S. Giovenale a Narni: tra leggende ed agiografia

 

Nel 4° secolo dopo Cristo la città Narnia, già municipium romano, è in Umbria,  che unitamente alla Tuscia forma la grande provincia della Etruria, ed essendo compresa all’interno delle 100 miglia da Roma, Narni dipende direttamente dalla amministrazione dll’Urbe, sotto la giurisdizione di un correttore. 

La situazione religiosa della città attorno al 4° secolo è ancora confusa: molti culti pagani (di radice romana e locali, tra cui il più noto quello al Dio Visidiano, accanto alla dedizione alla ninfa Feronia) sopravvivono accanto al crescente cristianesimo.

Alcuni tentativi di affermare il cristianesimo a Narni furono già fatti nel corso del 3° secolo, ma la particolarità della situazione narnese non sfugge ai cronisti dell’epoca: già lo storico romano Tertulliano  aveva descritto nella sua opera Apologeticum la città di Narnia come esempio di quei luoghi ancora impermeabili al cristianesimo. 

Solo nel 4° secolo, il Pontefice Damaso I° consacrò a vescovo di Narni il dottore - di pelle scura - cartaginese (proprio come Tertulliano) Giovenale, nell’anno 369.

Sembra che Giovenale si accasò all’interno delle mura romane, secondo la tradizione nei pressi dell’attuale cattedrale a lui dedicata, all’inizio della Via Garibaldi.

Qui iniziò a predicare il vangelo, sembra con molte difficoltà, visto che più tardi verrà spesso descritto come “martire”.  Riuscì comunque a fare proseliti e fondò la prima chiesa cristiana nella parte bassa della città, presso le mura, dedicandola al suo predecessore (poi vescovo e patrono di Terni) S.Valentino. 

A S.Giovenale sono attribuiti alcuni miracoli, tra cui la morte di un pagano che voleva ucciderlo e che invece fu trafitto dalla sua stessa lancia   

Narrano alcune cronache narnesi che nel 374 Narni fu assediata dal popolo dei Carpi, proveniente dalle regioni germaniche ( che ancora oggi sono chiamate della Carpazia, presso il Danubio), che dopo aver assaltato Terni vollero spingersi verso Roma, e quindi assediarono le mura di Narni.  S. Giovenale però intercesse con Dio ed una pioggia di fulmini e pietre ricacciò indietro i barbari salvando la città.   In questo caso però la storia deve molto alla leggenda, poiché il popolo di Carpi appare diverse volte ad assediare Narni, già nel 3° secolo, essendo poi sterminati dai Romani attorno al 279 d.C.

L’attribuzione a S.Giovenale di questo miracolo è invece probabilmente da collegare alla sua futura posizione di “Defensor Civitatis”, ovvero Patrono religioso e difensore (spirituale e militare) del comune, quasi a voler creare dei presupposti miracolosi a giustificare questa scelta.

I suoi miracoli però non si esauriscono all’interno delle mura cittadine: si narra infatti di 40 naviganti (sic!) a lui devoti, che lo pregarono nel mezzo di una tempesta, e questi fece miracolosamente placare il mare, per cui Giovenale si erge anche a protettore dei naviganti !

E’ abbastanza curioso che proprio questo episodio si stato poi raffigurato in alcuni tra i più antichi affreschi all’interno della Cattedrale di Narni, insieme alla storia del trafugamento del suo corpo ed il trasporto delle reliquie a Lucca.       

Giovenale muore (martirizzato secondo alcuni, ma la palma del martirio - attributo classico di tali santi - non appare spesso nelle sue raffigurazioni medievali) nel 376 secondo la tradizione, non è certo se nel giorno 3 Maggio o 7 Agosto, infatti viene celebrato nel Medioevo in entrambe le date.

Sul luogo della sua sepoltura sorgerà poi un primo tempio (cella memoriae) e quindi il Duomo.