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Ogni terziere ha realizzato la propria scuderia per la preparazione degli abilissimi cavalieri della Corsa all'Anello, che si allenano in attrezzate strutture. Le donne dei terzieri, lavorano nelle sartorie sotto la guida di costumisti storici per la realizzazione dei costumi del corteo. La produzione di ogni abito è frutto sia di approfondite ricerche, tramite l'iconografia ed i documenti del tempo, sui tessuti, sui tagli, sul personaggio, sia dall'opera di abilissime mani che sanno trasformare le stoffe in splendidi abiti trecenteschi.
Le taverne sono lo spazio dove si consumano i momenti lucidi e conviviali. I caratteristici locali allestiti con arredamenti tipici, offrono le atmosfere dei tempi lontani unite ai saporri antichi della tradizione. Perché i tre terzieri si chiamano così? I loro nomi ci sono noti dai documenti storici: Mezule, Fraporta e S.Maria, tutti lo sanno, ma qual è l’origine di questi nomi? essi sono strettamente collegati al territorio comunale ed alla sua suddivisione, ma per alcuni anni (soprattutto agli esordi della corsa moderna) c’è stata un po’ di confusione riguardo alla loro vera etimologia, e ciò ha incredibilmente generato un errore “geografico” a cui, nel tempo, si è rimediato solo teoricamente, ma non geograficamente. Spieghiamoci meglio: il Terziere S.Maria deve il suo nome alla chiesa di S.Maria Maggiore (poi S.Domenico), posta lungo la Via Mazzini, sebbene anche in questo caso per qualche anno alcuni concittadini hanno equivocato tale titolo con quello di un’altra chiesa, S.Maria Impensole, avanzando quindi il confine del terziere molto più in alto di quello storico. La toponomastica ci aiuta per il terziere Mezule: storicamente il “mezzo” della città, ma allora com’è possibile che oggi questo nome indichi invece la parte alta del centro storico? Il quesito è presto risolto: ad una prima rilettura delle fonti scritte, i fondatori della festa moderna ritrovarono a ridisegnare ex novo i confini dei terzieri, e si affidarono anche all’etimologia dell’altro terziere “Fraporta2: Questo fu individuato, erroneamente, come la porzione di città compresa tra Porta Terzana e Porta Romana, e tale errore ha poi generato una catena di altri problemi, risoltisi con l’individuazione (per esclusione) del terziere Mezule con la parte restante della città: quella in alto, oltre Piazza del Lago, verso la Rocca (richiamata anche nel vessillo). L’attuale Porta Terzana (delle Arvolte) è infatti posteriore al medioevo, quindi non collegabile all’etimologia del Terziere. In realtà l’etimologia di Fraporta (in alcuni documenti cinquecenteschi anche Foraporta) sottintende la preposizione Infrà, che nel latino medievale corrisponde a “sotto – al di sotto di”. La porta a cui si fa riferimento è invece da intendersi come la “Porta Superior” della città, oggi nota come Arco Romano, la via d’accesso alla città dalla Flaminia, e la porzione di città al di là, oltre, oppure sotto questa porta, è proprio quella alta, oltre Piazza del lago! Ecco quindi risolto l’arcano: la denominazione dei due terzieri da sempre nemici, e la loro collocazione storico- geografica andrebbe quindi completamente ribaltata!
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