacità culturale mai, tuttavia, venuta meno.

 

Bruno Marone

Successo per il Festival delle Arti del Medioevo

NARNI 6 settembre 2022 – Successo per il Festival delle Arti del Medioevo che da giovedì 1 a domenica 4 settembre ha animato il centro storico di Narni con conferenze, eventi gastronomici, laboratori storici, ricostruzioni di ambienti medievali, manifestazioni per i bambini ed esibizioni dei gruppi storici.

Il Festival, organizzato dall’Associazione Corsa all’Anello è stato aperto dalla lettura del bando di sfida da parte del neo sindaco Lorenzo Lucarelli e si è concluso con la corsa equestre in piazza dei Priori vinta dal terziere Fraporta con il cavaliere Luca Paterni. La quattro giorni ha contato il tutto esaurito agli eventi di piazza a partire dagli sbandieratori Città di Narni, passando per i Milites Gattamelata Narni, non dimenticando la Platea Ludica, evento dedicato ai bambini che ha calamitato in città centinaia di visitatori e lo spettacolo di falconeria. Bene anche le conferenze ed i banchetti medievali, così come i forni e le osterie. Grande partecipazione anche per i laboratori che continueranno nei prossimi mesi, seguendo un progetto, quello dell’Università del Medioevo Ricostruito, avviato ormai da tempo. Anche i social, che hanno seguito tutti gli eventi hanno ottenuto un grande riscontro con 94mila utenti raggiunti e 27mila interazioni.

“Siamo molto soddidfatti – ha affermato il presidente dell’Associazione Corsa all’Anello Federico Montesi – della riuscita del Festival, alla sua seconda edizione, che diventerà un appuntamento annuale fisso della Corsa all’Anello. Da evidenziare la massiccia presenza di turisti che hanno potuto apprezzare l’offerta e partecipare ad eventi molto interessanti.

I laboratori – ha continuato Montesi –  rispetto alla passata edizione, hanno contato una maggiore partecipazione, a testimonianza della crescita di attenzione sia da parte dei contradaioli che degli appassionati. Mi preme sottolineare anche le preziose collaborazioni avviate. Basti pensare a quella con il Festival del Medioevo di Gubbio, grazie alla presenza del suo ideatore Federico Fioravanti e con Massimiliano Bassetti (coordinatore scientifico della Fondazione Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo di Spoleto e direttore del Centro Italiano di Studi sul Basso Medioevo).

Per il resto – ha concluso il presidente –  tutti gli eventi hanno riscosso successo, dalla Platea Ludica, fino alle esibizioni dei gruppi storici della Corsa all’Anello, passando per i banchetti medievali che hanno fatto registrare il tutto esaurito. Il Festival tornerà con nuove sorprese, portando Narni ad essere un importante polo di attrazione storica e culturale”.

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